Weekend discografico. Tra i dischi in streaming Black Keys, Thom Yorke, Peggy Gou, Madlib, 75 Dollar Bill

Si avvicina la metà dell’anno e dunque tra non molto vi proporremo i soliti résumé. Già da ora però potete dar un occhio a ciò che è stato votato finora nella sezione classifiche, oltre a consultare i nostri TOP ALBUM e FILM dell’annata.

Per quanto riguarda questo caldo weekend estivo, le uscite che scottano sono tre, anzi quattro considerando però che Thom Yorke è uscito con un giorno d’anticipo con il suo ANIMA. Da una parte c’è l’atteso ritorno della coppia “che non si odia” come precedentemente si era creduto, e parliamo dei Black Keys e del loro Let’s Rock, che attacca come un livello base qualsiasi di Guitar Hero con un (blues) rock piuttosto in provetta ma naturalmente sotto c’è molto di più fin dalla scelta del titolo che è, in verità, una citazione delle ultime parole di un condannato alla sedia elettrica (da qui l’immagine di copertina). Nelle parole di Fabrizio Zampighi, il disco rappresenta una dichiarazione d’intenti, una prova meno attendista e psichedelica rispetto al precedente Turn Blue e più legata al garage-soul che ha decretato il successo della creatura sonora di Dan Auerbach e Patrick Carney.

Dall’altra, all’opposto se vogliamo, c’è tutta la sporcizia e il devasto, nei beat come nelle rime, della ritrovata coppia formata dal gansta rapper super tecnico Freddie Gibbs e da quel geniaccio di Madlib, che non produrrà più come un vulcano in eruzione come una volta ma sa ancora mordere quando vuole. Il disco si chiama Bandana e nella copertina compare di spalle il pupazzo Quasimoto, alias rappuso dello stesso produttore. In mezzo caliamo quell’asso che è I Was Real, un disco che, in una annata come questa ricca di uscite posizionate per naturale vocazione a cavallo tra i tradizionali, predefiniti confini di genere, non può che fare bella mostra di sé. Per Tony Donghia, che lo ha recensito, per una volta l’hype creatosi attorno a questi che si fanno chiamare 75 Dollar Bill è del tutto giustificata.

Altra uscita che desta una cerca curiosità – e di cui ci dirà Solventi – è quella che riguarda Ginevra Di Marco e Cristina Donà. Primo album collaborativo per loro, che è poi una raccolta di reinterpretazioni dei rispettivi repertori con qualche inedito. Il disco, accompagnato dal relativo tour in partenza proprio il giorno dell’uscita dell’opera, unisce due calligrafie espressive neanche troppo vicine, ma è proprio la vicinanza umana la chiave che permette di azzeccare una sintesi intensa.

Dall’America arrivano tre uscite mediamente interessanti, due di loro accomunate da un taglio radiofonico-melodico. Iniziamo da queste ultime: Domino punta sui Night Moves, che in Can You Really Find Me tornano a far quel radiofonico misto di rock, wave e psichedelia strizzando l’occhio tanto ai Tom Petty quanto agli Springsteen, passando per la California, un sound stra-americano dunque, eppure attraversato da una patina di wave nostalgia stile Tame Impala; ANTI- punta invece su Jade Jackson e sul suo chitarroso e confortevole blues country da bar di provincia. C’è un po’ Lucinda Williams ma soprattutto c’è l’FM USA. Il disco si chiama Wilderness. Per chi infine avesse voglia di slowcore, e di quei ’90 lì, belli catatonici e in distorsione, ci sono i bostoniani Horse Jumper of Love con So Divine.

Molto interessante e altrettanto ostico sembra il progetto Lena Andersson, duo formato dall’artista nipponica residente a berlino Kyoka e dal produttore irlandese Eomac che debutta su Raster-Artistic con Söder Mälarstrand. Altre immersive sperimentazioni sono quelle prodotte dalla coppia Stefano Ghittoni (Dining Rooms, Peter Sellers & the Hollywood Party) e Bruno Dorella (OvO, Bachi Da Pietra, Ronin, Jack Cannon). Il disco si intitola Estatico ed è accreditato a Tiresia.

Altra elettronica: un EP di Mr. Mitch (con due remix di The Bug) dal titolo/brano omonimo provocatorio, Not Modular. Poi c’è Special Request che a stretto giro da Vortex pubblica Bedroom Tapes, e di entrambi ci parlerà presto Nicolò Aprinati. Rod Modell pubblica su Tresor il nuovo album Captagon, e questo senza grosse novità, mentre Peggy Gou è chiamata a dimostrare le sue doti dietro alla console nell’ultima puntata della serie DJ-Kicks. Tra le tracce del mix troviamo Kode 9 e Aphex Twin.

Per il jazz vi segnaliamo il nuovo album della leggenda vivente del jazz sudafricano Abdullah IbrahimThe Balance. Sèguito del precedente The Song Is My Story, che risale al 2014, questo nuovo disco è stato registrato insieme a una delle formazioni storiche del pianista e compositore nato a Cape Town nel 1934, un tempo noto come Dollar Brand, ovvero il settetto Ekaya, che sin dai primi anni Ottanta raccoglie tutte le influenze del cosiddetto Township Jazz praticato da Ibrahim, dalla musica popolare sudafricana al jazz di Duke Ellington

Dimenticavamo: esce una nuova colonna sonora di musiche originali di Stranger Things firmata da Kyle Dixon e Michael Stein e questo ad una settimana dal debutto della terza stagione dell’amata serie Netflix. Dura 1 ora e 22 minuti. Alla faccia.

Precedenti editoriali: 21 giugno, 14 giugno, 7 giugno, 31 maggio, 24 maggio, 17 maggio, 10 maggio, 3 maggio, 26 aprile, 19 aprile, 12 aprile, 5 aprile, 22 marzo, 15 marzo, 8 marzo, 1 marzo, 22 febbraio, 15 febbraio, 8 febbraio, 18 gennaio, 25 gennaio e 1 febbraio.

[Per il jazz, contributi di Davide Ingrosso]

28 Giugno 2019 di Edoardo Bridda
Leggi tutto
Precedente
John Butler Trio a Cesena per #acieloaperto 2019: con SA in palio due biglietti John Butler Trio a Cesena per #acieloaperto 2019: con SA in palio due biglietti
Successivo
Steven Adler dei Guns N’ Roses ricoverato in ospedale dopo essersi accoltellato Steven Adler dei Guns N’ Roses ricoverato in ospedale dopo essersi accoltellato

artista

artista

artista

recensione

album

Altre notizie suggerite