Always Descending. La parabola discografica dei Franz Ferdinand dal lato delle vendite britanniche

Le vendite dell'ultimo album della band albionica stanno andando peggio anche di quelle relative all'ultima prova degli Wombats

Se in UK sono bravi ad acclamare/pompare/diffondere newcomers con una frequenza altissima, in Italia soffriamo del problema diametralmente opposto, con una rimarcata impermeabilità alle novità: prima di dare credito (mediatico) a qualcuno solitamente passano tanti – troppi – anni, finendo per raccogliere i frutti di artisti/band dall’ispirazione ormai quantomeno altalenante.

Senza entrare negli ormai storici e storicizzati casi conclamati come quelli di Skunk Anansie e Cranberries o in casi un po’ meno evidenti quali Jamiroquai, Lenny Kravitz o U2 (Songs Of Experience in Italia ha venduto quasi quanto in UK, mercato circa cinque volte più grande), anche parte della scena UK-indie di metà anni zero sembra, a modo suo, avere destino simile. Si prendano gli Editors, in patria acclamati dal pubblico ai tempi di The Back Room (560.000 copie vendute) e progressivamente messi in secondo piano (gli ultimi due album hanno venduto meno di 50.000 copie), in Italia hanno invece visto aumentare la propria visibilità mediatica album dopo album fino ad arrivare, ai tempi del trascurabile The Weight of Your Love, in prima tv sul palco di X Factor. Seppur meno nettamente, anche i Kasabian hanno seguito un iter simile trovando fortuna in Italia principalmente da Velociraptor! in poi.

In UK, escludendo Arctic Monkeys (AM ha incredibilmente interrotto una parabola simile a quella dei colleghi) e i costanti Foals, un po’ tutti i nomi di spicco della stagione mid-00s hanno visto crollare anno dopo anno il proprio status mediatico, almeno sul fronte vendite/successo commerciale (i live, invece, vanno generalmente sempre bene). Il caso dei Franz Ferdinand in questo senso è esplicativo: il loro ultimo album Always Ascending (titolo vagamente ironico a questo punto) ha debuttato nella classifica inglese con appena 7.600 copie nella stessa settimana in cui qui in Italia rischiano di trovare nuovi adepti grazie all’ospitata dai 5 milioni di telespettatori di Che Tempo Che Fa.

7.600 copie sono veramente poche se pensate che eroi dell’indie made in USA dello stesso periodo come LCD Soundsystem e National hanno esordito in UK (e solitamente le band americane fanno più fatica nel mercato albionico) qualche mese fa con cifre di molto superiori, e che i Wombats (i Wombats!!!!) nella stessa settimana hanno totalizzato oltre 11.000 copie, sorpassando la band di Alex Kapranos in agilità.

Dodici anni fa, in un mercato sicuramente più florido ma comunque già fortemente compromesso dalla pirateria, You Could Have it So Much Better debuttava con oltre 101.000 copie. L’Always Ascending dei Franz Ferdinand – recensito su queste pagine da Tommaso Iannini – è, almeno oltremanica, un Always Descending apparentemente inesorabile.

 

Tracklist
  • 1 Always Ascending
  • 2 Lazy Boy
  • 3 Paper Cages
  • 4 Finally
  • 5 The Academy Award
  • 6 Lois Lane
  • 7 Huck And Jim
  • 8 Glimpse Of Love
  • 9 Feel The Love Go
  • 10 Slow Don’t Kill Me Slow
Franz Ferdinand
Always Ascending

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