Niente, Morrissey ci ha provato a riabilitare la sua immagine, ultimamente non troppo amata a causa sì delle sue posizioni vicine all’estrema destra che gli hanno fruttato le critiche anche di svariati colleghi, tra cui Damon Albarn e Billy Bragg, ma anche di alcuni recenti scivoloni, tipo l’aver venduto vinili di altri artisti firmati da lui o l’aver suonato davanti al pubblico all’inizio della pandemia da Coronavirus. Ci ha provato, dicevamo, ma non ci è riuscito. L’ex Smiths ha infatti cercato di accodarsi alla campagna Blackout Tuesday, ideata da due operatrici nel campo dell’industria musicale come forma di protesta per l’assassinio di George Floyd e consistente nel pubblicare su Instagram – a supporto del movimento Black Lives Matter – una foto completamente nera, ma il risultato ottenuto è stato l’esatto opposto.
— Morrissey (@officialmoz) June 2, 2020
Il suo messaggio, Morrissey l’ha pubblicato su Twitter, senza foto e rilanciando l’hashtag #TheShowMustBePaused, con il post a richiamare immediati e non proprio lusinghieri commenti: «Supporti il partito di Anne-Marie Waters. Sei parte del problema», gli scrivono in molti – leggiamo su Consequence Of Sound – «I Cannot Fucking Wait Til Morrissey Dies», riportano altri citando il titolo dell’omonima canzone di JPEGMAFIA, con un utente a pubblicare uno scatto in cui l’album Vauxhall and I (1994), in mostra su un banchetto di un negozio di dischi, viene attorniato da diversi diti medi esposti al suo indirizzo.
— Dr. Ácula (@dxsintegration) June 2, 2020
Il Blackout Tuesday, organizzato per martedì 2 giugno, è stata un’idea di Jamila Thomas e Brianna Agyemang, due donne di colore. L’iniziativa era intesa come una giornata di riflessione per l’uccisione dell’afroamericano di Minneapolis ad opera di un poliziotto bianco e per le proteste seguite a tale nefandezza in tutti gli Stati Uniti. Sulla questione, oltre a tantissimi artisti, si è espressa anche la popstar Billie Eilish. E non poteva mancare la reazione del grande Spike Lee, con un nuovo cortometraggio intitolato 3 Brothers, che unisce alcune sequenze del suo leggendario Fa’ la cosa giusta (con l’omicidio di Radio Raheem che riflette gli accadimenti di questi ultimi giorni), con i veri video delle uccisioni di Eric Garner e George Floyd. E proprio sulla vicenda di quest’ultimo trovate su SA uno splendido articolo di Beatrice Pagni.
Riguardo al Moz, ricordiamo che il 20 marzo scorso è uscito il suo ultimo album in studio, I Am Not A Dog On A Chain, che su queste colonne è stato recensito con le parole di Diego Ballani.