Einstürzende Neubauten, foto per la stampa 2020

Weekend discografico. Ascolta gli album di Yves Tumor, Dua Lipa, Thievery Corporation, Thundercat, Purity Ring, Nathan Fake e altri

Partiamo spediti con le cose che ci hanno colpito di più: M Ward, Yves Tumor e naturlamente Thundercat!

Nuovi ascolti dalla quarantena. E così, a occhio e croce, questa tornata di pubblicazioni non ha risentito dei posticipi che stanno interessando molti album e relative promozioni. Partiamo spediti con le cose che ci hanno colpito di più: abbiamo un ottimo M Ward con una sorta di concept dedicato a storie di migranti contemporanee; nelle parole di Stefano Solventi, un disco privo di retorica e intriso di languida, esotica, inafferrabile magia. Non meno intriganti i lavori di Yves Tumor e Thundercat, con il primo ad apporre nuovi tasselli e sfumature estetico-immaginative a una personale visione retrofuturista fatta di glam, soul-tronica e cinematica noir; in Heaven to a Tortured Mind lo ritroviamo nei panni di un Mefistofele vulcaniano alla guida dei Roxy Music, il tutto naturalmente possibile in un universo parallelo (recensione di Giuseppe Zevolli). E il secondo in It Is What It Is a confezionare un disco ispirato, veloce ed elettrizzante: un blob di ghezziana memoria in cui tutti i tasselli, scrive Murgia in sede di recensione, anche i più estemporanei, concorrono in quello che è finora il suo capolavoro.

A proposito di atmosfere rétro e divismo gotico, Bella Union propone Revel In The Drama, ovvero il secondo disco della britannica Ren Harvieu, artista che, come nota Beatrice Pagni nel suo articolo, si rifà a quel misto di sinfonia, pop e seduzione che da Dusty Springfield ci conduce alla discografia di Rufus Wainwright. E a proposito di retrofuturismi vari, Future Nostalgia è per l’appunto il titolo del disco della svolta dance funk della popstar Dua Lipa. Non male il giudizio complessivo, a giudicare da ciò che ne scrive Fernando Rennis su queste colonne, come non lo è affatto Confusing Mix of Nations, il debut su Mexican Summer dei CMON, ovvero il duo formato dai musicisti e DJ Jamen Whitelock e Josh Da Costa, qui alle prese con wave e post-punk altezza Ariel Pink e Destroyer. Sempre da queste parti, ancora una volta prodotti da Dave Fridmann (Flaming Lips, Mercury Rev, Mogwai, MGMT e Tame Impala) ci sono i Lovely Eggs di I Am Moron, e passando a sonorità più psych/post-rock ci sono i  Maserati con Enter The Mirror, un disco prodotto da John Congleton alle cui registrazioni ha partecipato l’ex batterista dei R.E.M., Bill Berry.

Riavvolgendo il discorso sul songwriting, segnaliamo velocemente le prove di Anna Burch (If You’re Dreaming) e Stu Larsen (Marigold), mentre sulla canzone più tipicamente brit accogliamo volentieri il ritorno dei Mystery Jets con un disco – A Billion Heartbeats – che, come scrive Rennis in sede di recensione, è una lucida riflessione sul nostro tempo.

Alzando il volume, il lato più istrionicamente rock del weekend è occupato dai dischi di Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs (Viscerals) e Tētēma (Necroscape). I primi convincono – afferma sulle nostre pagine Valerio di Marco – per un piglio heavy/psych rock torvo, tagliente e aggressivo, che rende onore al loro nome, i secondi per un distillato folle e incisivo di jazz-core, elettronica, noise e musica contemporanea (recensione di Massimo Onza).

Su un terreno di contaminazioni elettroniche, valido Friday Forever, che segna il ritorno di Everything Is Recorded, ovvero Richard Russell, che dirige un racconto corale del venerdì sera che arriva fino al sabato mattina (recensione di Luigi Lupo). Euforia, evasione e svago del weekend vengono evocati con un mix di qualità di hip-hop (c’è anche Ghostface Killah del Wu-Tang Clan), soul e r’n’b che si adatta perfettamente alla cronistoria del giorno e che mette fine alla settimana lavorativa. Tra immobilismo stilistico ed un vago – ulteriore – appiattimento pop, annaspano un po’ i Purity Ring di WOMB, scrive Riccardo Zagaglia; un po’ meglio fa Nathan Fake che in Blizzards sembra trovare una quadra tra un indimenticato esordio e le istanze più clubbiste esplorate in seguito (recensione di Raimondo Vanitelli).

Sempre questo weekend segnaliamo: il ritorno del producer britannico MJ Cole con una produzione tra ambient e neoclassica (Madrugada), l’emergente popstar Empress Of ora distribuita su major con il suo terzo lavoro tra house, Kate Bush e Janet Jackson (I’m Your Empress Of, recensita da Raimondo Vanitelli), la violoncellista statunitense Clarice Jensen (The Experience Of Repetition As Death), lo space rock sui generis di Sun Araw (Rock Sutra, recensito positivamente da Marco Boscolo), il jazz hop di Wilma Archer (A Western Circular) e il comeback sinfonico (con tanto di filarmonica di Praga) dei Thievery Corporation (Symphonik).

Singoli: Achille Lauro (16 marzo), Populous (Flores No Mar), Drake (Toosie Slide), Andrew Bird (Captial Crimes), Einstürzende Neubauten (Ten Grand Goldie).

Precedenti editoriali: 27 marzo, 20 marzo, 13 marzo, 28 febbraio, 21 febbraio, 14 febbraio, 7 febbraio, 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.

Tracklist

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