Weekend di pubblicazioni discografiche e streaming con Gorillaz, Feist, Lanegan e altri

Weekend lungo di pubblicazioni discografiche e streaming con Gorillaz, Feist, Lanegan e altri

Dopo l’abbuffata del weekend scorso che è coinciso con il Record Store Day (in una notizia dedicata, i vinili più venduti) e la pubblicazione dall’attesissimo Damn. di Kendrick Lamar, questo fine settimana lungo, che in Gran Bretagna coincide con l’Early May bank holiday e da noi con la festa dei lavoratori e relativo concertone (in una notizia dedicata il cartellone completo delle esibizioni), si presenta come un’autentica festa di pubblicazioni discografiche. Moltissime le uscite di peso: dal super atteso ritorno dei Gorillaz a Thurston Moore, da Feist a Mark Lanegan e molti altri, ma andiamo con ordine.

Humanz, il quinto album della cartoon band, si è confermato quella festa alle porte della fine del mondo che Damon Albarn e Jamie Hewlett ci avevano annunciato, ma il party non è arrivato senza difetti, e pertanto qualche qualche critica al disco andava mossa, a partire dalla più ovvia constatazione… Ce ne ha parlato Daniele Rigoli in sede di recensione. Di filata: due immarcescibili rocker sono tornati in buona – se non ottima – forma: parliamo dell’ex Sonic Youth, Moore, con un titolo davvero programmatico, Rock n Roll Consciousnessrecensione di Tommaso Iannini – e l’ex Screaming Trees, Lanegan, con l’altrettanto azzeccato Gargoyle (recensione è di Andrea Macrì). Procedendo per coppie, ma non certo minori per importanza, segnaliamo inoltre il ritorno di due fuoriclasse assoluti: Arto Lindsay, che ha pubblicato Cuidado Madame (recensione ancora di Iannini) a distanza di tre anni dalla compilation antologica Encyclopedia of Arto, e a ben tredici dalla precedente prova in studio, Salt (2004), e Ryuichi Sakamoto, a sua volta assente da numerosi anni con una prova in proprio sulla lunga distanza, che è tornato con async. Nel primo caso parliamo di un appassionato mix tra melodia e i ritmi del Brasile, condito da recenti ascolti tra elettronica e hip hop, dell’iconico leader dei DNA, nel secondo di un progetto che è partito dall’idea di una colonna sonora di un film di Andrei Tarkovsky «che di fatto non esiste».

Altro ritorno sublime, che già pare configurarsi come un classico album da classifiche di fine anno, è Pleasure di Feist, disco di cui si è occupata Federica Carlino («Leslie Feist torna dopo sei anni con un’altra mentalità, ma con la stessa inimitabile capacità di esprimere concetti complessi con poche parole e sonorità volutamente grezze, rendendo evidente, forse più che mai prima d’ora, la sua autorità»), e sempre parlando di qualità e sperimentazione, ecco Colin Stetson che sigla con All This I Do For Glory l’ennesimo caposaldo: «un continuo vorticare di loop di sax», scrive Stefano Pifferi, «rigorosamente privi di overdub e manipolazioni ex-post, fiumi di fiato che si inseguono e rincorrono per costruire cattedrali sonore che hanno insieme la forza granitica dei polmoni d’acciaio del canadese ma anche la leggerezza eterea e la costante fluidità delle piccole, continue variazioni sul tema». E sempre stando in tema di culti: Aaron Dilloway ha dato un seguito all’acclamato Modern Jester del 2012 con The Gag File (unico disco in questa lista a non essere disponibile su Spotify). Spostandoci su un territorio mainstream a stelle e strisce tra hip hop, soul e r’n’b, le uscite importanti sono due e potremmo vederle anche come complementari: da una parte l’iconica Mary J. Blige torna con un disco – Strength Of A Woman – ricco di featuring (spiccano Kanye West e BadBadNotGood) che aspira a riprendersi il trono che le spetta, dall’altra c’è l’esordio lungo di uno dei producer che in quel giro si è fatto più notare, Cashmere Cat, che è uscito con un album che s’intitola semplicemente 9, e manco a dirlo è stipato di collaborazioni.

Altro disco degno di nota, che ha ricevuto una valutazione molto buona da parte di Elena Raugei, è Kompost dei Flowers Must Die descritto come «concime per musiche psych-kraut-noise-jazz che sbocciano meravigliosamente nel sempre più ricco giardino di Rocket Recordigs». Ed avventurandoci da qui in territori più indie, il weekend vede le uscite degli art rocker Mew – il cui Visuals è stato recensito da Davide Cantire – ma anche del quartetto newyorchese Imaginary People con October Alice («undici canzoni dove viene razionalizzato del post-punk su cui s’inerpicano un rock dai tratti epici e momenti oscuri cari ai Boxer Rebellion», secondo Fernando Rennis), dei britannici Little Cub (l’esordio Still Life è stato recensito sempre da Rennis) e di Christaux, ovvero il nuovo progetto di Clod degli Iori’s Eyes, con Ecstasy, del duo pop elettronico Sylvan Esso – il cui What Now non ha convinto il nostro Riccardo Zagaglia – e del progetto bedroom pop di Ryan Pollie in arte Los Angeles Police Department con un convincente omonimo album (che si è avvalso della produzione di Jonathan Rado dei Foxygen). Non ultimi, citiamo i BNQT, ovvero un supergruppo di star dell’indie anni Zero in piena regola che, con Volume 1, hanno cominciato una saga discografica nata sotto i migliori auspici (recensione di Stefano Capolongo).

Sul fronte dell’elettronica: Perc usa il suo consueto linguaggio tra techno, ebm e industrial per esprimere i suoi pensieri sulla Brexit (Bitter Music, recensito da Luigi Lupo), la producer britannica, sempre in ambito techno, Rebekah sforna il buon Fear Paralysis su Soma, Helm l’EP World In Action, e Lone è uscito con la prima parte di un EP intitolato Ambivert Tools.

In coda: Willie Nelson ha pubblicato l’album God’s Problem Child, i Cranberries sono tornati con l’acustico Something Else e Sufjan Stevens ha condiviso Carrie & Lowell Live, versione dal vivo del suo ultimo album in studio; si tratta della registrazione dal vivo del concerto tenuto al North Charleston Performing Arts Center in Carolina del Sud il 9 novembre 2015.

Per una panoramica generale sulle uscite da oggi ai prossimi mesi vi rimandiamo come sempre alla pagina dedicata In Uscita (disponibile anche dal menù di navigazione e in visione solo per utenti desktop). Se volete, potete consultare anche le notizie relative alle uscite del 21 aprile, 14 aprile, 7 aprile, 31 marzo, 24 marzo, 17 marzo, 10 marzo, 3 marzo, 24 febbraio, 17 febbraio, 10 febbraio, 27 gennaio e 3 febbraio e, come sempre, trovate l’ascolto Spotify, assieme ad ulteriori informazioni, nelle pagine che abbiamo dedicato a ciascun disco.

Tracklist