Weekend di pubblicazioni discografiche e streaming. Ascolta gli album di Decemberists, Yo La Tengo, Alva Noto e altri

Rispetto agli squilli di trombe dello scorso weekend, che si sono poi scontrati con la realtà di pubblicazioni non all'altezza delle aspettative, questo weekend (più contenuto e tagliato sul songwriting) qualche bella sorpresa la riserva (ma non sperate di trovarla a casa Yo La Tengo e Decemberists)

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album.

Rispetto agli squilli di trombe dello scorso weekend che si sono poi scontrati la realtà, vedi un ritorno non splendido come ci saremmo aspettati da parte di David Byrne o la ancor più deludente prova degli Editors, con in pratica i soli Oneida di Romance a metter d’accordo tutti mille leghe sotto un mare di decibel di fiera mentalità (e bontà) rock, questo fine settimana si presenta con una manciata di uscite al solito variegate, ristrette però nel numero, parzialmente accomunate dal songwriting, ma come sempre accade in questi casi, con le sorprese dove non te le aspetti.

Iniziamo dalla fine, ovvero da coloro che per ragioni opposte non hanno brillato, ovvero gli Yo La Tengo (There’s A Riot Goin’ On) e i Decemberists (I’ll Be Your Girl). Con i primi sostanzialmente a confezionare una manciata di teporose (e spesso incolori) canzoni, ahnoi, lontane dai fasti di repertorio (e questo nonostante un titolo ingannevole a richiamare l’omonimo e iconico disco di  Sly & The Family Stone) e i secondi a cercare di “farlo strano” –  cambio di produttore, di arrangiamenti, di studio e di modalità di composizione – ma in sostanza a presentarsi con un abito non troppo differente e una vena altrettanto insipida (per l’approfondimento/ascolto di questi dischi vi rimando alle rispettive recensioni di Carmine Vitale e Marco Boscolo). Un poco diverso sembra il caso dei Creep Show, supergruppo – l’ennesimo – con John Grant alla voce. Quel Grant che si presta sempre volentieri al microfono di progetti elettronico-danzabili (anche queer) che in questo specifico caso acquistano gli smalti torbidi e suburbani della synth wave degli ’80 e non a caso, dato che a confezionare le musiche ci sono i Wrangler, (power)trio elettro-analogico capitanato dall’ex componente dei Cabaret Voltaire, Stephen Mallinder. Attenzione però: chi dovesse aspettarsi un lavoro monolitico, si troverà davanti l’esatto contrario: si va infatti dalla disco al techno pop, da Moroder ai Kraftwerk (e ai Depeche Mode), fino all’estetica chip music (recensione di Valerio di Marco in arrivo).

Sempre parlando di elettronica e di circuiti prestati alla forma canzone (o quel che ne rimane), all’opposto rispetto a Creep Show, c’è – e non poteva esser altrimenti – il buon Carsten Nicolai, in arte Alva Noto. Il tedesco, dopo l’uscita con Sakamoto del mese scorso, torna con UNIEQAV grossomodo fedele alla linea, ovvero a quei basamenti d’artiche danzabilità di marca techno dai quali la sua etichetta ha preso l’abbrivio (la discografia del primo Mika Vainio, i Pan(a)Sonic e compagnia scandinava). Materia questa naturalmente elaborata e maturata negli anni in coppia con l’ex socio Olaf Bender che confluisce da anni nel marchio di fabbrica Raster-Noton, label ora scissa a metà tra i due fondatori. Particolarità e fascino dell’opera di Nicolai è il suo volersi «rappresentazione sonica di un’immersione sott’acqua», che è un po’ la sensazione che si ha ascoltando la brumosa techno-wave dei rinnovati Essaie Pas. New Path è abissale (futur)disco subacquea che neppure troppo paradossalmente finisce col giocare con gli stessi archetipi sonori del sopracitato supergruppo; parliamo di tutta un’Europa che va da Düsseldorf a Ortisei passando per Svizzera e Francia in salsa apocalittica e (retro) sci-fi.

Staccandoci dalle elettroniche ma non dai beat, piuttosto atteso tra chi segue hip hop, (emo)trap, elettro-r’n’b e le nuove ibride leve tra queste e altre fascinazioni black da segnalare c’è senz’altro XXXTENTACION, che quasi a sorpresa (visto che lo ha annunciato a inizio settimana) se ne esce con la seconda prova lunga intitolata semplicemente ?, 20 (brevi) tracce in cui «butta dentro letteralmente TUTTO quello che gli passa per la testa» (recensione di Luca Roncoroni).

La parentesi finale che apriamo riguarda due uscite caratterizzate da un solido songwriting, lato folk come blues, con Mount Eerie (Now Only) e Ilaria Graziano & Francesco Forni (Twinkle Twinkle) a presentare entrambi ottime prove. Il primo in sostanza torna ad affrontare il tema della morte della moglie avvenuta nel 2016, con un disco ancora più minimale e intimista (recensione di Valerio di Marco), i secondi ci regalano un variopinto miscuglio di alt-folk, blues ed elegante cantautorato (recensione di Beatrice Pagni). Sempre di questo weekend, il ritorno dei Jackie-O Motherfucker (Bloom), formazione che in quest’ultima prova si dedica a una psichedelia docile e pastorale fatta di canzoni che ricordano persino i primissimi Flaming Lips. Cinque brani per una quarantina scarsa di minuti (disco non presente su Spotity, recensione di Stefano Pifferi in arrivo).

Alla voce (impro)chitarre, dark ambient, droni ecc. segnaliamo Bastet, il disco collaborativo tra Alberto Boccardi e Stefano Pilia. E ancora di elettronica parliamo con il decimo capitolo della serie Secret Weapons inaugurata dalla tedesca Innervision nell’ormai lontano 2007. Se siete curiosi, è uscito anche il nuovo disco degli Stone Temple Pilots: è omonimo, ed è il primo con il nuovo cantante Jeff Gutt. L'(Ultra) pop (da classifiche e radio FM) della settimana è invece targato Fickle Friends: You Are Someone Else è l’album di debutto del progetto pop di Brighton. Sempre pop, ma con un taglio fragilmente cantautorale (cantato in italiano), abbiamo Precipitazioni, l’esordio di CRLN via Macro Beats. Infine i recuperi: utile l’articolo di Riccardo Zagaglia che fa un breve excursus sulle uscite shoegaze dell’ultimo lustro, nella prima parte della recensione dedicata a Path, l’ultimo e convincente album di Will Kraus.

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Come scritto all’inizio, trovate tutti gli streaming Spotify degli album citati nelle rispettive pagine album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.

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