“Love Will Tear Us Apart”, canzone-epitaffio di Ian Curtis e unico successo dei Joy Division

«Peter Hook ricorda, qualche giorno dopo la morte di Ian Curtis, di essersi messo accidentalmente all’ascolto della Top20, ed aver sentito passare Love Will Tear Us Apart, pubblicata come singolo ad aprile. L’emozione scatenata dalla morte del frontman l’aveva spinta fino alla tredicesima posizione in classifica. “Mi si spezzò il cuore. Erano cose come queste che ci fecero capire quello che avevamo perso. Fu terribile”». Così potete leggere verso la conclusione del nostro monografico sui Joy Division, curato da Diego Ballani, a proposito di quanto ci fosse di disperatamente autobiografico nei testi che Ian Curtis scriveva con tanta attenzione.

Soffermiamoci per un momento sul videoclip, che col senno di poi, mostra in maniera inequivocabile e agghiacciante quanto fosse segnato il destino del suo autore. Girato dalla stessa band il 25 aprile 1980 (due settimane prima della tragedia), già nell’incipit si tratta di un video sconcertante: la pellicola logora e quasi virata in negativo mostra una porta che non viene imboccata da nessuno, ma dal cui interno una mano la spalanca su una stanza vuota, dove non si vede assolutamente nessuno. Di chi era quella mano? Era l’invito a entrare in un luogo misterioso e sconosciuto, oppure ancora un’esortazione al perdersi nella musica, una stanza vuota da poter arredare a proprio piacimento, con gli ingredienti che più ci contraddistinguono? Il movimento, ricordiamo, va dal basso verso l’alto (la scalinata risalita dal protagonista in soggettiva): è un’assunzione.

Entra in scena la band, sono i Joy Division. Per chi li conosce e li ha già visti dal vivo, non c’è alcun bisogno di presentazioni; per tutti gli altri lo scenario sarà sconcertante. Siamo all’inizio di quel decennio folle ed esageratissimo degli Ottanta e i Nostri si presentano in un video dalle tonalità grigio-verdi, con abiti anonimi, con lo sguardo fisso e quasi privo di qualsivoglia emozione. L’unica percezione emotiva che lo spettatore riceve come un pugno diretto è la disperazione con cui Ian Curtis si aggrappa all’asta del microfono e dal modo in cui lo spinge contro la bocca, rendendo il suono della voce ancor più metallico. Quasi per uno scherzo del destino, dettato dalle ristrettezze economiche con cui venne realizzato, il video in alcuni attimi “brucia”, rendendo la tonalità della pellicola più arancione/marrone, una casualità che ben si addice all’atmosfera turbolenta che degenererà in futuro. Più le immagini si susseguono, più sembra evidente una sorta di oscuro presagio, sia per il testo del brano sia per una paura del vuoto, evidenziato da quell’immagine della stanza vuota che torna a più riprese. La regia indugia sul volto inespressivo (oggi diremmo addolorato) dei componenti della band, con le inquadrature che si spostano sull’atto di suonare dei musicisti, freddo e meccanico. Ian ha gli occhi perennemente chiusi, quasi a non volerne più sapere della realtà. La musica in sottofondo scema, la porta si riapre su quella maledetta stanza vuota. Due settimane dopo, Ian Curtis l’avrebbe varcata e chiusa per sempre alle sue spalle.

A causa della pessima registrazione in presa diretta nel corso delle riprese, l’audio montato nel video – e che possiamo sentire oggi – è quello della versione del brano poi pubblicata come singolo nel giugno 1980 (se ci fate caso, il labiale di Ian Curtis non è sempre perfettamente in sincrono). Il videoclip di Love Will Tear Us Apart fu l’unico video promozionale prodotto e utilizzato dalla band, per ovvie ragioni, così come il singolo divenne il primo e unico successo commerciale dei Joy Division, band seminale, immortale, che già a partire dal 19 maggio seguente non esisteva più. Con estremo rimpianto.

Per i precedenti episodi della rubrica dedicata ai videoclip storici, vi rimandiamo a U2, ColdplayThe CureNick Cave and the Bad SeedsRadioheadDepeche ModeDandy WarholsPublic Enemy e Fatboy Slim.