La classica settimana di Ferragosto in cui tutto si ferma, è tale solo in Italia. E certo, all’estero non siamo sotto Natale, ma le cose procedono regolarmente. Prendete questo weekend, in cui a uscire sono alcuni pesi massimi dell’indie internazionale, sempre se così possiamo chiamarli. Le Sleater-Kinney sono una band alla ricerca di nuovi stili ed equilibri in The Center Won’t Hold e per queste scelte hanno pagato lo scotto della defezione di Janet Weiss (recensione di Elena Raugei in arrivo), mentre i Ride – intervistati e recensiti da Tommaso Iannini – con This Is Not a Safe Place hanno cercato non soltanto di riprendere un ben noto suono, ma di farlo evolvere assecondando input interni ed esterni. Il weekend segna inoltre il ritorno di due tra le band più prolifiche di questi anni: i King Gizzard & the Lizard Wizard pubblicano il loro album omaggio all’Heavy Metal degli 80s Infest The Rats’ Nest, mentre gli Oh Sees non mancano neppure quest’anno l’appuntamento discografico ed escono con Face Stabber, buttandosi anima e core nel “rock totale” degli anni Settanta.
Hard, ma in senso decisamente elettronico – e novantiano in questo caso – è Blanck Mass, ovvero metà dei Fuck Buttons, che nel quarto album Animated Violence Mild indaga sul «serpente del consumismo, che ora si attorciglia su di noi». Immaginatevi una gotica zona di guerra, tra trance e screamo, in cui i confini tra videogame in prima persona e realtà si mimetizzano fino a scomparire. Altri ritorni del fine settimana sono quelli della formazione indie-folk statunitense Hold Steady, che pubblica Thrashing Thru The Passion a ben 5 anni dalla precedente prova, e di Shura, che con forevher ripropone il suo r’n’b dai rimandi disco e 80s pop, per una missione tutta autobiografica: parlare della relazione a distanza fra la cantante e la sua fidanzata. Sempre di disco-synth pop e anni Ottanta parliamo con i Friendly Fires, che si ripresentano a ben otto anni da Pala, uscito nel 2011, con un disco danzereccio che aggiorna quelle sonorità alla pop house dei Disclosure (che infatti figurano come co-produttori). Sull’ambient di qualità abbiamo invece Loscil, che con Equivalents ha voluto rappresentare alcuni scatti dell’omonima serie fotografica di Alfred Stieglitz, il fotografo famoso per aver scattato, a cavallo tra gli anni ’20 e ’30, almeno 220 “ritratti” di nuvole su cieli dalle tonalità grigio scure.
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