L’11 luglio 1969 David Bowie pubblicò Space Oddity, di certo non il suo primo pezzo ma il primo a ottenere un successo planetario. Già da qualche anno, infatti, l’artista inglese era sulla breccia, con parecchio materiale pubblicato sotto varie sigle; inoltre, aveva già dato alle stampe il suo primo LP e raggiunto la top10 britannica con il singolo The Laughing Gnome. Ciononostante, la celebre canzone del Major Tom è considerata una specie di punto di partenza per lui: fu innanzitutto il suo primo capolavoro pop, oltre a essere il primo assaggio della sua futura, cangiante personalità artistica.
Ne andava quindi celebrato il cinquantennale in modo degno, con qualcosa di speciale. Una bambola, per esempio. E a pensarci non poteva che essere la Mattel a farlo, lanciando sul mercato una specialissima e originalissima Barbie Ziggy Stardust.

La nuova fashion doll, ispirata al personaggio che – in verità – Bowie avrebbe inventato solo qualche anno più tardi rispetto alla pubblicazione di Space Oddity, costa 50 dollari e può essere acquistata sul sito della stessa Mattel. I capelli, gli stivali, la tuta lucida e metallica, ma anche le unghie del personaggio, sono modellati sul look dello stesso Bowie. Ma allora, viene da chiedersi, perchè farne una Barbie e non – ad esempio – un Ken (l’action figure controparte maschile della stessa linea delle Barbie)? Evidentemente, anche nel quartier generale della popolare casa produttrice di giocattoli sanno che Bowie, in fondo, era post-gender.
Su queste colonne trovate un ampio monografico dedicato a Bowie, alcune recensioni della discografia come Low, Never Let Me Down, Reality, Heroes, Ziggy Stardust, Young Americans e l’album-testamento Blackstar.
