“Henry Lee”. Il linguaggio del corpo degli amanti Nick Cave e PJ Harvey

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Pubblicata nel febbraio 1996, Henry Lee è una canzone dei Nick Cave and the Bad Seeds contenuta nel celebre Murder Ballads; si trattò di una variante del brano tradizionale britannico Young Hunting, e vide Cave collaborare con l’allora compagna PJ Harvey, con i due che confezionarono anche l’iconico videoclip che ne decretò il successo commerciale. Per la regia del video venne richiamato il fotografo Rocky Schenck, che nel campo della musica si era distinto per le sue copertine e per i servizi fotografici a stelle come Stevie Nicks, Annie Lennox e la band Alice in Chains, e aveva già lavorato con Cave per il videoclip del precedente Where the Wild Roses Grow (curiosamente un altro duetto, con Kylie Minogue). A differenza di quest’ultimo, però, che alternava diversi stili e sequenze in rimando al mito di Ofelia, Schenck stavolta optò per la ripresa unica.

Il piano-sequenza di Schenck avvolge l’intera performance, con Cave e la Harvey che duettano in maniera appassionata a appassionante tra loro. I due inizialmente sono entrambi seduti, lo sfondo dietro di loro è un mix tra il verde scuro e il nero che esalta la sensazione di malinconia trasmessa dal testo della canzone, quasi si trattasse di un macabro racconto gotico. Il linguaggio dei loro corpi parla chiaro: entrambi provano un’attrazione reciproca fortissima, con questa resa ancor più evidente dal ritmo con cui le loro mani si toccano, le loro guance si sfiorano e le loro bocche si trattengono dal bacio – che arriverà solamente all’ultimo secondo. Nelle strofe finali, Cave e Harvey si alternano nelle rispettive parti cantate con il primo che si vede cinto alle spalle dalla seconda in un gesto di incoraggiamento e affetto; il favore verrà restituito identico nella strofa successiva, con Schenck che però decide di indugiare in maniera più insistita sul primo piano, sofferto, della Harvey. Il video, dove la macchina da presa non ha mai perso di vista i suoi soggetti, termina con un ballo tra i due innamorati, finalmente pronti a baciarsi l’un l’altro.

Il videoclip contribuì alla fortuna di quello che è uno dei duetti più celebri di sempre, uno dei più sofferti (anche per quel che riguarda il destino della coppia, che si interruppe bruscamente) e uno dei più dolci. È proprio vero che le parole possono fuorviare, ma il linguaggio del corpo non mente mai.

Per i precedenti episodi della rubrica dedicata ai videoclip storici, vi rimandiamo a Radiohead, Depeche ModeDandy WarholsPublic Enemy e Fatboy Slim.

di Davide Cantire

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