Niagara (IT)

Biografia

I Niagara sono un duo formato da Gabriele Ottino e Davide Tomat che traffica con una psych-tronica tutta synth e atmosfere sognanti. Nel 2013 esce l’esordio Otto, disco caratterizzato da un tripudio di sintetizzatori con citazioni a 360° tra Beatles (Etacarinae), le melodie espanse dei Pink Floyd (Eight), alcune divagazioni ambient (E.V.A.), ovvi riferimenti al krautrock, magari rivisti in salsa breakbeat (Galaxy Glacier) ed in pratica tanta psichedelia molle e lisergica non lontana dalle cifre stilistiche dei Jennifer Gentle e dei Flaming Lips (la conclusiva Love Me Love Me). 

A settembre 2014 quel percorso tra l’umano e il macchinico fusi assieme continua ed evolve nel secondo album Don’t Take It Personally, disco anticipato dal singolo Currybox in cui compaiono remix di Gonjasufi, Acid Pauli (Notwist) e Perdurabo, versioni che segnano anche l’inizio di un florido percorso parallelo da parte della band, che riuscirà a portarsi a casa nei mesi e negli anni a venire versioni del proprio repertorio da parte di grossi calibri come Liars, Fennesz, Deakin degli Animal Collective e molti altri ancora. Non a caso, nell’immediato esce Don’t Take it Personally – Remixes, l’album di remix del citato lavoro, un chiaro segno che le nuove traiettorie della band – in sostanza un sound dalle pieghe trip hop che strizza l’occhio ai Massive Attack senza dimenticare le radici folktroniche del progetto (Notwist, Lali Puna) – hanno colpito nel segno, guadagnandosi anche paragoni con Porcupine Tree, These New Puritans e TV On The Radio.

Ad aprile del 2016, sempre per la londinese Monotreme Records, esce Hyperocean, un concept dedicato al pianeta omonimo descritto come multidimensionale e subacqueo. Ritroviamo quindi una scaletta caratterizzata da brani liquidi e catartici, in un disco dal sound rinnovato, più basico e minimalista, un viaggio ambizioso in cui si sorvolano costruzioni articolate e barocche, dalle atmosfere più scure rispetto ai lavori precedenti, perché immerse negli oceani profondi che prendono vita grazie alle grafiche 3D di Cy Tone, sottolinea Nino Ciglio in recensione. Pur partendo da un generale post-Kid A, il sound dei Niagara si avvicina sempre più alla minimal/ambient di Mount Kimbie, l’elettronica liquida dei Ninja Tune Lapalux o Actress, le suggestioni teutoniche di Apparat, l’eleganza rumoristica di Zomby o l’incisività emotiva di Burial. Dunque una doppia conferma per la formazione: quella di una peculiare traiettoria elettronica e quella di un progressivo riconoscimento di uno status a livello nazionale e internazionale.

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