Weekend discografico. Ascolta gli album di Fiona Apple, Ed O’Brien, Atom TM, Shabazz Palaces e altri ancora

17 aprile è la data che coincide con il ritorno discografico di Fiona Apple, fuor di dubbio il disco più importante uscito nel WE

17 aprile è la data che coincide con il ritorno discografico di Fiona Apple, fuor di dubbio il disco più importante uscito nel WE. La sua copertina è quanto di più sciatto potevamo immaginarci, una scelta eccentrica, se vogliamo, come lo è stata quella che ha portato al titolo di un album – Fetch The Bolt Cutters – che è stato altresì presentato come il suo più personale, più crudo e diretto, quello tutto percussioni (dichiarazione da prendere con le dovute pinze). Il disco che dice alle donne che “non bisogna aver paura di parlare”, con ogni riferimento a Harvey Weinstein puramente voluto e una strofa come «Well, good morning! You raped me in the same bed your daughter was born in» a rendere da sola l’idea sul grado di franchezza adottato dalla cantante nei testi. Parliamo di un lavoro che gira attorno a un personalissimo vaudeville scalpellato con il suo caratteristico registro canoro. Che s’accompagni ad ariosi giri al pianoforte, quadrature più rock, spazzole jazz o morbidezze folk, la sua è una di quelle ugole in grado di sciorinare l’r’n’b di ieri con la stessa padronanza di quello di oggi. Parliamo di un lavoro affatto immediato, che ha bisogno di più ascolti, va fatto respirare e con calma ascoltato con diverse modalità d’ascolto, come sta facendo Giuseppe Zevolli che si occuperà della recensione.

Altra uscita di una certa importanza la ricopre il buon Ed O’Brien, che a nome EOB firma il suo debut album Earth. Per il chitarrista dei Radiohead si tratta – nelle parole di Fernando Rennis – di un lavoro rock tra elettronica e richiami acustici con spezie di psichedelia e garage a condire l’intingolo con eguale eleganza. Ben fatto Ed, e contenti per il tuo pieno recupero dal Coronavirus.

Interessanti novità anche dal fronte elettronico, questo fine settimana. Innanzitutto, abbiamo i buoni lavori targati Atom TM e Hodge. Il primo esce senza streaming Spotify (almeno nel momento in cui vi scriviamo) con un disco – con titolo cono gelato <3 – catalogabile sotto la voce “hard code pop”. Un’opera sulla falsariga di HD (Raster-Noton, 2013) ma con molta meno voglia di giocare con l’ironia, sottolinea il nostro Pogliani. Il secondo è l’atteso debut di un producer che è pronto non solo per farsi notare al di fuori dei circuiti più strettamente legati al dancefloor ma per brillare come una delle figure più interessanti della scena elettronica britannica odierna. In Shadows In Blue troverete delle convergenze parallele con il sound della compagna di label Beatrice Dillon – entrambi amano Bristol, i sound system e il dub – ma anche generazionali passioni (e riscoperte) per la letteratura speculativa, il tutto a favore di un’elettronica che sa farsi “botanica” nei suoi rivolti più psych. Dunque, un album che non abbandona il dancefloor ma che conferisce a ritmi, texture e groove un che di etereo e introspettivo, caratteristiche che se le risvoltiamo su un enigmatico gioco di specchi electro jazz ci portano dalle parti del notturno Temporal Pole, l’EP di Healing Force Project, che è l’alias dietro il quale si nasconde il producer trevigiano Antonio Marini, qui approdato sulla giovane Jazz-O-Tech. Più legata al club invece la proposta della producer australiana Roza Terenzi. Modern Bliss è anche per lei il debut album, disco che viene presentato come un lavoro «per ogni tipo di raver» e pertanto debitore verso house, techno, electro e breakbeat.

Se vogliamo del sano r’n’r, archiviato il capitolo Royal Trux, Neil Hagerty ritorna con i suoi Howling Hex centrando un buon disco in questo senso, schietto, sfacciato e abrasivo. Knuckleball Express – di cui scriverà più approfonditamente Massimo Onza – è un lavoro che naviga sulle coordinate di Mc5, Stooges e Rolling Stones, il tutto arricchito dal nuovo ingresso in formazione, ovvero la chitarrista e cantante Nicole Lawrence che duetta splendidamente con il Nostro.

Svoltando su lande più ambient-drone, tra black metal e profondi abissi sonici, troviamo thisquietarmy, di Kesselhaus, ovvero il prolifico musicista canadese Eric Quach di cui ci parla Nicolò Arpinati.

Sull’Hip Hop c’è Shabazz Palaces del solo Ishmael Butler che torna con The Don of Diamond Dreams, album che non vive di soli narcolettici magnetismi di rap, trap, jazz e funk. A detta di Roncoroni è un’ottima prova, di gran lunga più convincente rispetto al mattone doppio Quazarz: Born on a Gangster StarQuazarz vs. the Jealous Machine.

Sul songwriting dall’Italia, per 42 Records, c’è Marco Giudici con Stupide cose di enorme importanza (recensionee di Beatrice Pagni). Secondo Beatrice Pagni è uno degli esordi più felici in questi mesi di costante impreparazione, un disco che alterna lo spleen pomeridiano della scuola genovese ai riff rotondi di un nostalgico alt-pop. Dal Canada arrivano invece le canzoni di Frazey Ford. U kin B the Sun, suo terzo album solista in dieci anni, ne conferma l’abilità di songwriter e interprete grazie a un soul-folk riscaldato dall’hammond – scrive Stefano Solventi – e attraversato da una vena morbida e irrequieta. Dall’Australia segnaliamo invece il buon Mick Harvey, del cui Waves of ANZAC / The Journey si è occupata Valentina Zona, un disco che ne esprime la profonda fascinazione per i racconti di guerra. E dalla Russia (ma con residenza italiana), per chi apprezza Chelsea Wolfe e Marissa Nadler, c’è il disco di Kariti – Covered Mirrors – caratterizzato da scarne e intense ballate perfette per indugiare con il coltello nelle ferite dell’anima (recensione di Marco Boscolo).

Da segnalare il ritorno dopo appena due settimane di Bob Dylan, che pubblica il nuovo brano – con citazione whitmaniana – I Contain Multitudes, ma anche di Florence Welch, che torna a farsi sentire con una canzone ricavata dalle session di High As Hope, Light Of Love; e poi ancora i nuovi estratti di Car Seat Headrest, il singolo pro bono dei Bon Iver e i demo dei Big Thief per sostenere la live crew, il videoclip con Benedetta Porcaroli relativo all’ultimo singolo di Achille Lauro, il nuovo EP dei Chromatics che anticipa l’uscita del chimerico Dear Tommy (la cui data italiana è stata posticipata ad agosto), l’uscita di ChangesNowBowie e lo splendido ritorno dei Coma Berenices con l’EP Archetype.

Ristampe: Caspar Brötzmann Massaker (Home)

Precedenti editoriali: 10 aprile, 4 aprile, 27 marzo, 20 marzo, 13 marzo, 28 febbraio, 21 febbraio, 14 febbraio, 7 febbraio, 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.

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