Weekend discografico. Tra i dischi in streaming King Midas Sound, Yann Tiersen, C’mon Tigre, Broken Social Scene e altri

Quest’anno, discograficamente parlando, è iniziato bene e senza dilungarci qui in riassunti delle puntate precedenti (come abbiamo già fatto in passato) vi rimandiamo ai precedenti editoriali per una mappa di ascolti e recensioni. Attualmente abbiamo quelli del 8 febbraio, 18 gennaio, 25 gennaio e 1 febbraio.

In questo nuovo week end innanzitutto vi parliamo di due dischi: RACINES e Solitude. Sono rispettivamente i lavori di due formazioni piuttosto differenti, quasi speculari: abbiamo l’ondivago massimalismo del duo/collettivo C’mon Tigre, tra funk, dub, afrobeat e jazz (mai in forme complete e sempre in dosaggi altalenanti) da una parte, e il solipsismo elettronico (e senza beat questa volta) dei redivivi King Midas Sound dall’altra (e qui alle prese con un concept sulla perdita del partner). Di entrambi parliamo approfonditamente nelle rispettive sedi: Stefano Pifferi ha recensito i primi, definendo il loro disco «denso, cosmopolita, avventuroso, visivo e visionario», mentre Nicolò Arpinati ha trattato i secondi, sottolineandone la bontà catartica. A proposito dei C’mon Tigre, vi ricordiamo anche il long form a loro dedicato, un articolo di approfondimento sull’album che è anche il riassunto di una chiacchierata presso la “tana”/Factory della formazione.

C’è poi da parlare del ritorno dei Ladytron. Del loro album omonimo si è occupata Valentina Zona, che ne parla in termini decisamente positivi. Qui basti sottolineare che la contemporaneità della formazione si veste meno di futurismo e più di citazionismo sapiente e nostalgia retrospettiva, in pratica: «tutto molto dancefloor friendly, ma con un’aria squisitamente sinistra». Valido anche il ritorno di Ry Cuming, meglio noto come RY X, con Unfurl. Beatrice Pagni consiglia la sua soul-tronica a chi ama gente come Alan Silvestri e Frank Ocean (e mettiamoci pure James Blake). Parliamo pertanto di una proposta dal tenore etereo e dalle vocalità fisicamente piene, «come corpi vibranti che sanno farsi claustrofobici e distruttivi». A proposito di pianismi e meditazione, il weekend segna anche il ritorno di Yann Tiersen con ALL, che segue la precedente prova EUSA proseguendone le tematiche riguardo all’ambiente e alla connessione con la natura.

Sull’indie e dintorni attorno al globo: sono ritornati i canadesi alfieri anni zero del genere, ovvero i Broken Social Scene. Nuovo EP per loro, e si tratta di un primo volume di una serie intitolato Let’s Try the After – Vol. 1 EP. Spostando gli accenti sul dreampop e sui 90s britannici, ci sono da citare poi i Piroshka, supergruppo formato da Miki Berenyi (cantante e chitarrista dei Lush), KJ “Moose” McKillop (ex chitarrista dei Moose), Mick Conroy (ex bassista dei Modern English) e Justin Welch (ex batterista delle Elastica). E facendo un giro a Perth, in Australia, troviamo i più elettronici e introspettivi Methyl Ethel con il terzo album Triage, un disco che la band considera animato da una «logica fredda applicata a corpi caldi».

Su SA non manca mai neanche la techno: Ostgut Ton propone New Atlantis di Efdemin, ovvero Phillip Sollmann, !K7 ospita Happy Earthday, l’album del producer islandese Bjarki, boss della label bbbbbb, e Hotflush Recordings propone un nuovo EP di Recondite intitolato Silk. Allungandoci sull’ambient cinematica ma anche sulla sperimentazione ritmica, c’è infine President Bongo, ovvero l’islandese già GusGus, Stephan Stephensen, con Quadrantes. Consigliato è anche l’ascolto e la lettura della recensione/approfondimento di Riccardo Zagaglia a proposito dell’album e di Wicca Phase Springs Eternal (Adam McIlwee all’anagrafe), pioniere della corrente emo-trap con i GothBoiClique ed ex leader dei Tigers Jaw.

Dimenticavamo: c’è anche un nuovo album dei Motorpsycho di cui ci parla Andrea Murgia, The Crucible. E sull’Hip Hop, gli CZARFACE si presentano in coppia con Ghostface Killah per Czarface Meets Ghostface, nuove fumettose avventure attorno a rime, boom bap e fumosi campioni. Last but not least: All The World Is Green è l’album dei Fluct, duo formato da Elena Tavernini e Giacomo Papetti, una relaborazione del canzoniere di Tom Waits per voce, synth, basso, kalimba e poco altro, mentre FUR è l’EP di debutto dell’omonima band di Brighton alle prese con melodie orecchiabili di stampo 60s, estetica rétro e timbri in cui confluiscono i sentori alticci di Strokes e Growlers e una spiccata attitudine brit.

Per l’angolo del mainstream: Cardi B e Bruno Mars tornano a collaborare in Please Me, pezzo in scazzo 90s tra accenti soul e gospel contrappuntato dalle strofe della rapper newyorchese e i cori dell’autore di 24K Magic, mentre Katy Perry, in combutta con il produttore Zedd (al secolo Anton Igorevič Zaslavskij ), ci propone un nuovo singolo/videoclip tra intelligenze artificiali, plastico artificio pop e le solite basi dancehall. Niente di imperdibile ma il clip è divertente. Ultima pubblicazione: Avril Lavigne se ne esce con prezzemolo Nicki Minaj con una novelty song – Dumb Blonde – da girl group sparata nel turbo acceleratore 90s.

15 Febbraio 2019 di Edoardo Bridda
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