Dal 7 Ottobre 2015 al 10 Ottobre 2015

roBOt Festival 08

Si svolge dal 7 al 10 ottobre 2015, con preview il 20 settembre al Teatro Comunale di Bologna con Apparat Soundtrack Live, l’ottava edizione di roBOt festival, l’evento internazionale dedicato alla musica elettronica e alle arti digitali promosso da Shape che quest’anno conta oltre 100 contenuti tra musica, arti visive, screenings e workshop. 4 giornate per esplorare i nuovi linguaggi in ambito digitale.

Quest’anno la popolare rassegna felsinea, che ha luogo nelle location di Palazzo Re Enzo e Bologna Fiere, si apre idealmente mercoledì 7 ottobre con due imperdibili screening: Waiting For The Gods, un clip prodotto da Fabrica scritto e diretto da Natalie Welsh e Alessandro Bertelle con le musiche di  Edisonnoside (Davide Cairo), Yakamoto Kotzuga (Giacomo Mazzucato) e Legowelt, e l’atteso documentario sulla cultura industrial – con importanti interviste ad alcuni dei suoi protagonisti principali – Industrial Soundtrack For The Urban Decay (di cui abbiamo intervistato gli autori qualche mese fa). Tra gli altri screenings, segnaliamo anche due film concert: il primo con Lena Willikens, che firma la sonorizzazione live&direct di “Japanese Girls at the Harbor” di Hiroshi Shimizu, e il secondo con Jaime L. Pantaleón, che presenta in anteprima assoluta, in collaborazione con Black Factory Cinema, una sonorizzazione live di sette opere realizzate a Barcellona da cineasti di tutto il mondo durante una masterclass condotta da Abbas Kiarostami.

Per quanto riguarda la sezione musicale della manifestazione, tra i nomi annunciati in line up troviamo Holly Herndon, che proporrà, in anteprima italiana, uno spettacolo audiovisivo espanso grazie all’aiuto di Colin Self e Mat Dryhurst; Squarepusher, che presenterà il nuovo funambolico e stroboscopico show legato all’ultimo album Damogen Furies; la techno UK di Powell, Lee Gamble, Nathan Fake e Clark; lo sguardo italiano/internazionale di Marco Shuttle e Lory DTrentemøller, che proporrà un set lontano dai luoghi comuni di techno e house abbracciando sperimentazione e post rock; il fascino dei sintetizzatori analogici di Alessandro Cortini e Caterina Barbieri; il modern funk di Dam-Funk; il generoso sguardo elettronico di John Talabot; il dj set di Nina Kraviz; l’avant grime di Rabit; il collaudato dance set di Siriusmodeselektor; gli spazi sonori di Koreless e Yakamoto Kotzuga; gli etno beat di Khalab e Popolous; l’house (e non solo) di Ben Ufo e quella del duo J.E.T.S ovvero Machinedrum e Jimmy Edgar; un b2b d’eccezione tra Daphni ovvero Caribou e Floating Points. E ancora: la techno (lato femminile) di Helena Hauff (che proporrà brani dal suo primo album Discreet Desires) e Lena Willikens‬; il post colonialismo di Nozinja; le atmosfere glaciali di Biosphere e gli attacchi frontali di Blanck Mass; i beat sensibili di Godblesscomputers; quelli carenati di Evian Christ e la maestria ritmica di Prefuse 73.

Per quanto riguarda la collaborazione tra roBOt Festival e Red Bull Music Academy, il palco dedicato al brand presenterà i nuovi live set di Nathan Fake e Levon Vincent, il potentissimo soundsystem di The Bug e quello tinto di dubstep della coppia Sherwood & Pinch, oltre a Lee Gamble, Evian Christ, Panoram, Dām-Funk, John Talabot, Clark, The Martinez Brothers e Lory D.

Nella sezione dedicata alle Arti Visive, tra le curatele segnaliamo l’anteprima assoluta del live audio/video del producer Morkebla che incontra i visual di Sara Scenderbech; Ljós, ovvero la più recente avventura firmata Fuse*, collettivo molto attento ai territori del multimediale che questa volta indaga la disciplina più vicina alla performance con la danzatrice Elena Annovi; Toa Mata Band, ovvero la prima “band robotica Lego” al mondo ideata da Giuseppe Acito «dove ad essere protagonisti saranno proprio gli ometti di plastica che hanno contrassegnato l’infanzia di diverse generazioni»; One Church One Column, ovvero l’installazione di Luca Pozzi, «che rappresenta la capacità di un attore di assorbire a distanza l’informazione circostante. Spazio, tempo, luce e memoria storica si comprimono nel micro-spazio di un oggetto fluttuante, arrivando a costituire un database da un lato a forma di “cloud” ma in realtà assolutamente analogico»; DEEP ORCHESTRA, un progetto nato da una costola di Go Deep, workshop ideato dai Motus in collaborazione con Andreco basato «su attacchi sonori a sorpresa, realizzati grazie a strumenti – a zaino – autocostruiti, facilmente trasportabili, pronti per essere sfoderati in un gioco che diventa una vera e propria “quadrifonia centrifuga”, col suono che avvolge e spiazza»; Bora, ovvero il progetto A/V del ravennate Yuri Ancarani accompagnato dal producer techno industrial Samuel Kerridge.

Nella sezione workshop da segnalare c’è Accelerazionismo, incontro dedicato a uno dei temi più cruciali ed innovativi nel campo della musica indipendente, con ospiti i giornalisti Valerio Mattioli (Vice, Prismo), Adam Harper e Valerio Mannucci (Nero) e IMQF, Italian Music Quality Festivals (dalle ore 18.00 alle 20.00) dedicato alla promozione culturale e marketing territoriale.

Per il dettaglio completo sui protagonisti e la timetable dell’evento vi rimandiamo al sito ufficiale di roBOt festival.

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