Weekend discografico. Tra i dischi in streaming New Order, Ed Sheeran, Floating Points, Uzeda, Blood Orange

Dopo un weekend parco di uscite (ma qualitativamente tutt’altro che trascurabile) come lo scorso (5-7 luglio), da cui recuperiamo senz’altro il folgorante Fongola dei KOKOKO!, l’esordio dei The Soft Cavalry e il bel Simian Angel del sempre prezioso Oren Ambarchi, recensiti rispettivamente da Nicolò Arpinati, Beatrice Pagni e Marco Braggion, questo fine settimana abbiamo una leggera ripresa in termini di mera quantità e ancora buone uscite da non lasciarsi sfuggire.

Variegato il gruppo dei dischi di cui vi andiamo a parlare di seguito, a partire da quelli appartenenti a uno dei trend di questo biennio, che è il ritorno a certi 90s da potabilità radiofonica. Don’t You Think You’ve Had Enough?, terzo album delle Bleached, si muove ancora ad altezza Weezer e Nirvana, e non distante cade il roco vocione di Glitterer di Looking Through the Shades, che proprio nell’emo/indie ecc. bazzicato una ventina d’anni fa da Rivers Cuomo e Co. pesca a piene mani. Decisamente meno accomodanti, ma sempre in ambito 90s, e questa volta lato punk-hc grunge noise, i Metz, che tornano a bruciare. Automat è in verità un album di rarità tra singoli non inclusi in nessun album, B-sides, demo e altro materiale degli anni scorsi fino ad oggi, ma tant’è, è un ottimo modo per saggiare l’anima più ruvida della formazione americana e introdurvi a Quocumque jeceris stabit, il disco che segna il ritorno della band post HC/noise italiana per eccellenza, e parliamo degli  Uzeda. E sempre a proposito dell’indimenticabile decennio in cui il r’n’r tornò nel mainstream, un personaggio minore ma non per questo meno prezioso è David Berman, ex frontman dei Silver Jews, che si ripresenta a nome Purple Mountains con un omonimo esordio che promette un generoso impasto di country rock e scazzo stellestrisce (pensate a dei Violent Femmes più cantautorali, a dei National stradaioli).

Anche l’elettronica regala questo WE ottimi spunti e momenti: con l’astruso titolo ∑(No,12k,Lg,17Mif) diamo il benvenuto all’album dei New Order nato dalla collaborazione dal vivo tra la band, il visual artist Liam Gillick e un ensemble di 12 sintetizzatori. Lo spettacolo è andato in scena nel 2017 al Manchester International Festival, occasione in cui il disco è stato registrato. Il sodalizio tra la band di Bernand Sumner e l’artista britannico è passato, a maggio 2018, anche dalle parti delle OGR di Torino, così come al MOMA di New York e alla Tate Britain.

A 10 anni da glo-fi e dreamwave varia è poi un piacere tornare a sdraiarsi sotto il sole di Tycho. Il suo Weather apre alle voci, una svolta rispetto all’elettronica synth-pop strumentale con cui fino a qui si era espresso (recensione di Marco Braggion). E sempre sotto grilli e ombrelloni, si balla, come si ascolta anche altrettanto bene in cuffia, LesAlpx / Coorabell EP, il nuovo “mediometraggio” di Floating Points che riconfigura l’energia delle sue prime tracce: una techno dosata ed emozionale con effetti ipnotici e synth melodici. Sempre dalle parti di un dancefloor di gran classe condito con sapienza dub c’è Building Bridges, che segna il ritorno alla grande del decano dell’elettronica Move D (quello di Kunststoff per capirci). E per chiudere questo bel campo magnetico c’è la catarsi di Anthology Resource Vol. II: Philosophy of Beyond, seconda antologia di colonne sonore dello storico compositore e collaboratore di David Lynch, Dean Hurley.

Parliamo poi di pop e di due dischi che cascano ai due lati opposti di ciò che intendiamo con quel termine: No.6 Collaborations Project è l’album di collaborazioni che segna il ritorno della popstar britannica più pagata al mondo, e parliamo di Ed Sheeran, mentre Angel’s Pulse rappresenta il mixtape del raffinato autore che si nasconde dietro l’alias di Blood Orange, ovvero Dev Hynes. Sono pubblicazioni che mostrano due tipi di eleganze totalmente differenti (e discutibili), con il primo a correre il forte rischio di rappresentare una sfilata di costosi abiti rubati dall’armadio di tronfi stilisti internazionali, e il secondo a rischiare pure dall’altro lato di aver confezionato un prodotto troppo di maniera. Chiudiamo il cerchio delle pubblicazioni discografiche iniziato idealmente con i KOKOKO!, di cui vi parlavamo all’inizio, con un altro disco di contaminazioni africane: EGOLI, l’album del collettivo Africa Express co-fondato da Damon Albarn, disco a sua volta variegato e ricco di interessanti spunti, oltre che di curiosi ospiti come Gruff Rhys e Nick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs.

Precedenti editoriali: 28 giugno, 21 giugno, 14 giugno, 7 giugno, 31 maggio, 24 maggio, 17 maggio, 10 maggio, 3 maggio, 26 aprile, 19 aprile, 12 aprile, 5 aprile, 22 marzo, 15 marzo, 8 marzo, 1 marzo, 22 febbraio, 15 febbraio, 8 febbraio, 18 gennaio, 25 gennaio e 1 febbraio.

12 Luglio 2019 di Edoardo Bridda
Leggi tutto
Tour di Uzeda Tutto il tour
  • Lug
    19
    2019
    Fermo (FM)
    Piazzale Azzolino
  • Lug
    20
    2019
    Terlizzi (BA)
    MAT Laboratorio Urbano
Precedente
Chicago: arrestato R. Kelly per pedopornografia Chicago: arrestato R. Kelly per pedopornografia
Successivo
Neurosis. Foto e scaletta della prima data italiana al Rock in Roma 2019 Neurosis. Foto e scaletta della prima data italiana al Rock in Roma 2019

artista

artista

artista

recensione

album

Uzeda

Quocumque jeceris stabit

Altre notizie suggerite