Robert Smith sul Meltdown festival, sulle nuove session in studio dei Cure e i nuovi piani live per il 2019

Robert Smith racconta dei nuovi piani discografici dei Cure, della curatela del Meltdown Festival come evento catalizzatore (di creatività) di concerti celebrativi e di tutte le ricorrenze che la band intende onorare quest'anno e il prossimo anno

Intervistato da Shaun Keaveny alla radio britannica BBC Radio 6, un Robert Smith estremamente soddisfatto ha raccontato dell’esperienza come curatore del Meltdown festival rivelando non solo i nuovi ospiti (tra cui Death Cab For Cutie, Frightened Rabbit, Low, Suzanne Vega, the Twilight Sad, the Joy Formidable) di una line up già piuttosto corposa (Nine Inch Nails, My Bloody Valentine, Mogwai, The Libertines, Deftones, Placebo, Manic Street Preachers, The Psychedelic Furs e The Notwist), ma anche di aver preso in affitto uno studio allo scopo di registrare nuovi demo dei Cure a partire dal prossimo mese.

Il festival, che si svolgerà dal 15 al 24 giugno 2018 al Southbank Centre, è stato un elemento catalizzatore, ha rimarcato più volte durante la chiacchierata il frontman dell’iconica formazione britannica («Ha scatenato la mia creatività: ad un certo punto mi sono innamorato dell’idea di scrivere nuove canzoni»), che ha rivelato di aver scritto lettere di suo pugno (e a mano) a ciascuno degli ospiti che si alterneranno sul palco e di aver incassato la risposta negativa dai soli Rolling Stones. Smith, inoltre, ha raccontato che la sua presenza on stage durante il festival sarà accanto a una formazione (non ancora rivelata) dedita a «interpretare canzoni dei Cure», ovvero si tratterà «di differenti configurazioni di persone fidate» che si cimenteranno con il repertorio della band, con in aggiunta una esibizione del cantante anche nelle vesti di solista. Smith l’ha chiamata Cureation 25 per celebrare il 25° anniversario del festival, ma anche per non tradire la fiducia dei fan che conoscono da mesi la data dell’unico concerto europeo della formazione previsto per quest’estate.

Si tratta dell’evento celebrativo dei quarantanni di carriera, ovvero dello speciale concerto ad Hyde Park del 7 luglio dove i Cure saliranno sul palco assieme a Interpol, Goldfrapp, Editors, Ride, Slowdive e Twilight Sad («Idealmente, sarà l’occasione per suonare nuova musica – ha rivelato il musicista sempre a Keaveny – ci sono cose buone, altre meno. La mia fortuna è sempre stata quella di non essermi mai trovato costretto a scrivere delle canzoni»). Inoltre, a proposito della ricorrenza dal primo concerto della band (che sarà il 9 luglio sempre di quest’anno), Smith ha fantasticato se suonare al The Rocket di Crawley dove tutto è iniziato («Nel pub dove la formazione ha suonato il primo live») o se pensare decisamente più in grande («Suonare in ogni capitale del mondo»). Di sicuro «se non abbiamo fuori qualcosa di nuovo per l’anniversario del nostro primo album, che sarà nel 2019, sarà tutto finito – ha rimarcato – non penso che i Cure pubblicheranno mai più un nuovo disco».

Ricordiamo infine che nei piani della band, sempre quest’anno, c’è anche un documentario, diretto da Tim Pope, che racconterà la storia della formazione tra passato, presente e futuro. In archivio trovate le recensioni di 4.13 Dream, e i classici dedicati a Disintegration e Pornography.

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