Migliori album 2019. La classifica di Consequence Of Sound

C'era da immaginarselo, le classifiche dei principali specializzati dedicati alla musica quest'anno sarebbero state ancor più random di quelle che hanno popolato le pagine web e cartacee dello scorso anno.

C’era da immaginarselo che le classifiche dei principali magazine specializzati dedicati alla musica quest’anno sarebbero state ancor più random di quelle che hanno popolato le pagine web e cartacee dello scorso anno. Il trend è ormai assodato, se c’era un tempo in cui potevi prevedere gran parte della scaletta di questo o quel portale o magazine, oggigiorno, nella conclamata era dello streaming e dell’abbattimento di ogni tipo di confine tra genere, stile e rispettivi pubblici di riferimento, nell’oggi in cui ok-boomer-album ma poi ti ritrovi che gli auricolari raccontano un’altra storia (fatta di playlist), ci si può aspettare di tutto e puntualmente di tutto accade: accade che Nick Cave svetti al primo posto – come ci è capitato di leggere nel numero dicembrino di Blow Up – o che sia al 20° come vediamo nella lista dei 50 di Consequence Of Sound, portale statunitense di quelli grossi che condivide con Pitchfork il primato web della vecchia guardia, ovvero di quei siti che ancora recensiscono i vecchi e cari LP ancora-qui-tra-noi, annunciano tour e festival e raccolgono le notizie più interessanti del panorama musicale non fermandosi ai dispacci delle major e alle vicende di costume di rapper e popstar. Dettoci questo, se c’è un trend che tuttavia puoi scorgere oltre Atlantico tra chi la musica la vive ancora non come una volta ma con la testa ancora connessa e curiosa, quello sicuramente si lega all’effetto cosiddetto new normal.

Facendo la conta tra i primi venti tra i migliori album di COS troviamo le prime cinque posizioni occupate da donne per un totale di 11 artiste, e questo senza contare le band con una frontwoman (Charly Bliss e Big Thief). Un caso? Pura meritocrazia? Diamo il beneficio del dubbio e comunque ben vengano i nomi di Sharon Van Etten e Angel Olsen tra le prime posizioni, i cui rispettivi album se a nostro avviso non rappresentano due esempi clou dell’anno, senz’altro sono i migliori testimoni dello stato di grazia delle rispettive musiciste. E se capiamo le scelte politiche extra musicali applicate alla classifica da COS, capiamo altrettanto bene – senza condividerlo – questo indicare Billie Eilish come una delle artiste non solo di quest’anno ma addirittura del decennio, e questo per il solo disco che ha pubblicato finora, il debut When We Fall Asleep, Where Do We Go?. Ok, il disco è fresco, le hit ci sono e tutto, ma il primo posto è davvero meritato? Torniamo al discorso iniziale: è tutto casuale, come tirata a dadi sembra la scelta che vede una Solange al 18° posto e una Jamila Woods al terzo. Eleganza e incontestabile classe per entrambe, però le posizioni andrebbero invertite a questo punto, vuoi per impianto dell’opera della sorella radical chic di Beyoncé, vuoi per l’affascinante spettacolo che ci sta dietro.

Prima di lasciarvi allo spoglio della lista, vale la pena ricordarci che anche dalle parti del portale americano il rock, nella sua versione alt metal, alternative vecchia scuola (mettetela come volete), vive e lotta con noi: i Tool si beccano un democratico – ma anche beffardo – 10° posto. Non siamo più nel 2001 di Lateralus e figuriamoci negli anni belli del Lollapalooza e, si sa, ora vanno hip hop e soprattutto la trap tra i più giovani. Tuttavia, siccome COS conserva un buon gusto, e fino a ieri era noto come un portale di rockettari, ecco che Tyler, the Creator si becca un meritato sesto posto (con un disco bello sperimentale e affatto scontato) ed ecco che due che sembrano venir fuori dagli anni ’90 come Freddie Gibbs e Madlib stazionano solidi al 12°. Scelte da vecchi intenditori di certe musiche insomma, ma sempre piuttosto random all’interno di un confuso quadro generale in cui non viene tacciato neanche il micro trend del revival indie dei ’90 che ritroviamo anche quest’anno (vedi Charly Bliss, Faye Webster e PUP).

Ma poi che ci fa Bon Iver al 17°? O i Better Oblivion Community Center al 24°? Inutile farci troppe domande: accontentiamoci che anche negli USA il buon Slowthai lo abbiano notato e che il suo Nothing Great About Britain navighi in un dignitoso 27° posto.

20. Nick Cave & the Bad Seeds – Ghosteen
19. Brittany Howard – Jaime
18. Solange – When I Get Home
17. Bon Iver – i,i
16. Faye Webster – Atlanta Millionaires Club
15. King Princess – Cheap Queen
14. PUP – Morbid Stuff
13. Big Thief – U.F.O.F.
12. Freddie Gibbs & Madlib – Bandana
11. Charly Bliss – Young Enough
10. Tool – Fear Inoculum
09. Lana Del Rey – Norman Fucking Rockwell!
08. Vampire Weekend – Father of the Bride
07. Lizzo – Cuz I Love You
06. Tyler, the Creator – IGOR
05. Ariana Grande – thank u, next
04. Angel Olsen – All Mirrors
03. Jamila Woods – Legacy! Legacy!
02. Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow
01. Billie Eilish – When We Fall Asleep, Where Do We Go?

Tracklist