Nuovi ascolti dalla quarantena. E così, a occhio e croce, questa tornata di pubblicazioni non ha risentito dei posticipi che stanno interessando molti album e relative promozioni. Partiamo spediti con le cose che ci hanno colpito di più: abbiamo un ottimo M Ward con una sorta di concept dedicato a storie di migranti contemporanee; nelle parole di Stefano Solventi, un disco privo di retorica e intriso di languida, esotica, inafferrabile magia. Non meno intriganti i lavori di Yves Tumor e Thundercat, con il primo ad apporre nuovi tasselli e sfumature estetico-immaginative a una personale visione retrofuturista fatta di glam, soul-tronica e cinematica noir; in Heaven to a Tortured Mind lo ritroviamo nei panni di un Mefistofele vulcaniano alla guida dei Roxy Music, il tutto naturalmente possibile in un universo parallelo (recensione di Giuseppe Zevolli). E il secondo in It Is What It Is a confezionare un disco ispirato, veloce ed elettrizzante: un blob di ghezziana memoria in cui tutti i tasselli, scrive Murgia in sede di recensione, anche i più estemporanei, concorrono in quello che è finora il suo capolavoro.
Riavvolgendo il discorso sul songwriting, segnaliamo velocemente le prove di Anna Burch (If You’re Dreaming) e Stu Larsen (Marigold), mentre sulla canzone più tipicamente brit accogliamo volentieri il ritorno dei Mystery Jets con un disco – A Billion Heartbeats – che, come scrive Rennis in sede di recensione, è una lucida riflessione sul nostro tempo.
Alzando il volume, il lato più istrionicamente rock del weekend è occupato dai dischi di Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs (Viscerals) e Tētēma (Necroscape). I primi convincono – afferma sulle nostre pagine Valerio di Marco – per un piglio heavy/psych rock torvo, tagliente e aggressivo, che rende onore al loro nome, i secondi per un distillato folle e incisivo di jazz-core, elettronica, noise e musica contemporanea (recensione di Massimo Onza).
Sempre questo weekend segnaliamo: il ritorno del producer britannico MJ Cole con una produzione tra ambient e neoclassica (Madrugada), l’emergente popstar Empress Of ora distribuita su major con il suo terzo lavoro tra house, Kate Bush e Janet Jackson (I’m Your Empress Of, recensita da Raimondo Vanitelli), la violoncellista statunitense Clarice Jensen (The Experience Of Repetition As Death), lo space rock sui generis di Sun Araw (Rock Sutra, recensito positivamente da Marco Boscolo), il jazz hop di Wilma Archer (A Western Circular) e il comeback sinfonico (con tanto di filarmonica di Praga) dei Thievery Corporation (Symphonik).
Singoli: Achille Lauro (16 marzo), Populous (Flores No Mar), Drake (Toosie Slide), Andrew Bird (Captial Crimes), Einstürzende Neubauten (Ten Grand Goldie).
Precedenti editoriali: 27 marzo, 20 marzo, 13 marzo, 28 febbraio, 21 febbraio, 14 febbraio, 7 febbraio, 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.