Weekend discografico. Ascolta gli album di Jehnny Beth, Coriky, Bibio, Built to Spill e molti altri

Weekend all'insegna di due uscite diversamente autoriali che partono da una radice punk. E sono entrambi esordi, potenti esordi

Weekend all’insegna di due uscite diversamente autoriali che partono da una radice punk. E sono entrambi esordi, potenti esordi. Da una parte abbiamo Jehnny Beth con il suo To Love Is To Live, dall’altra i Coriky dei due Fugazi Ian Mckaye e Joe Lally assieme all’ex-Warmers Amy Farina. Ovvero abbiamo un disco fatto di luci e ombre, muscoli e fragilità, che asseconda al meglio il talento di un’autrice e performer unica in cui l’urgenza post punk del gruppo madre – le Savages – viene domata con pesanti inserti d’elettronica e suggestioni industrial (recensione di Elena Raugei) e un disco post-core che dipanandosi tra trame graffianti, affondi viscerali, inediti slanci soul e influenze dub riconferma la brillantezza e la vitalità del suono made in Dischord (recensione di Massimo Onza).

Spostandoci sulle linee scure dell’esordio della Beth, ci ricongiungiamo alla cinematografia noir di Arrow, l’album di Noveller, all’anagrafe Sarah Lipstate, chitarrista sperimentale tra i recenti collaboratori di Iggy Pop in Free, trasferitasi da poco a Los Angeles. E sempre in tema di colonne sonore, Mr. Steve Albini è stato coinvolto assieme a Alison Chesley, meglio conosciuta come Helen Money, e Tim Midyett, per musicare il film horror Girl on the Third Floor del regista Travis Stevens. Ne è venuto fuori un doppio album per quasi un’ora di durata: “Creepy instrumental music” che lambisce sonorità à la Dirty Three disperse nell’inquetudine (recensione di Massinmo Onza in arrivo).

Sempre all’interno di uno spettro rock, i Built To Spill pubblicano finalmente il loro album omaggio a Daniel Johnston (Built To Spill Play The Songs Of Daniel Johnston). Il disco comprende 11 cover registrate nel 2017 dal trio Doug Martsch, Jason Albertini e Steve Gere, mentre la formazione stava provando per la data di Vancouver dell’ultimo tour di Johnston. Svoltando sul dream pop, Good Songs For Bad People è il disco – non certo privo di difetti – dei Drab City su Bella Union, di cui ci parla Beatrice Pagni; e sempre in tema di atmosfere sognanti ritroviamo Bibio con un nuovo EP (ma è di fatto un mini album di 28 minuti) all’insegna del suo bucolico (e un tantinello ripetitivo) folk Sleep On The Wing.

Questo fine settimana è costellato anche dai posticipi di pubblicazione (entrambi a data da destnarsi) relativi ad album già belli che valutati da queste parti. È il caso di Wicked City, valido EP dei lanciati Jockstrap (recensiti da Elena Raugei) e di Feel Feelings della cantautrice e polistrumentista francese Soko. Entrambi gli artisti hanno deciso di dare priorità all’attivismo – ma anche alla riflessione sul #blacklivesmatter, rinunciando per il momento ad occuparsi di musica e promozione.

Lato elettronico, il disco di cui parlare subito è Liquid Portraits di Clap! Clap!, artista che torna con un lavoro caleidoscopico, coloratissimo e ultra dettagliato. L’album ripercorre i viaggi del producer – vero nome Cristiano Crisci – dal meridione all’Hokkaido giapponese, attraverso le Kif Mountains del Marocco, e risente dei profondi studi per le tecniche di missaggio portati avanti negli ultimi tempi dall’artista, che ha messo in piedi uno studio nuovo di zecca, convertendo suoni digitali in analogici e viceversa e chiamando a raccolta alcuni musicisti per le session di registrazione: il percussionista Domenico Candellori, l’artista belga Martha Da’ro, l’arpista Kety Fusco e il bassista Piero Spitilli. Su un profilo più dance: Like Whater è l’EP che segna il ritorno dopo due anni di pausa discografica di DJ Boring, producer australiano di stanza a Londra autore dell’anthem Winona (2016) e colonna portante, assieme a DJ Seinfeld e Ross From Friends, di quel movimento battezzato da critica e blogosfera come lo-fi house.

AurAA è invece l’album in cui Ellen Allien, abbandonati i sentori malinconici detroitiani e la passione per l’immaginario sci-fi degli anni ’80 e ’90 di Alientronic, affonda il colpo con banger tanto trance quanto puramente techno. E rimanendo sempre nell’immaginario meta-berlinese (uscita spostata al 26 giugno), c’è 4 Quarters of Love and Modern Lash di Scott Montieth/Deadbeat e Paul St. Hilaire, quest’ultimo noto ai più come Tikiman nei dischi di Rythm & Sound, ovvero la sigla con cui i Basic Channel esplorarono a fondo le radici dub reggae.

Altre uscite del weekend: la ristampa curata da Drag City di Box of Chocolates (Fearful Symmetry, recensione di Massimo Onza), il synth pop di Kate NV (Room for the Moon), la compilation curata da Light In The Attic Pacific Breeze 2 EP: Japanese City Pop, AOR & Boogie 1983-1986 (recensione di Andrea Murgia).

Precedenti editoriali: 5 giugno, 29 maggio, 22 maggio, 15 maggio, 8 maggio, 1 maggio, 24 aprile, 17 aprile, 10 aprile, 4 aprile, 27 marzo, 20 marzo, 13 marzo, 28 febbraio, 21 febbraio, 14 febbraio, 7 febbraio, 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.

Tracklist