Bruce Springsteen, still dal videoclip “Streets of Philadelphia” (1993)

“Streets of Philadelphia” e il cuore dell’America nello sguardo di Bruce Springsteen

Siamo nel 1993. Jonathan Demme è al lavoro su un film difficile, Philadelphia, che mette al centro per la prima volta la problematica dell’AIDS e le discriminazioni subite dagli omosessuali per via di questa tremenda malattia, scoppiata come una vera e propria epidemia negli anni Ottanta e subito etichettata dall’opinione pubblica come “la malattia dei gay”. Protagonisti della storia saranno un lanciatissimo Tom Hanks, nel primo ruolo veramente drammatico della sua carriera fino ad allora, e il navigato Denzel Washington, che quasi gli ruba la scena, grazie a un personaggio ricco di pregiudizi e scontroso, ma tremendamente vero e spietato. L’uscita del film è prevista per il periodo natalizio e mentre la produzione è in pieno svolgimento, Demme chiede a Bruce Springsteen una canzone che funga da tema portante per la colonna sonora firmata da Howard Shore. Il regista è chiaro fin dall’inizio: «Deve essere un brano in grado di risuonare anche nel frastuono di un centro commerciale», al che il Boss gli risponde: «La cosa mi interessa. Mi piacerebbe molto portarti qualcosa, se mi dai un po’ di tempo, ma non posso prometterti nulla. Non sono molto bravo con le colonne sonore».

Springsteen ci pensa su e intanto porta a conclusione il suo “Other Band Tour”, registrata in fretta una demo della canzone, dal titolo Streets of Philadelphia, al Thrill Hill Recording di Beverly Hills in California, in cui provvede da solo a suonare tutta la strumentazione necessaria. Finito il lavoro, invia il demo a Demme, che in seguito avrà modo di raccontare proprio il momento in cui ascoltò per la prima volta il brano: «Mia moglie ed io ci sedemmo per ascoltarlo e verso la fine stavamo letteralmente piangendo». Ricevuta la piena approvazione del regista, Springsteen completa il brano con il supporto della Other Band, aggiungendo alcuni cori di Tommy Sims, e ultimando le registrazioni a Los Angeles (agli A&M Studios), con l’inclusione del sax di Ornette Coleman e cori aggiuntivi di “Little” Jimmy Scott (anche se i loro contributi infine vennero tagliati in favore della versione casalinga del pezzo, li si può sentire solamente in alcune sequenze del film). È a questo punto che partono i lavori per la realizzazione del videoclip dedicato.

Per le riprese del videoclip bisognerà aspettare dicembre 1993 e la regia venne curata ovviamente da Jonathan Demme e da suo nipote Ted. Il filmato, che stilisticamente sposa in toto il look della pellicola, comincia con Springsteen intento a camminare per le desolate strade della città che dà il titolo al progetto, dopo una rapida panoramica della stessa (dallo skyline, alle scuole, ai parchi). Il Boss ha lo sguardo triste, perennemente con gli occhi rivolti verso il basso, le sue sequenze sono inframezzate da altre che hanno per soggetto la gente di Philadelphia, volti segnati dalla rassegnazione alcuni, pervasi di un’ingenua gioia altri, e tra questi compare anche Tom Hanks nei panni del personaggio del film, Andrew Beckett. Pervaso da una potenza visiva semplice e allo stesso tempo sconvolgente, è impossibile non ricordarsi Springsteen che sul calare della sera cammina con alle spalle il Benjamin Franklin Bridge e sullo sfondo un cielo blu intenso. Il frame finale è tutto per loro: gli ultimi, gli emarginati, i reietti, i dimenticati, gli invisibili. Ovvero i personaggi che da sempre contornano le storie cantate dal grande Bruce.

Particolare da non dimenticare, il fatto che l’audio del brano per il videoclip in questione non è l’originale che possiamo ascoltare nella versione in studio, ma è stato ri-registrato dal vivo (e poi montato su una traccia strumentale pre-registrata) durante le riprese (con un microfono nascosto), per rendere ancor più forte la carica emotiva del tutto. Il brano fu un trionfo e l’ennesimo successo firmato dal Boss. Nel 1994 vinse il Premio Oscar per la miglior canzone, il Golden Globe nella medesima categoria e ben 4 Grammy (come Canzone dell’anno, Miglior canzone rock, Miglior interpretazione vocale rock e Miglior canzone scritta per un film); il video, infine, si aggiudicò una nomination agli MTV Movie Awards.

Per i precedenti episodi della rubrica dedicata ai videoclip storici, vi rimandiamo a PILNirvanaBlurJoy DivisionU2ColdplayThe CureNick Cave and the Bad SeedsRadioheadDepeche ModeDandy WarholsPublic Enemy e Fatboy Slim.