Weekend di pubblicazioni discografiche e streaming. Ascolta gli album di Beatrice Antolini, Car Seat Headrest e molti altri

Weekend particolarmente ricco di nuovi ascolti e recensioni con i nuovi album di Fischerspooner, Marlon Williams, Car Seat Headrest, Ought, U.S. Girls e davvero molti altri.

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album.

E’ un saliscendi di intensità e pressione, questo febbraio discografico: dopo la stretta sulle uscite del fine settimana scorso, in cui sostanzialmente brillavano i dischi di MGMT (Little Dark Age) e Joan As Police Woman (Damned Devotion), questo weekend è un vero e proprio tornado di importanti produzioni a 360°, con grosse novità sia dal lato del pop che dell’elettronica, da quello del songwriting che dell’ambient pianistica, passando per il dream come guitar pop, ricordi 90s, chitarre assortite. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Partiamo dalla copertina che abbiamo scelto per riassumere il meglio di questo fine settimana, che è un ritaglio della cover di SIR, l’album dei Fischerspooner co-scritto e co-prodotto dal duo statunitense assieme a Michael Stipe (R.E.M) e da Boots (già al lavoro con Beyoncé) e che arriva a otto anni di distanza dal precedente Entertainment. I Fischerspooner, che sono da sempre legati ai 00s, e dunque alla stagione dell’electroclash (con i suoi ripescaggi electro 80s) come delle ibridazioni rock-pop-kraut-dance altezza Lcd Soundsystem, tornano con un disco non rivoluzionario ma senz’altro trasfigurato, che tiene alta le bandiere LGBT e Kraftwerk lavorando sugli intarsi di un’elettronica contemporanea tutta lacche, minimal funk e superfici traslucide.

Altra grossa produzione su basi elettroniche e con la forma canzone ben salda al centrocampo, è quella di Richard Russell, che Luigi Lupo definisce in sede di recensione come un interessante album electro(neo)soul con una lunga lista di ospiti che vanno da Sampha alle Ibeyi. Piccolo riassunto su Russels: è il mastermind di XL Recording, e ancora di più “Mr. produttore” di Adele, colui che ha spinto a inizio carriera gente come M.I.A e Jamie XX, lavorato più e più volte con Damon Albarn (specie in Congo, dove ha fondato con lui il progetto DRC Music), insomma un 47enne che di cose nel music biz britannico e internazionale ne ha fatte indossando pure differenti cappelli e che ora pubblica il suo debutto solista con la scafata mano di un producer affermato e affamato di contemporaneità, in un morbido dialogo tra eleganza soul, Caraibi e Africa.

Qualcosa di soul e r’n’b c’è anche nella nuova metamorfosi di Beatrice Antolini, il cui nuovo album – L’ABè stato recensito su queste pagine da Luigi Lupo; sempre un mix di elettronica e canzone è al centro della proposta dei Wild Beasts, che con Last Night All My Dreams Came True ci lasciano con un ultimo live album (recensione di Rennis). Lato songwriting puro, all’insegna del classico, il must have della settimana è Make Way For Love, il secondo album Marlon Williams, un disco che raccoglie i cocci di un amore perduto (spoiler: Aldous Harding) continuando a suo modo a tenerlo vicino. Un lavoro che strizza l’occhio agli standard di Elvis Presley e Roy Orbison, ma che sa farli propri confessandoci che l’amore è una cosa terribile …e continuando a farci desiderare ardentemente di amare ancora (recensione di Beatrice Pagni).

Spostandoci su un’idea di pop che non troverete facilmente nelle radio FM, ci sono da una parte la positiva svolta in questo senso degli Ought (che tutti ricordiamo come una fiera band post-punk), che nel nuovo Room Inside the World optano per un crooning irrequieto e decadente con al centro l’ugola del carismatico Tim Darcy (dell’album ci parla in termini positivi Fernando Rennis), e dall’altra quello che è probabilmente il miglior album di U.S. Girls fino ad oggi. Parliamo di un In a Poem Unlimited che tra i suoi arrangiamenti più riusciti riprende Blondie epoca Heart Of Glass ibridandola con la Kate Bush degli esordi (sono le parole di Massimo Padalino). In mezzo al calderone mettiamo l’angolazione squisitamente guitar (e core) dei Superchunk, che in What a Time to Be Alive fanno la loro porca figura suonando quello che sanno fare meglio in uno stato di eterna giovinezza (recensione di Tommaso Iannini).

E se parliamo di chitarre, è assolutamente da ascoltare il nuovo EP dei Ride, Tomorrow’s Shore, e ancora di più Twin Fantasy di Car Seat Headrest, che il nostro Macrì descrive come «una piccola sinfonia indie chitarristica dedicata ai dolori e amori dell’adolescenza». Sempre indie a diverse e sognanti altitudini e sempre molto 90s con Orielles (Silver Dollar Moment) e Geowulf (Great Big Blue), quest’ultimi in scia Mazzy Star via Lana Del Rey. Occhio che questo fine settimana escono anche i lavori di Alva Noto & Ryuichi Sakamoto (Glass) e di Laurie Anderson assieme al Kronos Quartet (Landfall), entrambi caratterizzati da una miscela di elettronica e acustica.

Anche sul lato del rap, del grime e del beatmaking assortito, questo weekend non scherza affatto: Dabrye pubblica il terzo capitolo della sua trilogia Three/Three tornando a dodici anni dal precedente. Per chi se lo fosse dimenticato, Tadd Mullinix era colui che negli 00s si era distinto all’interno del giro di El-P e Prefuse 73 per la bontà delle sue basi e per l’eclettico uso di campionamenti ed elettronica, tanto da guadagnarsi la stima (ma anche la collaborazione) di J Dilla buonanima. East Man è invece il primo lavoro sotto quest’alias del producer inglese Anthoney Hart, già autore di un paio di album firmati con l’alias Basic Rhythm. Questo Red, White & Zero è introdotto dal breve saggio del giornalista e accademico inglese Paul Gilroy, per la serie accademia, ghetto, marginalizzazione, comunità multirazziali e la capacità della musica di instaurare nuove connessioni in un disco che si presenta solido fin dalla copertina. Sempre questa settimana esce infine un nuovo 12” di Pinch (Ahh Fff Sss) e Goon Club Allstar ha ristampato un classico UK Funky assolutamente da sentire. Last but not least, ancora su formato EP, Black History è la nuova uscita di Blood Orange e How To Solve Our Human Problems – Part 3 chiude la trilogia di EP dei Belle And Sebastian

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Come scritto all’inizio, trovate tutti gli streaming Spotify degli album citati nelle rispettive pagine album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.

Tracklist