Poche ma buone le uscite di questo weekend di inizio febbraio. E tra queste poche spiccano due dischi d’esordio For The First Time del collettivo Black Country, New Road e In Praise of Shadows di Puma Blue.
Nel primo caso abbiamo a che fare con un settetto londinese dalla vena sperimentale (free, artsy, jazz, minimalismo) alle prese con spoken e dissonanze assortite che per Riccardo Zagaglia, che lo ha recensito, si candida già ad album of the year, nel secondo in cuffia c’è un disco lo-fi che canalizza traumi, sfocatura ipnagogiche e fa coesistere influenze eterogenee con grazia e armonia. E anche qui parliamo di un bellissimo esordio, in questo caso a base di bedroom r’n’b, che si staglia su ritmi languidi e insegue un’attitudine jazz intimista e onesta (recensione di Beatrice Pagni in arrivo).
A proposito di sperimentazioni e di dischi difficili da definire univocamente. Per Giuseppe Zevolli l’album da tenere sotto stretta osservazione questo fine settimana è Legendo del produttore e sound designer polacco Lubomir Grzelak, in arte Lutto Lento, lavoro cavernoso dalla particolare e sinuosa sensualità, sospeso tra elettroacustica, ritualistica folk, field recording, sci-fi e orientalismo à la Fatima Al Qadiri, morbosità di marca Coil e arcani reaggaton.
E questo per dirvi che questo WE è di quelli ricchi di uscite elettroniche. Su un terreno retro house (in senso più che buono) c’è She’s Calling è l’EP che chiude l’ideale di trilogia di Maya Bouldry-Morrison in arte Octo Octa, mentre in area techno dub con un piede fuori più che dentro il dancefloor c’è Cristian Vogel che torna con l’immersivo ecosistema di Rebirth Of Wonky. Per coloro che da queste musiche preferiscono un’iniezione di futuro e un tocco di cervellotici incanti c’è Jon Leidecker (aka Wobbly) con Popular Monitress (che agli autechriani non dispiacerà) e per chi il minimalismo di casa Noton (senza Raster o con) è sempre un piacere ritrovarlo, magari sottraendo ancor di più in direzione Pan Sonic e Mika Vainio, ecco che IVIC, registrato nel corso di un lustro, interamente dal vivo e riversato su DAT dell’italiano Saele Valese, è il disco giusto al momento giusto, oltre che il più catartico tra quelli che vi proponiamo questa settimana. Minimali, anzi poli-puntillisti, è anche il progetto Chants (Poly Pointillism), mentre ambientale più che minimale ed ugualmente interessante è inoltre l’imperioso Byron Westbrook, pupillo di Phil Niblock, che pubblica l’interessante Distortion Hue.
Sempre elettronico, ma dall’armamentario decisamente 80s analogico c’è il trio capitanato dall’immarcescibile vegliardo dell’horror con il vizio per l’antemica sintetica. Parliamo di John Carpenter e del figlio Cody e del figlio acquisito Daniel Davis, figlio invece di Dave dei The Kinks. Il terzo capitolo delle loro Lost Themes, ovvero musiche per pellicole mai girate, lo trovate recensito da Elena Raugei: zero novità ma i motivi di culto per questa saga non mancano affatto.
Non ultimo è sempre bello ritrovare la chitarra dronata di Roy Montgomery che festeggia i 40 anni di attività con una quadrilogia di lavori annunciati nel 2020 di cui il primo è questo validissimo Island of Lost Souls. Di cui vi rimandiamo all’ascolto – e breve recensione – su album.
Dimenticavamo, in area post punk (leggi Idles) è uscito Uppers, l’esordio dei britannici Tv Priest, e l’ultimo lavoro dei Foo Fighters, l’autodefinito Let’s Dance della band di quel caciarone di Dave Grohl che a sto giro fa senz’altro il suo lavoro d’ordinanza riuscendo tuttavia a inanellare buoni pezzi, diretti quanto immediati. Un disco senza fronzoli questo Medicine At Midnight, abbastanza breve (37 minuti) per far la gioia dei fan (recensione di Valerio di Marco).
Dall’Italia segnaliamo inoltre Checco, il secondo capitolo de Lo Stato Sociale dedicato ai lavori di uno specifico componente del gruppo, Contenta tu, ovvero il disco d’esordio Marco Castello per 42 Records, e le romanticherie disco retrò di Angelica in Storie di un appuntamento.
Menzione speciale per il sophisti/art pop dei Weather Station, band canadese di Toronto capitanata da Tamara Lindeman aka Tamara Hope, già attrice con in curriculum parecchi film e serie tv minori. Ignorance è il loro quinto album che oltreocenao sta raccogliendo parecchi consensi.
Singoli: Inuyasha è il brano di Mahmood prodotto da Durdust (recensione di Luca Roncoroni), Get High è una nuova novelty song secondo Chet Faker, Spreco di potenziale, una contagiosa ballata r’n’b firmata della romana Ditonellapiaga, Come un animale il singolo che segna il grintoso ritorno in FM dei Fast Animals And Slow Kids ed, infine, Amore di mezzo l’ennesimo pezzo a legare it-pop a confidential rap firmato questa volta da Junior Cally.
Sul dettaglio completo delle uscite del weekend vi rimandiamo alla sezione dedicata delle uscite album.