Weekend piuttosto vario ma decisamente polarizzato sui suoni pesanti, e da quelli iniziamo. Miasma degli OvO di Bruno Dorella e Stefania Pedretti è un continuo ascendere: 20 anni di rumore che non sembrano avere intenzione di fermarsi (recensione di Stefano Pifferi). E se parliamo di gente che con la medesima attitudine non ha intenzione di appendere le chitarre al chiodo nemmeno dopo 40 di anni, quelli sono i Sepultura (tornati con Quadra) e i Napalm Death (Logic Ravaged By Brute Force è il nuovo EP con tanto di cover dei Sonic Youth).
Altri impenitenti e bistrattati signori che del r’n’r hanno fatto un credo sono i Green Day. I tre tengono alta la tensione politica in Father of All… attraverso una tracklist rumorosa eppure melodica a base di punk rock, hard glam, pop punk, r’n’r e garage, tra ritornelli antemici e sottotesti 60s, in pratica tutto ciò che hanno sempre fatto (e via via assimilato) lungo una carriera che a sua volta non scherza in quanto ad anni sul groppone e chilometri macinati on the road.
Distendendoci su proposte dalla dominante psichedelica, dall’Italia segnaliamo i Giöbia di Plasmatic Idol che Elena Raugei elogia come il miglior disco psichedelico italiano dell’anno, o comunque lo auspica. Il caleidoscopio d’azione della formazione si amplia a garage e progressive rétro, alle colonne sonore degli anni Settanta e alle atmosfere futuristiche degli Ottanta, insomma non manca nulla per un bel viaggione come si deve. Per chi invece sentisse nostalgia dei Wild Nothing, il loro indie pop onirico e rétro è rimasto intatto, pro e contro compresi, in Laughing Gas, disco recensito da Fernando Rennis che ha curato anche un altro album degno di nota per gli appassionati di post punk, ovvero quello degli Shopping. All or Nothing rappresenta per il gruppo uno spostamento verso sonorità dance di marca 70s/80s.
A proposito dell’incrocio tra i decenni più indimenticabili della storia della musica, ecco che il weekend segna il ritorno, da una parte, di La Roux con Supervision (deluso Marco Braggion in sede di recensione) e dall’altra dell’icona della disco Cerrone con il suo DNA, che inizia con una The Impact che par una colonna sonora di Daniel Lopatin.
Anche la canzone ha la sua parte nelle uscite discografiche della settimana. Peccato però che Àsgeir con la terza prova – Bury The Moon – non convinca appieno, lasciando anzi una bella sensazione d’artificiosità che nulla ha a che fare con la sincerità dei luoghi ispiratori della cara Islanda (recensione di Beatrice Pagni). Neppure il disco di Isobel Campbell – There Is No Other – pare abbia i contorni della memorabilità, tuttavia qui la classe non manca, così come la maestria dell’artista britannica nel gettare la rete del chamber pop su generi come americana, gospel e psych, il tutto ripensando alla lezione di Gainsbourg e a Simon & Garfunkel (recensione di Valentina Zona in arrivo)
Sull’elettronica da segnalare c’è Motus del maestro dell’isolazionismo Thomas Köner (recensione di Massimo Onza), ma soprattutto l’atteso disco lungo di Beatrice Dillon, Workaround, che è un interessante ibrido di bass music britannica e ritmi afro-caraibici, tra sintesi FM e sample presi in prestito da gente come Laurel Halo, Batu, Untold e Lucy Railton.
Infine, per quanto rock, funk e soul, Andrea Murgia ci parla della solare collaborazione tra Khruangbin e Leon Bridges. Niente male il loro Texas Sun, peccato duri così poco. E last but not least, vi parliamo di A.A.L (Against All Logic), il nuovo album di Nicolas Jaar sotto il suo imprevedibile alias. Se il recente 12” Illusions of Shameless Abundance era in chiave post-punk e industrial à la Cabaret Voltaire, questo Against All Logic 2017 – 2019 sposta ulteriormente l’orizzonte sonico abbracciando un sound più elettronico e meticcio.
Altre uscite del week end: il cantautore Christopher Paul Stelling con Best Of Luck via ANTI, Nada Surf tornano con Never Not Together, gli Stone Temple Pilots pubblicano Perdida, The Somnambulist escono con Hypermnesiac, e Makaya McCraven reimmagina Gil Scott-Heron in We’re New Again. Imperdibile la ristampa di Jon Hassell/Farafina, Flash Of The Spirit, di cui si è occupato Stefano Pifferi.
Tra i nuovi singoli usciti oggi, segnaliamo Nuts, l’ultimo inedito di David Bowie (che tra l’altro ieri è stato ricordato dalla performance sanremese di Achille Lauro), ma anche Night Garden dalla soundtrack di The Staggering Girl di Ryuichi Sakamoto, Spacedog di Birthh e la seconda parte delle demo di Beneath the Eyrie dei Pixies. Infine, segnaliamo l’uscita della soundtrack di Birds of Prey, il cinecomic incentrato su Harley Quinn uscito ieri nelle sale italiane (recensione di Cecilia Strazza).
Precedenti editoriali: 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.