Lo strapotere della TV cantato dagli U2 in “Numb”
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Valerio Di Marco
- 6 Ottobre 2020
Stranamente, agli U2, una delle band che più hanno lavorato sull’immagine, non sono in generale riferibili videoclip epocali. Quantomeno non a livello di Thriller di Michael Jackson, Wild Boys dei Duran Duran o Take On Me degli A-Ha; ma forse nemmeno al pari di artisti più strettamente rock come Queen, Nirvana o Guns N’ Roses. Strano, perché in verità Bono & co. di bei clip ne hanno realizzati eccome, e se un “difetto” ad alcuni di questi glielo si volesse imputare sarebbe proprio la ricercatezza, con i loro riferimenti “alti” – per esempio, al cinema di Fellini, Pasolini e Wim Wenders (col quale peraltro hanno collaborato), ma anche all’arte futurista o alla beat generation – ai quali magari lo spettatore medio di MTV di trent’anni fa poteva essere meno incline.
Tuttavia, la formazione irlandese ha agito anche senza pretese artistiche di tale risma, come nel caso del video per Numb, singolo di lancio dell’album Zooropa arrivato sul mercato a fine giugno 1993, in anticipo di una settimana sul disco. Originale lo stesso formato del singolo, non distribuito nell’allora preponderante taglio CD (a eccezione di poche copie promozionali, rilasciate anche in vinile) ma in VHS, dove trovarono spazio due versioni del corto, quella canonica scelta per la rotazione sui canali musicali e quella alternativa, più un filmato “apocrifo” di Love Is Blindness, pezzo di chiusura del precedente album degli U2, Achtung Baby. La stessa Numb era una outtake del disco del 1991, poi ripescata (e rielaborata) per il lavoro che ne fu appendice.
Cos’aveva di particolare il clip? Due qualità su tutte: rudimentalità e immediatezza. L’idea era semplice ma efficace: il protagonista doveva cantare il brano, il cui testo era una litania di versi espressi a cadenza marziale tutti introdotti dalla negazione Don’t, semplicemente fissando la telecamera di fronte a lui come fosse lo schermo di una TV, e quindi rivolgendosi idealmente al telespettatore, a ricreare quel senso di stordimento (numbness, appunto) dato dall’eccessiva esposizione alle immagini televisive che il pezzo – al pari dello spettacolo dal vivo in cui la band era impegnata: Zooropa arrivò infatti nel bel mezzo dello ZOO TV Tour – denunciava. Oggi che dalle immagini siamo ancora più sommersi di allora, purtroppo vediamo tali effetti di intontimento e asservimento mentale moltiplicati a dismisura, e magari finirebbero nel mirino pure internet e i social.
Ora, viene naturale pensare che il protagonista di cui abbiamo parlato fosse il frontman, cioè Bono, ma Numb era uno dei pochi brani degli U2 cantati dal chitarrista, The Edge, pertanto spettava a lui la parte di primattore. Le riprese si tennero in un capannone situato nel quartiere Spandau di Berlino in uno dei giorni immediatamente precedenti il concerto che la band (al ritorno nella capitale tedesca dopo 12 anni) aveva in programma in città il 15 giugno, in quello stesso Olympiastadion teatro della famosa edizione hitleriana dei Giochi olimpici datata 1936, per un tour – lo Zooropa, branca europea outdoor dello ZOO TV – incentrato anche sul tema delle nostalgie nazifasciste in un periodo in cui nel Vecchio continente stavano nascendo, o riprendendo vigore, svariati movimenti e partiti ispirati all’ideologia di estrema destra.
Gli shot durarono 13 ore e fino a notte fonda. Come detto, The Edge doveva cantare (o meglio, parlare) il brano guardando fisso in camera, mentre vari personaggi si sarebbero alternati nell’inquadratura cercando in ogni modo di farlo desistere, salvo poi arrendersi al potere ipnotico della TV e al fatto che nulla avrebbe smosso il Nostro, ormai totalmente istupidito da quell’ipotetico schermo posto dinanzi a sé. La sua nenia proseguiva imperterrita nonostante tutti i dispetti subiti, tra zaffate di fumo di sigaretta sparategli in faccia, cucchiaini di gelato infilatigli a forza in bocca, leccatine alle orecchie da parte di due modelle, schiaffi sul viso da parte di una bambina e corde avvoltegli sulla testa dai compagni di band che gli ronzavano intorno come mosche e gli tagliavano pure le maniche della canottiera con le forbici. Poi, a metà canzone, in concomitanza con il bridge di tastiera, il simpatico musicista veniva spinto via, sparendo per alcuni secondi dalla scena e lasciando lo sfondo completamente scuro: un artificio voluto dal regista Kevin Godley per cambiare pellicola. Il video, infatti, all’inizio doveva essere un unico piano sequenza, ma dato il tempo limitato a disposizione e la molto elevata probabilità di fare errori (o che The Edge stesso scoppiasse a ridere durante la ripresa) e quindi dover ricominciare ogni volta daccapo, si ricorse all’escamotage reso celebre da Alfred Hitchcock in Nodo alla gola: approfittare dello sfondo nero per cambiare bobina in modo che in fase di montaggio non si notasse lo stacco.
A questo punto, il pizzettuto chitarrista riappariva dal basso, sempre con il proverbiale berretto di lana come tatuato in testa, e si rimetteva a cantare, e a subire angherie, esattamente come prima. Quindi ecco, nell’ordine: una danzatrice del ventre che si frapponeva tra lui e lo schermo (si trattava di Morleigh Steinberg, sua futura seconda moglie nonché ballerina anche sul palco dello ZOO TV durante Mysterious Ways); le due modelle di cui sopra, che stavolta ci andavano giù pesante piantandogli direttamente i piedi in faccia; una mano d’uomo che gli carezzava il viso; qualcuno – non inquadrato – che gli lanciava un mazzo di rose; una fan che gli chiedeva un selfie (ma con la vecchia macchinetta, ché gli smartphone nel 1993 ancora non esistevano); e, in ultimo, il manager (ora ex) Paul McGuinness che gli sussurrava qualcosa all’orecchio. Quel qualcosa era la fatidica frase, questa sì da sempre raggelante per ogni membro degli U2, «c’è qualcuno che vorrei farti conoscere», preludio di solito all’incontro con qualche personalità spiacevole, come raccontò lo stesso The Edge. Tant’è vero che nel video quelle parole erano l’unico approccio a suscitargli un minimo di reazione, benché una reazione tra il distratto, l’obbediente e il rassegnato. Ma tanto lui ormai era numb, che gliene fregava?
Un ultimo, breve inciso. A inizio articolo abbiamo scritto che gli U2 non hanno mai realizzato videoclip entrati davvero nella cultura popolare, ma in parte Numb la sua fetta di gloria se la ritagliò allorquando uscì anche in una versione tutta da ridere, intitolata Green Eggs and Ham, ad opera del cantautore e comico statunitense Weird Al Yankovic: all’epoca, essere parodiati da lui era una specie d’investitura.
Per i precedenti episodi della rubrica dedicata ai videoclip storici, vi rimandiamo a Lucio Battisti, New Order, PIL, Nirvana, Blur, Joy Division, U2, Coldplay, The Cure, Nick Cave and the Bad Seeds, Radiohead, Depeche Mode, Dandy Warhols, Public Enemy e Fatboy Slim.
