5 giugno 1975, l’ultima volta di Syd Barrett insieme ai Pink Floyd: “Aveva un’espressione benevola ma assente”

Il 5 giugno 1975, infatti, in pieno svolgimento di session di registrazione di "Wish You Were Here", Barrett piombò negli studi di Abbey Road, all'insaputa di tutti.

Si tratta di un momento chiave nella storia dei Pink Floyd, quello in cui la band dovette scendere a patti con un ritrovato senso di colpa, come lo definisce lo stesso Nick Mason nella sua biografia Inside Out, per come aveva contribuito a ridurre il suo fondatore, Syd Barrett.

Il 5 giugno 1975, infatti, in pieno svolgimento di session di registrazione di Wish You Were Here, un album il cui filo conduttore, quello dell’assenza, rimanda più di una volta alla figura del “diamante pazzo”, colui che ha carpito il segreto troppo presto, Barrett piombò negli studi di Abbey Road, all’insaputa di tutti. Mason ricorda: «Io girellavo tra la sala di regia e lo studio, e notai un tipo grosso e grasso con la testa rasata, che indossava un decrepito impermeabile marrone rossiccio. Portava un sacchetto di plastica di quelli per la spesa e sul volto aveva un’espressione benevola, ma assente. […] Anche David dopo un po’ mi domandò se sapessi chi fosse; e ancora non riuscii a collocarlo, e me lo dovettero dire. Era Syd. […] Ero sconvolto dal suo cambiamento fisico. Conservavo ancora l’immagine del personaggio che avevo visto l’ultima volta sette anni prima, quasi quaranta chili di meno, capelli ricci scuri e una personalità esuberante. […] Ora non sembrava il tipo di uomo che avesse amici di sorta. La sua parlata era sconnessa e non del tutto ragionevole, anche se, a essere onesti, non penso che nessuno di noi sia stato particolarmente eloquente. […] All’improvviso e inaspettatamente, il suo arrivo ci riportò alla mente un’intera parte di vita della band. Tra il resto, provavamo anche un senso di colpa. Avevamo contribuito tutti a ridurre Syd in quello stato, rifiutandolo, sottraendoci alle nostre responsabilità, per insensibilità o egoismo vero e proprio».

Mason, nel suo libro, ricorda anche la reazione di Barrett una volta ascoltata una versione grezza di Shine On You Crazy Diamond (anche se non è sicuro fosse proprio quel brano): «Syd ascoltò la registrazione, e gli fu chiesto un commento. Non ricordo che abbia espresso nessuna opinione particolare, ma quando qualcuno suggerì di far ripartire il nastro, Syd chiese a che scopo, dal momento che l’aveva appena sentito…».

Su SA trovate la recensione dell’ultimo album di Waters, Is This The Life We Really Want?, oltre ad alcune review della discografia dei Pink Floyd, compresa quella relativa all’ultimo album The Endless River nonché quella dell’indispensabile cofanetto The Early Years 1967-1972. Recente è anche la nostra recensione della prima autobiografia della band ad opera di Nick Mason e l’annuncio della raccolta The Later Years. Lo scorso aprile Mason e Waters si sono riuniti su un palco di New York e insieme hanno intonato la celebre Set the Controls for the Heart of the Sun, estratta dall’album del 1968 A Saucerful of Secrets.

Su Barrett, in archivio è presente la nostra recensione di The Madcap Laughs e dell’esordio dei Floyd, The Piper at the Gates of Dawn.

Tracklist
  • 1 Welcome To The Machine
  • 2 Have A Cigar
  • 3 Wish You Were Here
Pink Floyd
Wish You Were Here