Weekend discografico. Tra i dischi in streaming Bruce Springsteen, Calexico, Iron & Wine, Shellac, Bill Callahan

Questo anno, discograficamente parlando, è iniziato bene, e senza dilungarci qui in riassunti delle puntate precedenti (come abbiamo già fatto) vi rimandiamo agli editoriali passati per una mappa di ascolti e recensioni. Attualmente abbiamo quelli del 7 giugno, 31 maggio, 24 maggio, 17 maggio, 10 maggio, 3 maggio, 26 aprile, 19 aprile, 12 aprile, 5 aprile, 22 marzo, 15 marzo, 8 marzo, 1 marzo, 22 febbraio, 15 febbraio, 8 febbraio, 18 gennaio, 25 gennaio e 1 febbraio.

L’estate inizia ufficialmente il prossimo weekend, ma con i venti caldi di Scipione che imperversano sullo stivale e il Firenze Rocks a incendiare il cuore dell’Italia più rock (vedi i concerti di Tool e Smashing Pumpkins di ieri sera), siamo già nel pieno della “movida”, e attaccare computer e dispositivi vari per consultare le uscite discografiche non è proprio la cosa più naturale al mondo. Eppure questo è forse il weekend più importante da un bel po’ di tempo a questa parte, per qualità, importanza o anche solo per la forza mediatica di cui godono alcune delle pubblicazioni in uscita. Ci sono innanzitutto Bruce Springsteen e Bill Callahan, e scusate se è poco, con Western Stars e Shepherd In A Sheepskin Vest, due dischi speculari se vogliamo, di un’America che sa regalare ancora grandi canzoni arrangiate con l’orchestra o con il più minimale degli impianti chitarra e voce. Di entrambi ci parlerà a breve Stefano Solventi, e sempre sul tema delle parole e delle storie che contano, di realtà che dicono più di mille metafore a proposito dei tempi bui in cui viviamo, ecco che imprescindibile dal Regno Unito arriva un nuovo disco della poetessa, folksinger, rapper (tutto questo, sì) Kate Tempest. Il disco s’intitola The Book Of Traps And Lessons e sulla parola parlata più che cantata punta la sua carta migliore. Ce ne parlerà, a brevissimo, e in toni decisamente positivi, Andrea Macrì.

È un weekend caratterizzato da canzoni importanti, dunque, questo del 14 giugno. Springsteen, sul lato opposto rispetto alla Tempest, ci insegna che le più stereotipiche cartoline spedite dalla più stereotipata America di provincia sanno ancora parlare oltre i confini, le politiche e i simulacri, e questa sembra pure la missione in musica e nella vita della ritrovata accoppiata formata da Calexico e Iron & Wine, alle prese con il primo album lungo in coppia, Years To Burn. Sempre sull’intimità, ma più dalle parti del rock acustico di Elliot Smith, abbiamo invece Perfect Version, altro esordio lungo, questa volta di Julia Shapiro, già chitarrista e vocalist delle Chastity Belt. Ancora alla voce rock c’è l’atteso è il ritorno dei Baroness con Gold & Grey, e direttamente di rimbalzo dalle consuete esibizioni ai Primavera Sound (Barcellona e Porto), ecco gli Shellac che raccolgono le Peel Session di una vita. E per quelli che “il rock è morto, viva il rock” (e balle varie), c’è pure Noel Gallagher alle prese con nuove traiettorie – anche disco music – nell’EP Black Star Dancing.

A Marco Braggion è stato affidato il gravoso compito di stroncare l’ennesimo disco carrozzone di MadonnaMadame X – mentre a Daniele Rigoli è toccato dirci che Burial è tornato con l’ennesimo 12” che nulla aggiunge e nulla toglie a quanto fatto finora in termini di riesumazione 2 step / jungle / rave e bei tempi andati (Claustro / State Forest EP). A proposito di elettronica, i Modeselektor festeggiano i primi dieci anni della loro label con 10 Years Of Monkeytown, mentre Anthony Naples in Fog FM ci propone, come in una trasmissione radiofonica, un flusso di esperienze e influenze: dalla house melodica e soft alla deep con immersioni dub, fino a una techno mai troppo aggressiva (recensione di Luigi Lupo in arrivo). Il weekend ci propone inoltre l’omonimo album di debutto dei Lost Souls Of Saturn, duo già attivo dal 2017 composto da Seth Troxler e Phil Moffa, e il ritorno di Konx-Om-Pax su Planet Mu con Ways Of Seeing, un lavoro che prende le mosse dall’attitudine rave e dalla dark ambient delle precedenti prove per abbracciare un’elettronica più gioiosa, solare e legata alla sua Glasgow. Su un profilo di soul mescolato all’elettronica, genere che in questi anni non è certo mancato, troviamo invece Jordan Rakei con Origin, licenziato da Ninja Tjune, mentre sul lato jazz vi segnaliamo questa settimana l’album del norvegese Mats Eilertsen, contrabbassista, compositore e autore di pregevoli lavori su etichette dov’è ormai di casa, da ECM alla conterranea Hubro. Proprio su Hubro esce, il 14 giugno 2019, Reveries and Revelations, «una specie di album in solo – dichiara il musicista – ma in un’accezione diversa da come normalmente lo intenderei». Last but not least: per la serie Broadcast meets Mac DeMarco abbiamo i Crumb con l’esordio Jinx (recensione di Tommaso Bonaiuti).

Spostata inoltre la data di pubblicazione dei dischi di Rod Modell (Captagon), Two Door Cinema Club (False Alarm) e The Raconteurs (Help Us Stranger, già recensito da Elena Raugei).

[per il jazz, contributo di Davide Ingrosso]

14 Giugno 2019 di Edoardo Bridda
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