Thom Yorke rivela i suoi brani da isola deserta e parla di Queen, Talking Heads, Stipe, Björk e altri ancora

”Talk about the passion” dei R.E.M. e “Born under punches” dei Talking Heads tra i brani da Isola Deserta ma ci sono tante altre rivelazioni in ballo nella puntata andata in onda alla BBC

Nella più recente puntata della serie Desert Island Discs, andata in onda ieri 22 settembre sulle frequenze di BBC 4, disponibile da oggi anche in formato podcast e condotta dalla popolare Lauren Laverne, l’ospite di turno Thom Yorke ha presentato alcuni dei suoi dischi preferiti, i proverbiali “dischi da isola deserta”. Per l’occasione il musicista britannico ha anche risposto per quasi un’ora e in maniera candida, divertente e onesta alle domande della conduttrice radiofonica, toccando temi personali quali la propria infanzia, la propria formazione artistica, il rapporto con gli altri membri dei Radiohead, il proprio impegno ecologista, ma anche la sua vita familiare.

Per la prima volta ha raccontato dell’impatto che la lunga malattia e la scomparsa dell’ex compagna Rachel Owen ha avuto sulla sua esistenza e su quella dei due figli della coppia («Non posso sperare di poter riempire il vuoto lasciato dalla morte della loro mamma, ma stiamo bene – ammette Yorke – Sono veramente orgoglioso di loro… Sono fortunato di avere una nuova partner che è arrivata a portare un po’ di luce in questa situazione»), ma non solo: ha confessato anche che l’ascolto di Bohemian Rhapsody dei Queen lo ha ispirato a diventare un musicista, e che il nome Radiohead proviene da una canzone dei Talking Heads. Yorke ha inoltre raccontato come Michael Stipe da mito vivente è, in seguito, diventato suo amico, e di come Björk gli abbia indirettamente insegnato che prendersi cura della propria voce è importante («Una mattina mi sveglio al suono della sua voce dopo una notte di bagordi, stava facendo un warm-up ed erano le 10:30. Pensai: “È incantevole ma sono appena le 10:30 e sta già facendo esercizio?”. E da allora ho iniziato a pensare seriamente a questa cosa»).

Tra i “dischi da isola deserta”, che il cantante intende nell’accezione di brani rappresentativi e non album, Talk About the Passion dei R.E.M., Born Under Punches dei Talking Heads, la versione di Nina Simone di Lilac Wine, After the Goldrush di Neil YoungIt’s Raining Today di Scott Walker, Freeman Hardy & Willis Acid di Squarepusher e AFX, 5. Le jardin féerique di Ravel eseguita da Marielle e Katia Labèque e Blue Horizon di Sidney Bechet.

Su SA trovate l’ascolto di Daily Battles, recente brano che il cantante ha composto per la colonna sonora di Motherless Brooklyn, e gli approfondimenti di carriera dedicati a lui e ai Radiohead, oltre alla recensione dell’ultimo lavoro in studio, il sopracitato ANIMA, a firma di Fernando Rennis. Il tour italiano di Tomorrow Modern Boxes si è concluso lo scorso 21 luglio al Rock In Roma; sempre su queste pagine trovate la gallery fotografica di Riccardo Ruspi per Umbria Jazz 2019, così come quelle di Francesca Sara Cauli a Ferrara e di Davide Carrer a Villa Manin.

Tracklist
  • 1 Traffic
  • 2 Last I Heard (…He Was Circling The Drain)
  • 3 Twist
  • 4 Dawn Chorus
  • 5 I Am A Very Rude Person
  • 6 Not The News
  • 7 The Axe
  • 8 Impossible Knots
  • 9 Runwayaway
Thom Yorke
ANIMA