Weekend di uscite discografiche e streaming. Ascolta gli album di Janelle Monáe, Speedy Ortiz, Grouper e molti altri

E' il weekend di Janelle Monáe e del suo “Dirty Computer”, ma è anche un fine settimana di uscite polarizzate anni '90, e quello in cui tornano Elysia Crampton, A Toys Orchestra, Furtherset e l'inossidabile coppia formata da Nick Cave e Warren Ellis

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album.

Ci riallacciamo brevemente all’editoriale del 6 aprile per individuare forse l’unico filo rosso tra le uscite di questo weekend, che, lo diciamo subito, è dominato dalla pubblicazione di uno dei dischi (black) pop dell’anno, e parliamo di Dirty Computer. Togliendo subito di mezzo il gioiello di produzione e luccicante afrofuturismo r’n’b della (autodefinitasi) pansessuale Janelle Monáe, anche perché ne parliamo abbondantemente in una notizia dedicata ed Elena Raugei non poteva analizzarlo meglio nella sua recensione, quella che stringiamo tra le mani e tra le cuffie è una infornata di uscite che nuovamente possiamo ricondurre agli amati 90s, il cui vento revivalista sta spirando sempre più forte.

Di oggi l’uscita di un nuovo videoclip – Heat Wave – di quella che sembra la capofila tra le nuove leve di quest’anno, e parliamo della indie rocker Lindsey Jordan in arte Snail Mail, il cui album di debutto, Lush, verrà pubblicato a giugno via Matador. È lei a dare il la alle uscite lunghe di questa settimana in cui non possiamo non segnalare una ristampa importante – a vent’anni dalla sua pubblicazione originaria – come NMC17 (No More Censorship), quarto disco della storica band hardcore-punk Scream, ovvero quello che segna l’ingresso in formazione di un giovanissimo Dave Grohl (recensione di Nicolò Arpinati). E non possiamo neppure tralasciare il ritorno del supergruppo Buñuel (dei cui membri non vi stiamo a dire, tanto già li conoscete) con The Easy Way Out, che Tommaso Iannini in sede di recensione descrive come un «mostruoso disco di blues per come lo possono intendere degli addicted to noise».

Per quanto riguarda proposte più giovani influenzate dall’indie rock del decennio di Blur, Lemonheads, Dandy Warhols, Kristin Hersh e co., abbiamo l’esordio omonimo dei Forth Wanderers su Sub Pop, che sembra riallacciarsi idealmente al discorso della sopracitata Snail Mail e dunque a Waxahatchee, ma anche i giovanissimi siciliani LeadtoGold che nel loro debut I, ne danno una versione che accarezza anche il downtempo surfando tra chiavi melodiche in controluce care a Damon Albarn e accompagnamenti ritmici più à la Courtney Taylor-Taylor. All’incrocio tra 80s e 90s, tra Smiths e le sonorità calienti dei Calexico, ci sono invece i City Final di Anecdotes, mentre sul versante più minimale, etereo e, in una parola/etichetta, Kranky, abbiamo una garanzia oramai da anni rappresentata dal lavoro di Liz Harris, in arte Grouper, il cui nuovo Grid Of Points procede lungo i binari di una sottrazione precedentemente esplorata arrivando qui, come dice bene Pifferi in sede di recensione, a un’assenza che si fa quasi presenza. Il disco che comunque più si distingue da tutta la truppa dei revivalisti dei Novanta è senz’altro quello degli Speedy Ortiz. Il loro Twerp Verse è pieno di citazioni a Pixies e co., ma questa volta, più che il reticolo dei riferimenti, ad emergere è la bravura con la quale Sadie Dupuis e la band riescono a catturare l’ascoltatore. «Chi dice che il rock non sia più in grado di sorprendere, si ascolti questo quartetto indiavolato che viene dal Massachussets».

Rimanendo sui binari dell’indie rock, questo weekend escono anche dei rinnovati Okkervil River con un disco, In The Rainbow Rain, che ha prediletto gli accordi in maggiore (e dunque l’energia del rock) rispetto alla riflessione e al nichilismo di certo folk intismista (recensione di Gianluca Lambiase). E aprendo una piccola parentesi sulle tradizioni, segnaliamo pure Last Man Standing di Willie Nelson e You’re Driving Me Crazy della coppia Van Morrison e Joey DeFrancesco.

Anche sul lato elettronico assistiamo ad attesi ritorni: per quanto riguarda l’Italia, l’umbro Tommaso Pandolfi, in arte Furtherset, si ripresenta con To Alter And Affect EP (recensione di Nicolò Arpinati), mentre l’olandese Marc Jacobs, in arte Prairie, pubblica l’apocalittico After the Flash Flood (breve recensione di Alessandro Pogliani), il duo house frusinate Souldynamic aggiunge un nuovo capitolo a una saga in formato EP con Chameleon EP Vol. 2, e l’apolide Elysia Crampton torna con un EP omonimo maggiormente elettronico nell’impatto ma dal comunque noto e avvincente parco di influenze post-coloniali ad ampio spettro tra ritmiche kuduro e dancehall, chitarrine country come blues, tastiere dalle circolarità mediorientali, i soliti vocioni di Mortal Combat, ecc.

Ultime cose da segnalare riguardo al weekend di uscite discografiche: il nuovo album di Twin Shadow (caer) e il ritorno del rapper bianco Post Malone con il melodico-influenzato-trap-sbanca-classifiche Beerbongs & Bentleys, la colonna sonora di Kings curata da Nick Cave e Warren Ellis e due interessanti uscite italiane: da una parte abbiamo gli A Toys Orchestra che tornano con un valido Lub Dub (recensione di Caterina Mauro), dall’altra Fabio Cinti, che si presenta con un Un adattamento gentile de La voce del padrone di Battiato (streaming integrale nella nostra pagina).

Come scritto all’inizio, trovate tutti gli streaming Spotify degli album citati nelle rispettive pagine album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.

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