Arca

Biografia

Poliedrico producer venezuelano di stanza a Londra classe 1990, già noto sotto l’alias indietronico Nuuro dalla metà degli anni ’00, ARCA, ovvero Alejandro Ghersi, è noto per essere uno dei produttori e consulenti chiave dell’osannato Yeezus di Kanye West, oltre che per aver marchiato a fuoco il suono di alcune produzioni di Fka Twigs ed essere diventato in seguito uno dei personaggi chiave dell’ondata elettronica denominata da Adam Harper Hi-Tech.

«Il suo stile è passato da un hip hop alieno ed astratto, oscuro e virtualizzato, ad una seconda pelle in cui far confluire un dedalo di influenze elettroniche ed artistiche che riprendono l’attitudine futurista di alcune sperimentazioni degli anni ’90 da un punto di vista squisitamente Queer».

Collaboratore di lungo corso di Jesse Kanda (visual artist conosciuto all’età di 14 anni con il quale ha frequentato varie comunità di artisti online e curato la serie TRAUMA), il suo stile è passato da un hip hop alieno ed astratto, oscuro e virtualizzato, ad una seconda pelle in cui far confluire un dedalo di influenze elettroniche ed artistiche che riprendono l’attitudine futurista di alcune sperimentazioni degli anni ’90 da un punto di vista squisitamente Queer. Alla base della musica di Arca, un concetto di identità mutante e mutato ottenuta attraverso un ibridazione particolare tra il sessuale e il sintetico, tra il bios e lo schermo nero dei monitor dei nostri dispositivi digitali. A popolare molti dei suoi arrangiamenti, bassi ondulati, synth mercuriali e frastagli ritmici, il tutto stipato in una danza di corpi in movimento all’interno di spazi chiaroscurali, tropicalmente vaporwave come eroticamente dark room. Un precedente importante per queste musiche è senz’altro rappresentato dalla produzione di Tri Angle dei primi anni Dieci (Forest Swords e Evian Christ) ma più in generale le influenze sonore di Arca vanno ricondotte all’interno di strategie, attitudini e sensibilità tipicamente Warp tra i 90s e i 00s. Una buona dose di Aphex Twin ed Autechre rappresentano le ovvie influenze ma, soprattutto, è l’amore per le produzioni di Björk, il motore principale attorno al quale si è sviluppato il discorso concettuale e visivo centrato su un fondante trittico fatto di corporeità/identità/futurismo.

Ghersi, in stretta collaborazione con Kanda, lavora sul corpo per martoriarlo, trasfigurarlo, plasmarlo e reinventarlo. Xen ad esempio riguarda le fantasie cyber sessuali dell’alter ego femminile del musicista, Mutant il suo rapporto con il mondo, mentre l’omonimo Arca indaga attraverso la voce dello stesso producer le lacerazioni di un’anima tormentata, in cruda autoanalisi, in cerca di redenzione.

Nuuro -> Arca

Disattivato l’alias Nuuro nel 2011 – una sorta di versione latina dei Postal Service (l’ultima uscita è Avila del 2011) – Arca debutta nel 2012 con Baron Libre, EP pubblicato nel 2012 a cui fanno seguito Stretch 1 (un secondo EP) e l’album Stretch 2, tutti dello stesso anno e caratterizzati da un hip hop tanto sperimentale, buio e frantumato quanto aperto a sprazzi melodici, rappato con scampoli di IDM, addolcito dall’uso del vocoder (in continuità con Nuuro) e sampledelica etnica/esotica assortita. A pubblicarli è la newyorchese UNO, etichetta sospesa tra ritmi e sintetica di cui fanno parte anche Mykki Blanco, Fatima Al Qadiri e Gobby.

Nel 2013 il successo divampa. Ghersi è richiestissimo dai giornalisti, che lo vogliono intervistare, ma soprattutto dai musicisti. Nello Yeezus di Kanye West, che lo mette sulla mappa, compare nei crediti come additional-programming in New Slaves (assieme a Hudson Mohawke), mentre in Hold My Liquor (assieme a Noah Goldstein) e I’m In It (assieme a Mike Dean #MWA*, Noah Goldstein) è producer, o additional producer in Blood On The Leaves e Send It Up (assieme a 88-Keys, Mike Dean #MWA). L’aspetto più interessante è il ruolo ricoperto nell’intero album, ovvero quello di music and production consultant assieme a Hudson Mohawke e Young Chop, un chiaro segno che il marchio del producer ha fatto breccia nei gusti del rapper.

Seguono a ruota produzioni per Brodinski, Dean Blunt (in Redeemer), mente a settembre esce  l’EP di debutto di Fka Twigs, in cui scrive e produce (assieme alla musicista e a Liam Howe) tutte le tracce. La collaborazione con la performer prosegue nel fortunato album di quest’ultima LP1, dove Ghersi scrive e cura la programmazione delle tracce cruciali – Lights On e Hours – oltre a mettere le mani su Two Weeks.

Nel 2013, quando l’alias Arca ha già potenti riflettori addosso, esce un mixtape di una ventina di minuti, Arca &&&&&, caratterizzato da cadenze bass e trap, oltre che da un sound dal gusto post-r’n’b aperto e sospeso per sintetizzatori e piano scordato, mentre, nel 2014, accasatosi presso l’etichetta Mute, il Nostro pubblica l’atteso debutto Xen, una produzione ardita e differente rispetto a ciò che è stato fatto fino ad allora. Un concept album sospeso tra classica contemporanea per piano, synth e sezione d’archi, elettronica di stampo IDM e hip hop astratta tra ambienti, poemi semitonali e scampoli di melodia. Il disco, pubblicato il 4 novembre 2014, e anticipato dal singolo e videoclip Thievery, curato sempre in collaborazione con Kanda (che è anche autore dell’artwork), è incentrato sull’osservazione di un personaggio inventato, Xen appunto, un alter ego femminile dello stesso producer.

Sempre nel 2014, ad ottobre, in un articolo pubblicato da The Fader, Arca dichiara di essere il solo producer dietro a Vulnicura, il nuovo album di Björk. Nelle ore seguenti entrambi gli artisti coreggono leggermente il tiro: è il solo co-producer, assieme all’artista islandese, presente nel nuovo disco atteso per il 2015. L’album della cantante islandese, a cui ha lavorato un’altro produer Tri Angle ovvero The Haxan Cloak, che si è occupato del mixaggio, vede un contributo piuttosto sedato di Ghersi. Nelle interviste promozionali, Björk parla del giovane producer come di colui che l’ha risollevata dal dolore per la separazione dal marito Matthew Barney, tema quest’ultimo che ha legato la genesi e lo sviluppo del lavoro.

«Quando è venuto a trovarmi in Islanda ci siamo divertiti tantissimo. E’ la persona più buffa e generosa che abbia mai conosciuto. Far musica con lui è stato un totale contrasto: ci siamo divertiti suonando sul più triste degli argomenti… …Alejandro conosceva le mie canzoni meglio di me, all’inizio ero un po’ sulle mie, non mi trovo a mio agio con i fan… …poi sono diventata una sorta di insegnante con lui… …gli descrivevo i beat e lui li eseguiva… …mi sono seduta accanto a lui per settimane e abbiamo fatto il disco. Non mi era mai capitato prima, è come quando due persone agli antipodi s’incontrano e hanno così tanto da insegnare l’uno all’altra»
(Bjork in un’intervista concessa a Pitchfork)

Nel 2015, in occasione dell’87ª edizione di Pitti Uomo a Firenze, all’interno del format Pitti Special Guest, Arca condivide una colonna sonora di 17 minuti per il fashion show di Hood By Air, marchio luxury creato da Shayne Oliver nel 2006 e con base a New York, apprezzato dagli addetti ai lavori per l’approccio sperimentale e di rottura delle sue collezioni. Tra i campionamenti, anche brani di Robert Wyatt (At Last I Am Free – min 12:55) e Björk (Enjoy – min 13:15).

A maggio 2015, via Soundcloud, il producer condivide per lo streaming un nuovo brano dal taglio ambient, Washed Clean, che viene condiviso immediatamente dall’autrice di Vulnicura via Twitter ma di cui non è dato sapere se sia stato composto o meno con lei. A stretto giro esce un secondo ascolto Soundcloud, Vanity, traccia nel tipico stile di Ghersi tra beat hip-hop e un suono al calor bianco sintetico ed assieme cattedratico. Qualche mese più tardi, ad agosto, Ghersi annuncia il nuovo album via Twitter. Il lavoro s’intitola Mutant e la sua uscita, prevista per autunno inoltrato, viene fissata in un secondo tempo al 20 novembre, anticipata dalla condivisione di altri due brani – Soichiro e EN – che, assieme a Vanity, rientrano nella scaletta di un disco che comprende ben venti tracce complessive.

Mutant conferma le qualità, la tecnica e la bontà delle soluzioni melodico-ritmiche sospese tra passato e presente del producer-compositore nato in Venezuela; il disco è accolto da un plauso unanime da parte della critica specializzata. «Si va dall’astratto al melodico, dalla pièce ambient alla chamber androide, con ogni episodio a collegarsi al successivo in un cangiante mosaico che, oltre alla scala di cromatismi del passato, esplora anche un’inedita palette pittorica affondata con precise manate di colore/suono», sottolineiamo in sede di recensione. Arca, in sostanza, convince per originalità, immaginario, forte impronta stilistica e duttilità.

Nel frattempo, Ghersi e il boss del marchio Hood By Air, Shayne Oliver, sono tornati a collaborare inaugurando un nuovo progetto, Wench. L’annuncio viene accompagnato da un mix condiviso in streaming di 15 minuti e corredato dai visual di Jesse Kanda, mentre tra i brani spiccano tracce firmate da, tra gli altri, Chemical Brothers, Cher, Arthur Russell, Crystal Castles, Bone Thugs-n-Harmony, t.A.T.u e Chris Clark.

Il ritorno sulla lunga distanza di Arca arriva soltanto due anni più tardi, nel 2017, con un album omonimo che già dalle premesse e dalle dichiarazioni del musicista punta dritto all’esplorazione della propria voce anche a discapito delle complesse architetture digitali precedentemente esplorate. «Ecco la mia voce e le mie viscere: sentitevi liberi di giudicare. È come la corrida: state guardando della violenza emozionale per piacere», dichiara il producer nelle note che accompagnano l’album, una presentazione che dice di una prova più orientata al formato canzone e dunque maggiormente compiuta rispetto alle vorticose e frammentarie visioni del (recente) passato. Alejandro Ghersi trascina l’ascoltatore in una sorta di Club Silencio degli anni 10, sottolinea Elena Raugei in sede di recensione, per quella che rappresenta senz’altro l’ennesima folgorante tappa di un cammino che ha già segnato a fuoco gli anni ’10.

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