In USA per la prima volta si vendono più album vecchi che album nuovi

Per la prima volta negli USA le vendite Catalogue superano quelle degli album Current. Dominano grandi classici e greatest hits.

La non-notizia della settimana è quella che arriva da un report pubblicato su MusicBusinessWorldwide che mette in evidenza il fatto che per la prima volta gli album definiti Catalogue (ovvero le uscite vecchie di almeno 18 mesi e che non sono sempre rimaste in top100) hanno superato in termini di vendite gli album definiti Current (ovvero le uscite più recenti di 18 mesi).

Stiamo parlando esclusivamente del mercato USA (altrove la situazione dovrebbe essere comunque similare, con le dovute misure e particolarità del caso), dove nel 2015 sono stati venduti 122,8 milioni di copie di album Catalogue (o Catalog) e 118,5 milioni di copie di album Current, nonostante i 7,4 milioni di copie vendute dal solo 25 di Adele (vedi anche gli album più venduti del mondo nel 2015 per approfondire). Per placare facili commenti del tipo “per forza, la musica di oggi è inascoltabile” chiariamo subito che questo non è altro che il risultato di un processo piuttosto naturale: il numero di album Catalogue aumenta di anno in anno e di conseguenza aumenta anche la long tail, rendendo il confronto con gli album Current sempre meno indicativo. Parallelamente, va tenuto conto che nella top 10 degli album Catalogue più venduti nel 2015 quattro non sono esattamente dei classici d’altri tempi, quanto invece recenti best seller:

Album Catalogue più venduti negli USA nel 2015

1) Adele – 21 – 395.000 (11.450.000 in tutto*)
2) Fleetwood Mac – Greatest Hits – 257.000 (5.100.000 in tutto*)
3) Beatles – 1 – 221.000 (12.660.000 in tutto*)
4) Bob Marley & The Wailers – Legend 207.000 (11.920.000 in tutto*)
5) Imagine Dragons – Night Visions 204.000 (2.620.000 in tutto*)
6) Metallica – Master Of Puppets 201.000 (5.050.000 in tutto*)
7) Journey – Greatest Hits 196.000 (8.850.000 in tutto*)
8) Twenty One Pilots – Vessel 195.000 (410.000 in tutto*)
9) Michael Bublè – Christmas 190.000 (3.920.000 in tutto*)
10) Ed Sheeran – + – 188.000 (1.110.000 in tutto*)
11) Pink Floyd – The Dark Side of The Moon 167.000 (9.950.000 in tutto*)
12) AC/DC – Back In Black 165.000 (3.350.000 in tutto*)
13) Travis Tritt – The Very Best Of – 163.000 (620.000 in tutto*)
14) Adele – 19 – 155.000 (2.810.000 in tutto*)
15) N.W.A. – Straight Outta Compton 152.000 (1.670.000 in tutto*)

* da quando esistono le rilevazioni Soundscan, ovvero dal 1992

Seppur influenzata da ristampe, da eventi satellite (vedi Straight Outta Compton) o da momenti di lutto collettivo, la categoria Catalogue ospita ormai da anni alcuni album che sono veri e propri long-seller immortali. Lo scettro del disco più longevo e più continuo va certamente a The Dark Side Of The Moon, secondo album più venduto di sempre dietro a Thriller (che però, periodo post-morte di Jackson escluso, non è un long-seller così clamoroso) capace ancora di vendere 160-230.000 copie ad anno (solo negli USA). Questo il suo ruolino di marcia dal 2010 ad oggi, decisamente impressionante se si considera che gli album contemporanei più acclamati (escluso Lamar) non arrivano a certe cifre: Sufjan Stevens 140.000, Father John Misty 100.000, Grimes 50.000, ecc…:

2010: 186.000
2011: 228.000
2012: 176.000
2013: 167.000
2014: 185.000
2015: 167.000 (di cui 50.000 in vinile)

Mediamente gli album che vendono di più sul lungo termine o sono grandi classici del rock, o best of di artisti di grande successo. Ad esempio, i due dischi pubblicati prima del 2000 che hanno venduto più copie dal 2010 ad oggi negli USA sono – con poco meno di 1,5 milioni di copie vendute – Legend di Bob Marley e Greatest Hits dei Journey, riscoperti (purtroppo?) grazie a Glee.

Ogni mercato ha le proprie preferenze, ma The Dark Side Of The Moon rimane un punto fermo in tutto il mondo, soprattutto in un mercato Italiano in cui l’amore per il passato è patologico e in cui il rock di stampo classico vende incredibilmente bene (vedi anche l’articolo sull’ennesima disfatta del mercato italiano). Il capolavoro del 1973 dei Pink Floyd è infatti da anni una presenza fissa nella classifica italiana, tanto che si stima che abbia venduto oltre 500.000 copie dal 2000. Questo il dettaglio dal 2010 ad oggi:

2010: circa 27.000
2011: circa 26.000
2012: circa 24.000
2013: circa 20.000
2014: circa 18.000
2015: circa 19.000

Altri album che in Italia godono di buone vendite sul lungo periodo sono il Platinum Collection dei Queen, Back in Black degli AC/DC, Greates Hits dei Guns N’ Roses e The Wall dei Pink Floyd.

Nota a margine: tra i dieci vinili più venduti in Italia nel 2015, cinque sono dei Pink Floyd e tre dei Led Zeppelin. Un dato che, seppur abbastanza prevedibile, risente certamente di un sistema di tracciamento vendite (GFK) che sfortunatamente non considera buona parte dei record store indipendenti (dove il formato vinile vende, in proporzione, meglio), le vendite – talvolta voluminose – durante i concerti e tutti quei momenti che prevedono un contatto diretto tra artista/label ed acquirente (casi come le 300 copie dell’edizione in vinile di DIE di Iosonouncane o le 500 copie della special edition di Socialismo Tascabile degli Offlaga Discopax, in classifica non ci finiscono).

Sembra piuttosto scontato prevedere che nel 2016 la forbice tra album Catalogue e Current aumenterà ancora: da un lato non usciranno probabilmente album in grado di vendere quanto 25 di Adele e dall’altro non sarà marginale l’impatto (già palpabile) sui dischi “Catalogue” del tributo mondiale a David Bowie, un pilastro che non ha mai venduto cifre esorbitanti con i singoli dischi (neanche con i più grandi classici) ma che sicuramente monopolizzerà le classifiche Catalogue per qualche mese.

Tracklist