Billy Corgan nel videoclip di "1979"

The Smashing Pumpkins. La noia adolescenziale di Billy Corgan in “1979”

La rabbia spesso immotivata delle giovani generazioni spesso è sintomo che qualcosa a un livello più ampio, superiore oseremmo dire, non funziona come dovrebbe. Il mondo degli adolescenti è già indubbiamente iper-problematico oggi, ma lo era già profondamente all’inizio degli anni Novanta, quando venivano a galla non solo tutte le differenze con la generazione precedente (quella dei genitori, figli del Sessantotto che avevano in un certo senso tradito la loro missione rivoluzionaria e si erano adagiati sulle comodità tipicamente borghesi che sostenevano di voler ribaltare), ma anche con quella appena trentenne, figlia dei Seventies. C’è una nuova noia, una rabbia sempre sull’orlo di esplodere e spesso il pretesto è dei più banali.

Questo in un certo senso il messaggio che Billy Corgan e suoi Smashing Punpkins vollero lanciare con il fondamentale (e poi iconico) Mellon Collie and the Infinite Sadness, che all’inizio del 1996 fu trainato dall’uscita del suo secondo singolo estratto: 1979. Per il videoclip che avrebbe poi invaso letteralmente il palinsesto di MTV e formato una nuova MTV Generation, che sopravvive ancora oggi e vive di slanci nostalgici, venne riconfermata la coppia di registi Jonathan Dayton e Valerie Faris, di ritorno dal precedente lavoro per Rocket (tratta da Siamese Dream) e che in seguito si sarebbe affermata anche al cinema con film quali Little Miss Sunshine, Ruby Sparks e la serie Netflix con Paul Rudd Living with Yourself.

Inizialmente, però, la band aveva in mente di ingaggiare Spike Jonze e il concept del video era tutt’altro da quello poi definitivo: l’idea di Corgan era quella di rappresentare la band ospite in un hotel alieno e tutti avrebbero indossato delle maschere da alieno-elefante. Alla fine non se ne fece nulla, anche perché in termini di costi si sarebbe dovuta spendere una cifra superiore al milione di dollari.

Il video che poi divenne celebre vede protagonisti una banda di ragazzini a bordo di una Dodge Charger del 1972 (ricordate la vettura dei fratelli Duke in Hazzard?) e riflette in maniera idealizzata la vita adolescenziale dei primi anni Novanta, con i Nostri che nell’arco della giornata compiono piccoli atti di ribellione per ingannare la noia quotidiana che li attanaglia e li annichilisce. Così, li vediamo scorrazzare in macchina, mostrare il dito medio alla città in cui vivono da una collina, dirigersi a un tipico party organizzato in casa, sbronzarsi, saltare, gettare ogni cosa a tiro dentro una piscina, per poi vandalizzare un piccolo esercizio commerciale (e nell’eventualità, fermare qualche adulto e chiedergli di comprare dell’alcool). Il finale vede i membri della gang appiedati dalle due compagne rimaste in auto (inizialmente si sarebbe dovuto concludere con la presa d’assalto del negozio, ma i registi convinsero Corgan a optare per una conclusione più pacata).

L’idea di Corgan, autore del soggetto, era quella di mettere in scena la noia che attraversava le strade della periferia di Chicago, dove trascorse la sua adolescenza. Nel video però solo la targa della Dodge è dell’Illinois. Quelle che scorgiamo all’orizzonte sono infatti le montagne della California. Ad ogni modo Corgan compare per tutta la durata del clip ripreso nel sedile posteriore dell’auto immerso in ricordi enostalgie. James Iha è invece il commesso di negozio (curioso come solo due anni prima aveva spopolato un film indie come Clerks che riproduceva le stesse identiche dinamiche e la noia dei sobborghi), così come D’arcy Wretzky è un vicino e Jimmy Chamberlin un poliziotto, con l’intera band nei panni di sé stessa durante le riprese del party.

Acclamato da pubblico e critica, il videoclip di 1979 vinse l’MTV Video Music Award come Best Alternative Video nel 1996. Per Corgan stesso è il miglior video della band e «la cosa più vicina a tutto quello che avevamo in mente di realizzare». In realtà, quella che tutti abbiamo avuto modo di ammirare fin dalla prima messa in onda è la seconda versione del video: la band fu costretta a rigirare il tutto a causa della perdita dei nastri originali in un incidente.

Per i precedenti episodi della rubrica dedicata ai videoclip storici, vi rimandiamo a Oasis, Talking HeadsU2 (Numb)Lucio BattistiNew OrderPILNirvanaBlurJoy DivisionU2 (One)ColdplayThe CureNick Cave and the Bad SeedsRadioheadDepeche ModeDandy WarholsPublic Enemy e Fatboy Slim.