Weekend discografico. In ascolto Tame Impala, MHYSA, Justin Bieber, Katie Gately, Vincenzo Ramaglia, Vinicio Capossela

Ok, è il fine settimana che segna il ritorno al futuro in chiave pop dei Tame Impala, "The Slow Rush" e coincide con l'uscita del brano di Billie Eilish che accompagnerà i titoli di testa del nuovo film di 007 "No Time To Die", ma c'è tanta altra musica...

Ok, è il fine settimana che segna il ritorno al futuro in chiave pop dei Tame Impala, The Slow Rush (recensito su queste pagine da Fernando Rennis), e coincide con l’uscita del brano di Billie Eilish che accompagnerà i titoli di testa del nuovo film targato 007 No Time To Die, ma c’è tanta altra musica di cui parlare.

Innanzitutto Hyperdub ha pubblicato l’album di MHYSA, di cui ci parla diffusamente Giuseppe Zevolli. La specialità del suo NEVAEH consiste in ostiche quanto affascinanti astrazioni RnB macchiate di noise ed elettronica. Poi abbiamo un altro bel lavoro volto all’esplorazione di un personale mondo interiore attraverso le lenti di una cinematografia immaginifica, austera e stupefacente. Parliamo di Katie Gately, che in Loom riflette sulla morte della propria madre attraverso rituali catartici e intriganti allegorie, slanci vitali e affascinanti liturgie. Sempre stupefacente è l’elettronica di Beatrice Dillon, il cui Workaround è uscito la settimana scorsa ma è stato recensito da Andrea Mi proprio in queste ore. È una complessa matrice, quella innescata dalla producer, elaborata secondo un rigoroso spirito sperimentale, in grado di fondere in uno stile fresco molti riferimenti stilistici diversi, una sincretica composizione che però ruota attorno a due poli di riferimento: la musica da club inglese degli ultimi anni e le influenze afro-caraibiche.

Sempre riguardo ad album in grado di disegnare nuovi mondi, troviamo Sign Libra, il cui Sea To Sea opera al nodo tra cerebrale e celeste, riuscendo nell’ardua impresa di rendere musica gli scenari satellitari (recensione di Beatrice Pagni). In bilico tra il pop degli anni Sessanta e orrorifiche hauntologie è invece il disco dell’ex frontman degli Women, Patrick Flegel, in arte Cindy Lee. What’s Tonight To Eternity è in parte ispirato alla storia di Karen Carpenter, cantante e fondatrice del Richard Carpenter Trio e dei Carpenters, morta nel 1983 per gli effetti dell’anoressia nervosa da cui era affetta.

Sul fronte elettronico ritroviamo Chevel – nome d’arte del producer trevigiano Dario Tronchin – con l’EP Elvine Unlocked, che continua un percorso sonoro in alta definizione, con il weightless sound di Mumdance & Logos sempre ben in mente ma aperto anche su orizzonti Hip Hop strumentali. E Vincenzo Ramaglia con l’ottimo La parole, un mix, scrive luigi Lupo, tra lirica d’avanguardia e sperimentazione elettronica che esalta le performance vocali di Laure Le Prunenec.

Riprendendo il discorso 60s e 70s di Flegel, parliamo dunque di Mercy, la nuova prova dei The Men. Un lavoro – scrive Massimo Onza – che mostra un’ulteriore trasformazione della band di Chiericozzi, stavolta alle prese con una radiofonica veste classic-rock che pesca dai ‘70s. Tra classicismi, dilatazioni psichedeliche, garage punk e momenti più cantautoriali, il disco si rivela godibile ma distante da quel colpo decisivo che manca dai tempi di Open Your Hearth.

Il weekend segna anche il ritorno di Ryuichi Sakamoto. The Staggering Girl (Original Motion Picture Soundtrack) è la colonna sonora ufficiale del mediometraggio diretto da Luca Guadagnino con Julianne Moore protagonista (presentato all’ultimo Festival di Cannes), disponibile dal 14 febbraio 2020 (via Milan Records). Il corto è stato realizzato e prodotto in collaborazione con il direttore creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli.

Dall’Italia il vincitore di Sanremo Diodato esce con Che Vita Meravigliosa, mentre i Talk To Her pubblicano Love Will Come Again, un electro-wave dai forti chiaroscuri caratterizzata da una ritmicità piuttosto fisica, dall’uso dei sintetizzatori e da un mood evocativo in bilico tra Joy Division e U2. Inoltre, Vinicio Capossela pubblica Bestiario d’Amore, una piccola opera composta da quattro brani di ambientazione trobadorica che conclude il viaggio nel medioevo fantastico di Ballate Per Uomini e Bestie, l’ultimo album del cantautore irpino pubblicato a maggio 2019. Il tutto, ispirato all’omonimo componimento letterario di Richart de Fornival. Non ultima, è uscita la compilation From Turin To Austin – A Tribute To The Late Great Daniel Johnston che abbiamo condiviso in anteprima streaming in questi giorni e di cui si è occupato Stefano Solventi in uno speciale.

Altre uscite del WE: Ruf Dug, conduttore per la radio di culto londinese NTS, torna sulla sua Rüf Kutz con l’EP eCZtasy EP, quattro tracce aggraziate e sonnolente che incrociano dream house e balearic; Justin Bieber torna con Changes; i Post Animal pubblicano su Polyvynil un Forward Motion Godyssey che unisce le tipicità dell’elettronica e dello psych-rock, la ruvidità dello stoner e l’eleganza dell’R&B. «Abbiamo registrato qualche brano davanti al tramonto, allestendoci in modo tale che tutti potessimo vedere le montagne e quel pazzesco bagliore rosa – scrive nella press release il chitarrista Jake Hirshland – L’intero posto è stato uno spazio davvero stimolante in cui divertirsi».

Per quanto riguarda i singoli, oltre alla già citata Bond Theme della Eilish, da segnalare l’ultimo inedito di David Bowie, Is It Any Wonder? che conclude l’EP omonimo, Blonde della coppia Brian Eno, Roger Eno, 4 American Dollars, altro anticipo del ritorno di U.S. Girls, e poi ancora Flag Day / The Mother Stone, esordio da cantautore per l’attore Caleb Landry Jones, Bed of Nails di Johanna Warren, Anybody degli Ultraìsta e 2much di Spencer. Escono anche Empathy for the Devil di Tim Burgess, We Come from Napoli di Liberato, contenuta nella colonna sonora di Ultras, esordio nel lungometraggio del videomaker Francesco Lettieri e la soundtrack di Sonic – Il film di Junkie XL (su queste pagine trovate anche la recensione della pellicola, a cura di Davide Cantire).

Precedenti editoriali: 7 febbraio, 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.

Tracklist