Lucio Battisti alla tv svizzera

“Amore mio di provincia”. L’addio di Lucio Battisti nell’ultima apparizione televisiva

Chissà cosa ne penserebbe Lucio Battisti della società attuale, fatta di like, retweet, condivisioni, post, stories e reel, tutto nel nome di una sovraesposizione mediatica che oggi non riguarda più le personalità del mondo dello spettacolo ma ogni singolo individuo sulla faccia del pianeta che abbia in mano uno smartphone (e anche chi non lo ha, vista l’insidia dell’esser ripresi di nascosto sempre dietro l’angolo). Battisti non è mai stato avvezzo alle telecamere, nemmeno in un periodo storico in cui era l’unico modo per farsi promozione al di fuori delle uscite discografiche e dei comunicati stampa. Dopo le prime timide apparizione sul tubo catodico sul finire degli anni Sessanta (storica quella del 1969 per la trasmissione “giovane” Speciale per voi, ideata e condotta da Renzo Arbore, nella quale venne appuntato una sorta di processo al cantautore), Battisti diraderà sensibilmente le proprie ospitate, con l’ultima in Italia che coincide con il leggendario duetto con Mina al Teatro 10 di Studio Uno nel 1972 (l’anno de Umanamente uomo: il sogno e Il mio canto libero). Poi, il nulla, col Nostro che si concederà sporadicamente solo per qualche emittente d’oltreoceano, come nel 1977, dove eseguirà la versione in lingua inglese di Sì, viaggiare (Keep On Cruising) e, l’anno seguente, sempre in inglese, si esibirà in To Feel in Love (Amarsi un po’).

L’addio di Lucio Battisti all’occhio dei mass media, tuttavia, non è all’insegna della malinconia, bensì di un’inusuale (e simulata) gioia. Il cantautore di Poggio Bustone parteciperà, infatti, a una trasmissione in lingua tedesca della tv svizzera dove per l’occasione canterà (rigorosamente in playback come era di moda a quei tempi praticamente ovunque) Amore mio di provincia e Una giornata uggiosa (tratte dall’omonimo album del 1980, l’ultimo dotato dei testi di Mogol). Siamo nel maggio 1980 (anche se in questo caso le fonti non concordano, c’è chi sostiene fosse il 1982 e chi non maggio ma luglio), e Battisti appare diverso dal solito: è allegro e non timido, leggermente più rotondetto nelle forme, con una mise che urla anni Ottanta da tutti i pori. Camicia a righe rosse e bianche, pantaloni bianchissimi, e grandi e vistose scarpe. Il suo è un atteggiamento sgraziato e solare a un tempo, sembra quasi aver fatto pace con il mezzo televisivo, superato quell’irresistibile imbarazzo che per anni lo contraddistinse agli occhi del grande pubblico. Pubblico, quello presente in studio in questo caso, che probabilmente non si rende conto della fortuna che ha e di star assistendo a un evento storico.

Però alla vita non dico di no
Io l’ho, il coraggio lo trovo, ce l’ho
Perciò quindi, avanti con poca prudenza
Mio amore, mia allegra coscienza

C’è chi dice che Battisti abbia accettato a malincuore di partecipare alla trasmissione a causa di una scommessa persa con alcuni amici londinesi, chi invece sostiene si sia trattato semplicemente di una promessa mantenuta. Una sola cosa è certa: l’ultima apparizione televisiva di Lucio Battisti conferma ciò che lui stesso sosteneva e aveva sempre sostenuto a proposito dei media, ovvero il loro riflettere un’immagine distorta e falsata della realtà, che può corrispondere al vero così come al suo opposto. E probabilmente quel fare sorridente del cantautore davanti alle telecamere altro non è che il suo ultimo sberleffo, un contentino prima di sparire per sempre. Più avanti ci sarebbe stata solo la sua musica. E dopo, purtroppo, neanche più quella…

Per i precedenti episodi della rubrica dedicata ai videoclip storici, vi rimandiamo a New Order, PIL, Nirvana, Blur, Joy DivisionU2ColdplayThe CureNick Cave and the Bad SeedsRadioheadDepeche ModeDandy WarholsPublic Enemy e Fatboy Slim.