Siamo entrati da una manciata di giorni negli anni Venti del nuovo millennio, ma scommettiamo che avete già nostalgia dei Dieci, non è vero? E soprattutto, avete già nostalgia delle classifiche, quella bella praticona che ogni anno, nel mese di dicembre, ci tiene impegnati oramai quasi quanto i regali di Natale. Bene, allora torniamo per un attimo al decennio appena concluso e andiamo a vedere quali sono stati per la rivista americana Rolling Stone i migliori album usciti tra 2010 e 2019.
È stato il decennio dell’hip-hop, s’è detto da più parti, e chi meglio di Rolling Stone poteva recepire una tale nuova tendenza a livello mainstream e rappresentarla al meglio sotto forma di chart? Il primo posto della speciale graduatoria, infatti, è riservato al disco che molti considerano il non plus ultra dell’hip-hop di conio recente, anche se poi parliamo di un lavoro che definire solo tale è alquanto riduttivo, vista l’impressionante summa di stili e generi che si sovrappongono al suo interno: My Beautiful Dark Twisted Fantasy di Kanye West, album uscito nel 2010 e che su SA abbiamo recensito con le parole di Gabriele Marino, il quale scrisse: «La musica non è l’ennesima epifania promessa dal guru Kanye, ma un ottimo esempio del suo coloratissimo mondo musicale fatto di orchestrazioni ed elettronica, ballad romantiche, tamarrate che sono nuove forme di crossover, funk&soul, classic rock, omaggi alle grandi figure della black. Mondo colorato condito da una quantità di ospiti delle più diverse estrazioni: Kid Cudi, Raekwon, Rihanna, Alicia Keys, Elton John, Jay-Z, Bon Iver. Pochissimo autotune e mezza scaletta almeno con numeri impeccabili per efficacia».

Al secondo posto, Rolling Stone piazza Lemonade di Beyoncè, pubblicato nel 2016 e che su queste colonne Nino Ciglio ha promosso con un voto di 7.2, aggiungendo il commento: «È un disco interamente concepito da Bey, circondata da collaboratori di svariata natura e rilevanza; è un disco che non ha forse neanche senso di esistere, se non accompagnato dall’impatto visivo del film presentato su HBO; è un disco che, se necessario, segna un distacco ulteriore dalle singole discipline audio-visive (e artistiche in senso lato); è un disco che attraverso un percorso interno di sofferenza e redenzione arriva a recuperare moltissimo della vera anima di Queen Bey (quella magica, spirituale, delle terre del sud); è un disco che ha nel concetto di “true love” anche il concetto di “salvation”, applicabile ai due temi portanti (i diritti civili e umani – in particolare delle donne di colore – e il tradimento del marito), ma trasferibile anche in senso lato all’esperienza umana di tutti noi». E infatti – è sempre Ciglio a commentare – «Lemonade è un album dolce-amaro, urgente e più importante di tutti i precedenti».

Il podio è completato da un altro album per il quale possiamo dirci pienamente d’accordo che figuri tra i primi tre: To Pimp A Butterfly di Kendrick Lamar, disco che ascolteremmo migliaia e migliaia di volte e non sarebbe mai abbastanza. Su SA Andrea Macrì gli diede 8.2 e la chiosa della sua review fu: «Kendrick Lamar è un narratore, un mago della parola e dello storytelling che pesca a piene mani dal reale di ognuno per restituirne l’incommensurabile complessità. Un disco, prima che bello, terribilmente importante, per come sa portarsi sulle spalle un sanguinario presente».

La top 5 di Rolling Stone è completata da Red, il disco di Taylor Swift pubblicato nel 2012, e – in quinta posizione – dal testamento musicale di David Bowie, Blackstar, album pubblicato dal grande artista britannico l’8 gennaio 2016, solamente due giorni prima di morire (recensione del disco su SA di Tommaso Iannini).
Se poi vogliamo allungare lo sguardo alle restanti posizioni fino alla 10ma, troviamo Drake al 6° posto con Take Care (2011), Lorde al 7° con Melodrama (2017), Adele all’8° con 21 (2011), i Pistol Annies al 9° con Interstate Gospel e LCD Soundsystem, al 10° con This Is Happening (2010). La classifica completa fino alla centesima posizione la trovate sulle pagine di Rolling Stone.
Riguardo a Kanye West, che come abbiamo detto è autore del più bel disco dei 10s secondo la testata statunitense, su SA trovate il dettaglio sull’ultimo album Jesus Is King, recensito da Luca Roncoroni. A supporto del disco c’è stata l’uscita di Jesus Is King: A Kanye West Film, cortometraggio di 30 minuti circa che ha incassato $1.03 milioni di dollari a livello internazionale nel suo weekend d’esordio. Inoltre sempre su queste pagine trovate la recensione di ye a firma Luca Roncoroni, che ha anche curato un lungo approfondimento sull’artista. Sempre di Roncoroni il libro pubblicato quest’anno per Arcana Hip hop. Metamorfosi e successo di beat e rime. Inoltre, sempre su SA potete godervi l’ascolto di Kids See Ghosts, l’omonimo esordio del progetto a quattro mani con Kid Cudi pubblicato a giugno 2018.
