Recensioni

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Se i Tool mancano dal formato-album da ben dodici anni, e sono attualmente in studio per registrare il successore di 10,000 Days, gli A Perfect Circle mancavano da un lasso di tempo persino maggiore, per la precisione dal 2004 di eMOTIVe, che era oltretutto una raccolta di prevalenti cover a tema anti-bellico. Co-prodotto da Dave Sardy, Eat The Elephant può dunque considerarsi il terzo disco di inediti, dopo l’esordio Mer de Noms e Thirteenth Step, dedicato invece al tema della dipendenza, del progetto guidato da Billy Howerdel, al solito responsabile della maggior parte delle musiche sviluppate dalle comuni idee, e Maynard James Keenan, padrone di testi e microfono, in questi ultimi tempi impegnatissimo tra i suoi Puscifer, l’uscita dell’autobiografia A Pefect Union Of Contrary Things e la produzione di vini tra l’Arizona e l’Italia – da hobby ad autentico business. È sulla loro collaborazione che si fonda la superband, con una line-up variabile che oggi schiera in pianta stabile James Iha degli Smashing Pumpkins, Matt McJunkins e Jeff Friedl.

Sono diversi, Billy e Maynard. Il primo ha annunciato Eat The Elephant come un grande lavoro, il secondo ha dichiarato con beffarda ironia di essere contento della sua uscita ma più contento del concomitante compleanno dell’amica songwriter Carina Round, coinvolta peraltro nei succitati Puscifer. Sarà anche perché Maynard parla spesso dell’esigenza di rallentare in questi frenetici giorni  spersonalizzanti, i musicisti americani non si preoccupano minimamente di inseguire le “sonorità di tendenza” e proseguono un discorso di rock progressive che sa essere heavy e pop, tecnico ed… emotivo. Dodici pezzi, sempre maestosi, che di primo acchito potrebbero sembrare un po’ anacronistici, superati, ma che convincono per composizione, arrangiamenti, capacità di coinvolgimento. Si parte con una title track che è ballata intimista su fosche note di pianoforte, per proseguire immediatamente con una delle canzoni forti: Disillusioned, con il suo giro di chitarra classico, colpisce subito, così come le parole di Maynard, strepitoso alla voce («You were never an island», verso mutuato dalla celebre poesia di John Donne che fu recitata da PJ Harvey come reazione on stage alla Brexit).

The Contrarian, quasi mistica, orientaleggiante, pare sul costante punto di esplodere. The Doomed alterna riff al vetriolo e sospensioni dreamy, sino a un vero e proprio crescendo melò. So Long, And Thanks For All The Fish – citazione da Douglas Adams? – frulla Pink Floyd e David Bowie (qua e là si pensa poi agli stessi Smashing Pumpkins e ai Porcupine Tree di Steven Wilson), con le sei corde regolari protagoniste, coadiuvate dagli archi: ci pare di intravedere un “Major Tom”. È “Jesus”, invece, a spuntare dall’apocalisse dark di TalkTak, tra riflessi Depeche Mode, esplosioni e solipsismi, alti e bassi. By And Down The River continua sulla scia Ottanta, ibridandola con il crossover so 90s: è di nuovo l’elettricità, in ricami art metal, a rivelare passatismo e forza della veste sonora (trattasi comunque di una rielaborazione epica del brano By And Down già incluso nel greatest hits del 2013, Three Sixty). Forse convince meno la parte conclusiva di scaletta, introdotta dal breve strumentale di tenebre atmosferiche DLB, con Delicious – che il segno del tempo lo porta, sì – rievocante Pearl Jam e System Of A Down, il power glam robotico di Hourglass che conduce Sparks e Kraftwerk in improbabili territori hard, la più scolastica Feathers e Get The Lead Out, l’episodio più esteso ed elettronico, corpo estraneo comunque intrigante nel suo mix di battiti scanditi e ghirigori sperimentali alla Radiohead.

A fine ascolto, pur consapevoli di pregi e difetti, le eventuali ritrosie possono essere accantonate. Gli A Perfect Circle hanno il merito di fottersene di quello che succede nel mondo, forse perché lo tengono sin troppo in considerazione e se ne sentono appunto del tutto avulsi, e hanno ancora il fegato di accettare la sfida rappresentata dall’essere una band, con tutta la grandeur possibile, nell’A.D. 2018.

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