Dopo il weekend pre-pasquale catalizzato dall’attesissimo Damn. di Kendrick Lamar, disco che peraltro ha confermato tutte le aspettative del caso, questo fine settimana del 21-23 aprile rappresenta non solo il ritorno alla normalità per quanto riguarda le uscite discografiche, ma anche quello che coincide con il Record Store Day. Rimandandovi ad una notizia dedicata per il dettaglio sulle celebrazioni italiane riguardo all’evento – ma anche alle dichiarazioni degli Spacemen 3, che hanno espressamente chiesto ai loro fan di non comprare le ristampe dei loro dischi durante la suddetta giornata, e al ritiro dal mercato dell’EP postumo di Prince, sempre per dispute legali – iniziamo con la carrellata di uscite di un weekend che si presenta, già di primo acchito, piuttosto sbilanciato sulle pubblicazioni elettroniche, ma che conferma anche ritorni di pregio per quanto riguarda il songwriting tra rock, pop e indie e un centrocampo fatto di psichedelia e r’n’b.
Iniziamo dunque parlando dell’omonimo ritorno di Robyn Hitchcock, un disco che Fabrizio Zampighi ha definito, in sede di recensione, come «uno sgargiante esempio di pop, psichedelia, rock, sperimentazione, passato remoto, passato prossimo e presente», e l’Americana secondo Ray Davies, ovvero il ritorno del più noto dei fratelli-coltelli Davies dei Kinks (la cui reunion sembra sempre più una chimera). Per Ray si stratta del primo materiale inedito dai tempi di Working Man’s Cafe del 2008. Più giovane ma già con una robusta carriera alle spalle Shannon Wright, che torna con Division, un disco registrato tra Roma, Parigi e Atlanta con la produzione di David Chalmin e la collaborazione di Katia Labèque, e anticipato dalla più intima e pianistica The Thirst (la recensione è di Nino Ciglio che lo definisce il suo lavoro più complesso finora). Sempre centrato sulla forma canzone The Last Rider del canadese Ron Sexsmith, un lavoro ispirato tanto dalla musica folk quanto dalla celebre British Invasion dei 60s (fate conto di sentire un Father John Misty innamorato di Paul McCartney). Ancora canzoni, dall’assolato piglio californiano, quelle che Tara Jane O’Neil ha composto per il suo omonimo nuovo lavoro su Gnomonsong.
Al centrocampo di questo weekend troviamo principalmente importanti uscite in chiave psichedelica caratterizzate altresì da una similare impronta politica: l’atteso ritorno dei Black Angels con Death Song, recensiti da Tommaso Bonaiuti, ma anche quello degli Woods con il decimo album Love Is Love, entrambi influenzati dal teso clima politico americano pre- e post- elezione di Trump. Cambiando terreno, ma sempre rimanendo all’interno degli steccati del rock, abbiamo Risk To Exist, il deludente ritorno dei Maxïmo Park (recensiti da Stefano Capolongo) mentre valido, da un punto di vista delle uscite italiane, è Nelle Mani, un teso e vibrante album per sola chitarra firmato da Gionata Mirai, chitarrista de Il Teatro degli Orrori.
Spostandoci di lato sul pop e l’r’n’b, la popolare indie label canadese Arts & Crafts propone questa settimana Young, l’esordio del promettente duo Overcoats dalle venature folk. E ancora di pubblicazioni italiane parliamo con il poliritmico disco della Classica Orchestra Afrobeat recensito da Fabrizio Zampighi («La giungla in copertina non è solo un vezzo estetico, ma un’introduzione efficace a ciò che infine troveremo tra i solchi di questi dodici brani»). Last but not least: nel giorno del Record Store Day uscirà Thumper, l’album che segna il debutto solista di Brian Gibson, già bassista del noise duo Lightning Bolt.
Avventurandoci, infine, sul lato elettronico della nostra guida, le uscite sono davvero tante e il livello medio altrettanto buono: del valido Electric Lines, tra disco house e pop, parla molto bene Marco Braggion in sede di recensione. Si tratta del lavoro solista che intende lanciare – e ci riuscirà sicuramente – la carriera di Joe Goddard, già negli Hot Chip e 2 Bears. Dell’ottimo Devout di Mr. Mitch scrive invece Edoardo Bridda, e qui parliamo, parola dello stesso producer, di «leftfield pop with [a] foundation in grime». Puntando la lente sulla Germania, Ostgut Ton presenta il terzo lavoro lungo del producer e dj Tobias, Eyes In The Center, mentre l’altrettanto iconica Kompakt sforna l’atteso ritorno di GAS a oltre 17 anni di distanza dall’ultima prova lunga con NARKOPOP. GAS è l’alias ambient di Wolfgang Voigt e il disco sarà presentato live all’interno di alcuni festival internazionali come il Primavera Sound. Scendendo di latitudine, Range Of Regularity è il più che valido album dello svizzero Samuel Rohrer, batterista di alto lignaggio new jazz e maestro di improvvisazione, oltre che un terzo del progetto elettroacustico Ambiq con Max Loderbauer e Claudio Puntin. Della recensione del disco si è occupato Alessandro Pogliani.
Una parentesi uber analogica all’interno della sezione dedicata alle sonorità elettroniche arriva su assist della Important Records, che pubblica Disorder dei Growing, il doppio LP di Caterina Barbieri (Patterns Of Consciousness) e l’Alessandro Cortini & Merzbow LP (gli ordini sono in partenza dal 21 aprile), mentre su un lato propriamente cosmico, o meglio di contaminazioni a 360° tra dub, disco e house (e oltre), abbiamo Atemporal Space Tests della coppia formata da Stefano Ghittoni & Dj Rocca.
Ultime due uscite di peso: Capital Dub Chapter 1 è il nuovo disco di Ilpo Väisänen, fondatore dell’indimenticato duo elettronico Pan Sonic assieme al compianto Mika Vainio. Il disco è in parte ispirato alla parte iniziale de Il Capitale di Karl Marx; Insurgency, ovvero l’album di debutto di Leonce, una delle figure più importanti della Fade To Mind, label americana gemellata con la britannica Night Slugs. L’album si pone come testa di ponte tra lo Uk Funky, il gqom e il ballroom statunitense per un affondo tanto sincopato e minimale quanto efficace e assolutamente promettente. Ultimissimo: The Burning Spider, il nuovo album del producer e dj austriaco Parov Stelar, una furbastra rivisitazione electro-house di standard swing e jazz (pensate al Moby di Play per un paragone).
Per una panoramica generale sulle uscite da oggi ai prossimi mesi vi rimandiamo come sempre alla pagina dedicata In Uscita (disponibile anche dal menù di navigazione e in visione solo per utenti desktop). Se volete, potete consultare anche le notizie relative alle uscite del 14 aprile, 7 aprile, 31 marzo, 24 marzo, 17 marzo, 10 marzo, 3 marzo, 24 febbraio, 17 febbraio, 10 febbraio, 27 gennaio e 3 febbraio e, come sempre, trovate l’ascolto Spotify, assieme ad ulteriori informazioni, nelle pagine che abbiamo dedicato a ciascun disco.