Migliori album 2018. La classifica album di FACT

FACT è una garanzia per quanto riguarda le liste di qualità che ruotano attorno al ritmo. Non importa se parliamo di musiche HD, Hip Hop, r'n'b, house o techno. Il ritmo delle metriche, dei battiti, persino nello spazio negativo è la chiave. Ci saremmo aspettati SOPHIE e Yves Tumor in vetta, ma gli artisti sul podio non sono che differenti facce della stessa finestra sulla contemporaneità

Su SA trovate le classifiche personali di Marco Braggion, Beatrice Pagni, Davide Cantire, Fernando Rennis, Elena Raugei, Riccardo Zagaglia e Stefano Solventi, e un’analisi di quelle pubblicate da altre testate come Billboard USA, COS, Quietus e NPR.

Se c’è tutta una frangia di persone che aspettano la classifica di Quietus per un discorso underground trasversale legato alle musiche weirdo-etniche, garage chitarristiche, noisey, avant fino all’elettronica sì, ma dal lato più concettuale e di ricerca, ovvero per tutto un insieme di musiche che raggruppiamo un po’ forzatamente attorno al motto “we can’t dance” (e ogni brutto parallelo con i Genesis è consentito, ma non voluto dall’autore), nel caso di FACT, non importa di quale lingua parliamo, se di album club ready, underground Hip Hop, r’n’b o grime, ma è il ritmo e quindi il movimento del corpo a governare l’azione e le preferenze. Che sia il ritmo delle metriche del rap o il 4/4 dell’House poco importa. Il ritmo è la chiave. Emanazione del The Vinyl Factory group, la testata con base a Londra (ma con satelliti a Los Angeles e New York), si occupa dal 2003 di indagare cosa di musicalmente valido abbiano prodotto le tribù giovanili sparse principalmente tra Europa e USA. È un’indagine che s’interfaccia con la youth culture, con il fashion senz’altro, ma differentemente da realtà come The Fader dove l’aspetto legato all’immagine e al “lifestyle” ha un peso ben differente, lo staff del website britannico non perde d’occhio l’intrinseca forza di proposte squisitamente musicali.

In quest’ottica, e tirando, un po’ a indovinare, ci saremmo aspettati un primo posto riservato a Yves Tumor (è al 18°) o SOPHIE (23°); troviamo invece Lotic, ma parliamo di fatto di facce della stessa medaglia, progetti altamente immersivi che attingendo da un ampio ventaglio di influenze restituiscono una dissonante, instabile ma personale, cifra stilistica, in grado di incamerare chirurgici elementi pop e aprire veri e propri varchi spazio temporali su un presente in bilico tra rappresentazione, virtualità e fascinazioni orientaliste e post-coloniali. In quest’ottica, su un taglio prettamente vocale, serpentwithfeet non sorprende al 12° posto, così come le indagini sulle cosiddette musiche HD trovano nella compagine avant-EDM Amnesia Scanner, nell’ambient di DebitPendant, nella mistica trance di Aisha Devi ampie conferme (14° e 16° e 6° rispettivamente). Non potevano mancare ganci di quelle musiche con il mondo ruotante attorno a rap e hip hop, vedi LSDXOXO, ma nella lista rientra anche una proposta più classicamente boom bap come quella di Earl Sweatshirt (15°) o cose più street (Rico Nasty, 5°), sboccate (CupcakKe, 22°) o ovvie (Cardi B, 20°), tutte comunque fieramente “rappuse”.

Divertente poi la definizione di un disco impossibile da inquadrare in poche parole come quello di Vessel (9°): «Oneohtrix Point Never and Lorenzo Senni having a fight with a chamber orchestra», e sempre l’amato Senni – più volte elogiato dalla testata nel corso degli anni – diventa la pietra d’angolo per descrivere il lavoro di Barker su Ostgut Ton (4°), paragonato a una risposta alla trance pontillistica del suo Quantum Jelly del 2012. Spostandoci sul lato r’n’b di una faccenda ben monitorata da queste parti, la pluridecorata di questo 2018 Rosalía Vila Tobella trova anche qui le lodi che le spettano (3°), così come anche Tierra Whack si piazza bene (8°), e Mariah Carey non è sbagliato che rientri, seppur per il rotto della cuffia (50°), con il suo discreto Caution. Naturalmente la “compagine rock” avrà parecchio da ridire per la misera posizione riservata al disco dei Low (49°). Della serie, perché mettercelo a questo punto? Come pure Kali Uchis avrebbe meritato posizioni più interessanti, ma tant’è.

    1. Lotic – Power
    2. Pendant – Make Me Know You Sweet
    3. Rosalía – El Mal Querer
    4. Barker – Debiasing
    5. Rico Nasty – Nasty
    6. Aisha Devi – DNA Feelings
    7. Gabor Lazar – Unfold
    8. Tierra Whack – Whack World
    9. Vessel – Queen Of Golden Dogs
    10. Duppy Gun – Miro Tape
Tracklist