Come sarà il nuovo album dei Cure, attesissimo e di cui si parla ormai da tempo? Il più intenso, triste ed emozionante mai realizzato dalla band, parola del tastierista Roger O’Donnell.
In un’intervista riportata dal New Musical Express, il musicista rientrato in line-up nel 2011 dopo avervi militato in due distinte fasi precedenti, ha affermato: «Quattro anni fa, ho detto a Robert (Smith, ndSA): “Dovrà essere il disco più intenso, drammatico ed emozionante che abbiamo mai fatto, dopodiché potremo anche andarcene”. Lui concordò. E ascoltando i demo realizzati finora, direi che siamo sulla strada giusta. Credo che tutti ne saranno felici». «Il problema – ha aggiunto O’Donnell – è che a 12 anni dall’ultimo lavoro, questo album è diventato prezioso. Rispetto al catalogo dei Cure, è all’altezza. Robert ha detto: “Se i Cure diranno ancora qualcosa, sarà meglio che sia importante e fottutamente valido”. E lo è, sarà un disco sorprendente, bisogna solo pazientare ancora un po’».
Alla fine dell’anno scorso, il frontman aveva affermato che il 2020 sarebbe stato l’anno della nuova musica dei Cure. Ricordiamo che sempre l’anno scorso la band è stata in tour con numerose date, inclusa la presenza come headliner al Glastonbury 2019 (quarta volta per i Cure sullo storico Pyramid Stage), mentre in Italia l’unico live si è svolto alla Visarno Arena di Firenze (su SA trovate il resoconto della serata del 16 giugno). Nel frattempo è uscito The Cure Anniversary 1978-2018 ma anche 40 LIVE – CURÆTION-25 + ANNIVERSARY, il boxset / film concerto che contiene le riprese di due live celebrativi della formazione britannica. Ricordiamo infine che i Cure l’anno scorso hanno anche festeggiato il trentennale di Disintegration con cinque concerti tenuti a Sydney a fine maggio, l’ultimo dei quali è stato trasmesso in diretta streaming mondiale. Su SA trovate inoltre le recensioni di 4.13 Dream, Disintegration, Pornography e The Cure.
