Mi piace pensare che il 2017 sarà ricordato come l’anno della definitiva affermazione del post-rap, nuovo “genere” nato dal superamento del concetto di rap. A dire il vero non sono sicuro che il post-rap sia neppure nato, e l’idea stessa del “superamento del rap” è forse anacronistica. Eppure creare un nuovo contenitore musicale potrebbe da un lato mettere un freno alla sempreverde nostalgia per gli scintillanti anni ’90 e dall’altra quietare le nostre paure più recondite quando sentiamo parlare di superamento dei generi. Questa mia speranza nasce anche da una sorta di equilibrio interiore, generato durante questa prima metà del 2017 dalla maggior parte di quelle uscite che rientrano nel macro-genere del rap (non sia mai a dire hip hop). Un equilibrio trovato anche grazie alla visione (tardiva) di Hip Hop Evolution, il documentario che – pur con qualche lacuna – prometteva di raccontare la nascita del rap, e nel farlo incidentalmente ricordava quanto stupido sia definire più o meno rap un certo disco, un certo artista.
Perché non passare direttamente al post-rap, quindi? La prima parte dell’anno ci ha dato una valanga di ottimi motivi per provare a farlo. Se DAMN., l’ennesimo capolavoro epocale di Kendrick Lamar, esula un po’ da questo discorso – proprio in quanto disco senza tempo – sono principalmente due i dischi che mi hanno portato a questa riflessione: More Life di Drake e Teenage Emotions di Lil Yatchy. Nonostante l’esordio di Yatchy possa risultare in qualche passaggio confuso, non impeccabile e monco, è un album che riscrive certi canoni del rap moderno, e lo fa sotto diversi punti di vista. Primo fra tutti: Lil Yatchy ha sempre ammesso di essere stato molto più condizionato dal pop, durante la sua vita, che dal rap, e di non conoscere molti titoli della golden age – e, in definitiva, non gliene frega nulla. Questo si riversa nella sua musica che, non ha caso, ha nei suoi migliori momenti una verve quasi synth-pop. Non si sta qui dicendo che quello fatto da Yatchy sia musicalmente rivoluzionario, ma la sua aperta rottura col passato, e i numeri dalla sua parte, ne fanno senza dubbio un simbolo. E poi c’è Drake, questa sua idea di “playlist inedita”, espediente narrativo per inserire qualsiasi cosa fosse di suo gradimento al momento dell’incisione, dall’house sud-africana, al grime, alla dancehall. Portland, con i feat. di Quavo e Travis Scott, è emblematica del discorso che cerco di portare avanti: è una hit pensata per essere tale (e per consacrare il flauto a trend assoluto della presente stagione, vedi anche Mask Off), con tre pesi massimi e una struttura allo stesso momento classica del rap e con sonorità totalmente nuove. Questo ci porta ad un altro degli album essenziali del post-rap, Culture dei Migos – i famosi “Beatles della nostra generazione” –, o al sottovalutato Beautiful Thugger Girls di Young Thug, fino ad arrivare ai due dischi in un mese di Future, vera e propria icona trap, che ha deciso di darci un taglio con la trap per passare al post-rap.
Il contenitore però è abbastanza grande da non dover solo essere inteso come una evoluzione o un prolungamento della trap o di qualsiasi cosa faccia Quavo. Comprende infatti anche due degli album che ritroverete in tutte le classifiche finali, quello di Vince Staples, Big Fish Theory, e quello di Tyler, The Creator, Flower Boy. In maniera più radicale il primo, e più sottile il secondo, i due hanno rivisto i loro canoni e giocato in territori estranei, piegandoli alle loro idee. Nel post-rap però c’è anche spazio per i campioni di Nina Simone e dei Fugees, come in 4:44 di Jay-Z, per lo sconfinamento del grime di Stormzy, per l’attitudine punk di XXXTentacion e la classe senza tempo di Snoop Dogg (autore di un pregevole album, Neva .Left). Abbiamo altri sei mesi per confermare o smentire questo processo. Sarebbe bello fosse tutto vero.
- Vince Staples – Big Fish Theory
- Kendrick Lamar – DAMN.
- SZA – Ctrl
- Tyler, The Creator – Flower Boy
- Stormzy – Gang Signs & Prayer
- Lil Yatchy – Teenage Emotions
- Thundercat – Drunk
- Drake – More Life
- Migos – Culture
- Jay Z – 4:44
- Odissee – The Iceberg
- Future – FUTURE
- Future – HNDRXXX
- Young Thug – Beautiful Thugger Girls
- Khalid – American Teen
- Kodak Black – Painting Pictures
- Wiley – Godfather
- Snoop Dogg – Neva Left
- Bryson Tiller – True to Self
- Joey Bada$$ – ALL AMERIKKKAN BADA$$
Gli editoriali pubblicati finora: Stefano Solventi, Nino Ciglio, Tommaso Bonaiuti, Federico Sardo, Marco Boscolo, Elena Raugei, Francesco Abazia, Luca Roncoroni, Davide Cantire e Fernando Rennis.