Flow

Flow #57 – L’albero della vita

Questa settimana il viaggio di Flow parte dal Maine, ambiente naturale dei romanzi di Stephen King. Reduci dalla proiezione dell’adattamento cinematografico del primo capitolo di It abbiamo lasciato i protagonisti con la loro fase post-traumatica e non ci è dato sapere cosa poi sia accaduto nel loro percorso adolescenziale. Possiamo sempre indagare sul percorso professionale degli attori principali, esaminando quello di Sophia Lilis (Beverly Marsh), protagonista a sua volta del video di Nothing to find dei The War On Drugs, brano estratto dal recente e acclamato A Deeper Understanding, recensito per noi da Carmine Vitale. Prendendo spunto dai road movie spensierati e romantici e tinteggiato con i toni del surrealismo più malinconico, il clip diretto da Ben Fee racconta le ore conclusive del viaggio di una improbabile coppia, composta da un’adolescente – interpretata per l’appunto da Sophia Lilis – e da un albero antropomorfo. A bordo di un’autovettura coperta di foglie e tralci attraverseranno un’autostrada deserta, tra soste con piccoli furti, partite a biliardo e balli; il compito principale di Sophia sarà quello di estirpare ogni erbaccia dal corpo del compagno e mantenerlo costantemente idratato, ma nonostante tutte le cure, il decorso della natura arriverà a concludersi al tramontare del sole, lasciando la giovane ragazza da sola ma con una nuova speranza.

Diversa invece è l’atmosfera che si respira al Dope & Korruption, pop-up bar creato dall’artista islandese Ragnar Kjartansson durante l’HAVEN festival dei fratelli Dessner. Il locale temporaneo diventa quasi un luogo di perdizione, e teatro del video di I’ll Still Destroy You dei The National, traccia estratta da Sleep Well Beast di cui potete leggere la recensione a cura di Fernando Rennis. Diretto da Allan Sigurðsson, il clip è stato girato nell’arco di un’ora, ritraendo la particolare esibizione del gruppo di Cincinnati; un’insolita performance in veste festaiola, tra flûte di champagne, spogliarelli maschili e cori di gruppo, in completa contrapposizione con l’aura del gruppo. Nel video appare anche Ragnar, che in passato aveva già collaborato con i National per A Lot Of Sorrow, episodio in cui la band ha suonato Sorrow per sei ore consecutive al MoMA PS1 nel Queens.

Cambiamo completamente scenario e contesto, approdando su litorale romano, ma non con la netflixiana compagnia di Aureliano Adami e Spadino, bensì con Carl Brave e Pretty Solero, rivelazioni estive per ciò che riguarda il giovane pubblico. E10 è sì un inedito, ma ben caratterizzato dalla leggera malinconia del collettivo romano, che ha il sapore di una Peroni bevuta fino all’ultimo sorso. Il brano in questione è arricchito dalla voce di  B, senza tralasciare l’inaspettato accompagnamento di archi e dei soliti e piacevoli fiati, caratteristica peculiare del collettivo romano. Il video è una lunga e unica ripresa effettuata con un drone che immortala i tre cantanti mentre passeggiano sulla spiaggia durante il tramonto. Ancora novità dall’Italia con Profeta brano che anticipa l’esordio discografico dei Ci ❤️ Ci (Cucineremo Ciambelle) promettente rivelazione della prolifica V4V. La band riminese propone un delicato ma coinvolgente emo con inserti math, mentre il video che accompagna il brano è un’animazione grafica a colori su sfondo nero a cura di Giulia Betti. Abbandoniamo il territorio italiano per incontrare Joji, musicista e youtuber noto in passato per essere stato tra gli ideatori del meme Harlem Shake. Da due anni ha iniziato a produrre musica propria, stringendo una collaborazione con l’asiatica 88rising, per la quale ha pubblicato il suo EP di debutto, In Tongues. Il suo primo singolo Will He, è un brano da vero sad-boy, nel quale parla dei legami dissolti, persi, che avevamo stretto con le persone a noi più care. Il video diretto da Matthe Dillon Cohen inizia con l’inquietante inquadratura al rallentatore di un individuo vestito da Panda che balla in penombra sopra un tavolino; l’attenzione del video volgerà successivamente sui risvolti di una festa casalinga conclusasi in maniera tragica. 

Si cambia atmosfera con 2-Hearted dei danesi Liima, al loro secondo singolo estratto da 1982, album previsto per il 3 novembre. Questa volta, a differenza del singolo eponimo (presente in Flow #52), non si è più nell’ambito dei videogame anni ’80, bensì nella contemporanea Hong Kong, dove Mariana Bisti conduce un viaggio attraverso gli enormi palazzoni che la popolano, alimentando sensazioni di calma e di ansia, il tutto in piena linea col tema del pezzo, che rimanda ad un conflitto d’amore in due diverse direzioni non compiendo una scelta, ma accettando la situazione ambivalente. Trasmettere un po’ di positività e di fede nel Signore è compito di Big K.R.I.T. con la sua Keep The Devil Off, e con l’uscita del doppio album 4eva Is A Mighty Long Time annunciata per il 27 ottobre. Richiamando idealmente e anche visivamente l’Alright di Kendrick Lamar (cliccando sul nome dell’artista potrete gustarvi la nostra ricca biografia, da poco aggiornata), dal bianco e nero alla levitazione, il brano dalle tinte gospel vede un ragazzino attraversare il blocco dove vive danzando e, allo stesso tempo, evitando tutte le tentazioni che gli si parano davanti. Un video sempre in bianco e nero ma di carattere decisamente più ansiogeno e pieno di tensione guidato dalla voce di Pusha T è Freedom di Steve Angello. Il producer ateniese firma questa traccia estratta da Inferno avvalendosi della collaborazione del rapper newyorchese: grazie a un visual d’effetto, un ragazzo corre attraverso i boschi inseguito da non-si-sa-chi, lasciando intendere, anche attraverso il testo, che si tratti di una rivolta della gente comune decisa a riprendersi i propri spazi e il potere. Di un tono decisamente più leggero è Bop N Keep It Dippin di Dizzee Rascal tornato sui suoi passi con un Raskit (qui recensito da Nicolò Arpinati) uscito qualche mese fa -, video che sembrerebbe uscito da uno dei film che hanno reso famoso Guy Ritchie. Non c’è però l’ex marito di Madonna alla regia, ma Romain Chassaing, che fa indossare a Dizzee le vesti di un piccolo boss della malavita locale tanto ironico quanto severo, che cerca di non farsi fregare dal proprio maldestro contabile, disposto a tutto pur di tenersi il bottino trafugato.

A dare una scossone epilettico pensano i ritmi tribali dei Ninos Du Brasil, duo italianissimo formato da Nico Vascellari e Niccolò Fortuni, con un Condenado Por Un Idioma Desconhecido richiamo del loro album Vida Eterna pubblicato il 22 ottobre per La Tempesta. E sono la base surreale e le tinte oscure a condire il video diretto da Carlos Casas, dove sembra essere rappresentata una festa all’interno di una bara, con un santone che si dimena in modo forsennato, guidato dalle onde del pezzo. Novità targata Nowadays Records è quella relativa a Unno, trio composto da Awir Leon, J. Kid e Tismé, pronto per la pubblicazione dell’album Amaai il prossimo 3 novembre. Il video rilasciato in settimana riguarda proprio la title track Amaai, denominata con una parola giapponese che indica il momento di tregua apparente durante una tempesta, «un attimo di lucidità senza i disturbi e i rumori da cui siamo circondati, che ci allontana dalle sirene di allarme reali di questo mondo». Continua poi Awir Leon: «non soffriremo mai se riusciremo a far tacere quelle sirene». L’approccio emozionale degli Unno, a metà fra SBTRKT e Radiohead, genera orizzonti sonori riportati nel video con la staticità di scenari post apocalittici. L’8 settembre scorso è uscito il quinto album di Zola Jesus, intitolato Okovivia Sacred Bones Record (qui recensito da Tommaso Iannini), del quale fa parte Siphon, traccia che può contare sul videoclip diretto da Zia Anger. La canzone parla del tentativo di suicidio di un membro della famiglia della stessa Zola Jesus, e di come sia difficile raggiungere qualcuno affetto da depressione. Nel clip è unica protagonista Nika Roza Danilova (vera identità della musicista americana di origine russa), che canta nuda, immersa nella natura, sotto una pioggia di sangue: «Non ero sicura che ci fosse un modo per visualizzare tutto questo oltre a ciò che io e la mia famiglia abbiamo vissuto; alla fine penso che l’unico video possibile fosse proprio questo, che rimandasse a una crudezza, a una vulnerabilità, quasi a un fastidio».

Segue un’altra voce femminile intensa e sofferta, ovvero quella di Chelsea Wolfe. La cantante e chitarrista di Sacramento ha reso noto il videoclip di Spun, di fatto title track dell’album Hiss Spun, uscito il 22 settembre scorso per Sargent House. Il video in questione è stato diretto dalla stessa Wolfe, che ne è anche protagonista: luci rosse avvolgono un erotismo dark, fra limousine e pole dance, reso malato dallo stile doom del brano. Come naturale conseguenza, ecco poi il brano Crude Shrines dei neozelandesi Spook the Horses, band atmospheric post-metal del roster Pelagic Records. Il loro album People Used to Live Here uscirà il 10 novembre prossimo, e finora è stato reso noto il video dell’estratto Lurch (presente in Flow #55), oltre a questo: «Abbiamo deliberatamente isolato noi stessi quando abbiamo scritto questo album per uscire dalle nostre comfort zone. La maggior parte delle canzoni comincia come una completa improvvisazione che poi lentamente si sviluppa. Volevamo assicurarci che l’immediatezza venisse catturata e trasmessa in un modo che non abbiamo mai fatto prima. Questa volta c’è molta meno distanza tra noi e l’ascoltatore». Il video in bianco e nero è molto criptico e punta su immagini disturbate e giochi di luce. In chiusura, il metalcore dei veterani Eighteen Visions, tornati dopo una lunga pausa con l’album XVIII, per Rise Records. Il video di Underneath My Gun prende spunto dal film di John Carpenter, Essi Vivono (They Live, 1988), di cui alcune battute anticipano il brano stesso. Il protagonista è il chitarrista degli Every Time I DieAndy Williams, deciso a compiere una strage proprio ai danni dei membri degli Eighteen Visions. Un clip splatter ma dal sapore ironico, che per stessa ammissione della band è stato molto divertente da realizzare.