Tra qualche posticipo e alcuni annunci a sorpresa, il weekend pre Anniversario della Liberazione d’Italia si presenta decisamente corposo. C’è innanzitutto Lorenzo Senni alle prese con il suo primo vero e proprio album su Warp. Scacco Matto è il disco con il quale il producer è chiamato a provare il proprio talento confermando da una parte l’estro nel far crescere un micro genere sul quale può tranquillamente esternare una paternità (la nota “trance puntilistica”), dall’altra a dimostrare che questa ricerca è ancora urgente. Abbiamo ancora bisogno di voyeurismi rave? La loro conversione pop o videogame soundtrack rimarrà al pari delle magnifiche astrazioni sintetiche espresse in Quantum Jelly? La risposta la trovate nella recensione di Luigi Lupo.
Il disco a sorpresa della settimana, tra ricerca e sperimentazione, porta il nome dei Subsonica. Mentale strumentale, nono album d’inediti della band, è stato registrato e completato nel corso del 2004 a Casasonica ma vede la luce soltanto ora. Sempre italianissima è la produzione di Fabio Cinti, del cui Al blu mi muovo si è occupato Stefano Solventi. Il disco, otto tracce all’insegna di melodie intense e ariose che rimandano al Battiato tra pop, wave e atmosfera, è ottimo. Ancora dall’Italia e altrettanto valido è il ritorno di Ghemon. Tra Hip Hop, r’n’b, house e canzone italiana, Scritto nelle stelle sembra l’anello di congiunzione tutto contemporaneo tra Neffa, James Blake e Tiziano Ferro. Del disco si è occupato Luca Roncoroni, che ha recensito nel frattempo Gang di Headie One, uno dei golden boy del grime UK, alla stregua di un Dave o un AJ Tracey. In territorio Hip Hop si muovono inoltre, secondo diversi gradienti e libertà espressive, gli album di Ian Chang (batterista dei Son Lux) e Pinty. Il primo con 属 Belonging lavora su ritmi e vulnerabilità, il secondo, attraverso il mixtape Midnight Moods, esplora ambienti notturni tra The Streets, house e jazz anche grazie all’aiuto di DJ JD Sports, moniker di quell’Archy Ivan Marshall meglio conosciuto come King Krule.
Spostandoci su territori più chitarristici tornano quei ragazzacci dei DMA’s (THE GLOW) e Harkin, ovvero la turnista di Courtney Barnett, Sleater-Kinney e Waxahatchee, già fondatrice degli Sky Larkin, che pubblica l’omonimo Harkin. A convincere sono però i RVG di Feral, il cui jangle/power pop a base di chitarre e melodie agrodolci coglie ancora nel segno (recensione di Valerio di Marco), e i Samsa Dilemma di Everyday Struggle, un disco che si ispira all’indie rock dei Pavement come alle melodie degli Sugar, ma con una maturità che rende il tutto personale e contemporaneo (recensione di Massimo Onza). Meno valido invece For Their Love, disco con il quale gli Other Lives si ripresentano sul mercato con quel loro caratteristico misto di euforia e malinconica distanza (recensione di Beatrice Pagni). Sul lato del songwriting del resto il disco da ascoltare questo weekend è quello di BC Camplight. Il suo Shortly After Takeoff alterna atmosfere cinematografico desertiche a delicatezze folk, poesia, teatralità e un tocco arty tra l’analogico e il sintetico che ricorda il miglior John Grant.
Ritornando a bazzicare territori elettronici, tosta è la polacca residente a Glasgow Ewa Justka, che nel suo Upside Down Smile macina hardcore techno e sperimentazione, piazzandosi non troppo lontana dai territori battuti da Lorenzo Senni e dagli EVOL. D’altronde, scrive Alessandro Pogliani, cosa ci si può aspettare da una musicista che nel 2018 ha pubblicato una traccia dal titolo La Monte Young Going Gabber? Più prevedibile, in senso synth pop Eighties, risulta invece Finlay Shakespeare (Solemnities), secondo “oggetto estraneo” in casa Editions Mego dopo l’esordio del 2019 Domestic Economy, e altrettanto scontato pare Room With A View, il disco di Rone nato di pari passo con uno spettacolo teatrale. Più interessante è sicuramente Mycorrhiza, il disco di Andrea Taeggi suonato con un importante arsenale di macchine analogiche e che già dal titolo segnala il mondo naturale di ispirazione: la relazione simbiotica tra i funghi e le radici delle piante, quel wood-wide-web (come recita l’ispirata press release) che ricorda il sistema neurale umano.
Per quanto riguarda il dream pop questo fine settimana il nome da fare è quello dei White Poppy di Paradise Gardens, progetto musicale nato nel 2011 dalla mente della musicista canadese Crystal Dorval.
Altre uscire del WE: JG Thirlwell & Simon Steensland (Oscillospira), Lucinda Williams (Good Souls Better Angels), Angel-Ho (Woman Call, recensito da Giuseppe Zevolli).
Singoli: 1975 (If You’re Too Shy (Let me Know)), Killers (Fire In Bone), Charli XCX (claws), Jónsi (Exhale), Rolling Stones (Living in a Ghost Town), Steve Gunn (Living In Between), James Blake (You’re Too Precious), Field Music (Off & On), Car Seat Headrest (There Must Be More Than Blood), Helado Negro (I Fell In Love), Badly Drawn Boy (I Just Wanna Wish You Happiness), Clever Square (Beautiful Boy), Cosmo Shaldrake (Nightingale Wake Up Calls), Rufus Wainwright (Alone Time) e gli Psychedelic Furs con No-One, ultimo singolo estratto dal ritorno Made Of Rain.
Precedenti editoriali: 17 aprile, 10 aprile, 4 aprile, 27 marzo, 20 marzo, 13 marzo, 28 febbraio, 21 febbraio, 14 febbraio, 7 febbraio, 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.