Se guardo, come sono solito fare, alla cornice socio-politica entro cui si è sviluppata la produzione musicale dei primi sette mesi del 2017, sono le deliranti decisioni di Trump, tra Muslim Ban, tagli corposi alla sanità, ordigni sganciati con assurda facilità e, ultimo in ordine cronologico, l’esclusione dei transgender dall’esercito, a tenere tristemente banco. E poi ancora l’instabilità economica, le fake news, i flussi migratori. Le preoccupazioni derivanti dalla situazione politica e sociale internazionale hanno avuto, come di consueto, interpreti in ambito musicale: spiccano, in tal senso, il lavoro degli Algiers che, con The Underside Of Power, confermano una poetica impegnata e ribelle, incentrata sul concetto di libertà ma anche pregna di speranze per l’umanità, usando le antiche armi del punk e il calore di vocalità black. Punta su una pungente ironia, invece, Father John Misty con Pure Comedy, a fotografare – come nota in sede di recensione Nino Ciglio – «una tragedia talmente drammatica che ci si può solo ridere su». In ambito hip-hop, ottimo concept album anche Damn. di Kendrick Lamar, dedicato alla propria condizione di uomo, nero e americano.
E’ invece distopico (genere che in Tv, con show come la terza stagione di Black Mirror, The OA, 3%, The Handmaid’s Tale continua ad affascinare e spaventare) e altamente critico sui tempi moderni anche il ritorno di Roger Waters, mentre, nonostante le attese e i buoni contenuti testuali a scapito dell’appeal musicale, non raggiungono l’ingresso in questa personale classifica i Depeche Mode di Spirit. A proposito di vecchi big e di suoni tra 80s e 90s intramontabili: il buon Thurston Moore ha ribadito il suo stato di forma in veste solista, anzi ha mostrato con Rock n Roll Consciousness di avere ancora tanto da dire e insegnare. E’ rimasto immutato, rispetto a vent’anni fa, il sound degli Slowdive: l’omonimo disco, nonostante il progetto retromaniaco (a tal proposito, anche il monumentale saggio di Reynolds è stato ristampato in questi mesi da Minimum Fax, con una vivace presentazione al rinato Salone del Libro di Torino), resta un ascolto immancabile per gli amanti dello shoegaze.
Tornando al duro presente e al settore elettronico, campo che più seguo su queste pagine, la maggior parte dei producer e dei lavori più significativi hanno colto un aspetto fondamentale della società odierna: i continui flussi migratori e i relativi problemi di gestione tra populismi e ascesa di nuovi movimenti razzisti, dovrebbero portarci a rivalutare un sentimento di unione tra i popoli, una sintonia al di là di barriere linguistiche e territoriali da cogliere come effetto positivo della globalizzazione. E’ questo che sembra volerci comunicare Forest Swords (Compassion), mentre sono aperti su versanti globali anche Bonobo (Migration conferma di eleganza downtempo con punte di clubbing afro) e Jlin (Black Origami) Nel caso della producer, all’inserimento di sensazioni indiane, mediorientali e, ancora una volta, afrofuturismo si unisce un eccelso lavoro di produzione, a rendere il footwork, così energico e intenso, anche seducente e pieno di colori. E guardano al mondo nella sua totalità anche i nostri Populous e Clap!Clap!, autori di dischi conferma, autentiche colonne sonore dell’estate e perle nell’universo musicale di matrice italiana che, sul versante mainstream, non ci regala che delusioni. A proposito di bella stagione, i groove e le atmosfere italo del Ti Amo dei Phoenix, la chillwave sintetica e allucinata di Mister Mellow di Washed Out e i percorsi tra house, jazz e sperimentazioni di Herva con Hyper Flux) ci ricordano che siamo ad agosto e un po’ di relax non fa male. Di seguito l’elenco completo dei migliori venti album, disposti senza seguire una graduatoria, vista la varietà di generi coinvolti.
- Jlin – Black Origami
- Kendrick Lamar – Damn.
- Algiers – The Underside Of Power
- Thurston Moore – Rock n Roll Consciousness
- Forest Swords – Compassion
- Nathan Fake – Providence
- Slowdive – Slowdive
- HERVA – Hyper Flux
- Phoenix – Ti Amo
- Washed Out – Mister Mellow
- Dopplereffekt – Cellular Automata
- Roger Waters – Is This The Life We Really Want?
- Father John Misty – Pure Comedy
- Arca – Arca
- Clap! Clap! – A Thousand Skies
- Sindaco & Carli Moretti – Grandi Successi
- Bonobo – Migration
- Populous – Azulejos
- Actress – AZD
Gli editoriali pubblicati finora: Stefano Solventi, Nino Ciglio, Tommaso Bonaiuti, Federico Sardo, Marco Boscolo, Elena Raugei, Francesco Abazia, Luca Roncoroni, Davide Cantire e Fernando Rennis.