Gli album più venduti nel mondo nel 2014

MONDO 

Come certifica la classifica stilata da Mediatraffic, il 2014 è stato completamente dominato da una soundtrack – quella di Frozen – capace di estendere il proprio regno ben oltre il periodo di distribuzione cinematografica del film, continuando a figurare nelle posizioni più alte delle classifiche, ogni settimana, anche nei mesi successivi. Per la fortunata colonna sonora Disney sono oltre 7 milioni le copie vendute negli ultimi dodici mesi.

L’unico album in grado di poter impensierire Frozen – seppur a distanza, anche per motivi di data di pubblicazione – è stato 1989 di Taylor Swift, oltre 4.6 milioni di copie in appena otto settimane. Qui nessuna grossa sorpresa (la Swift è abituata a certe cifre da quasi un decennio), semmai una rinnovata conferma in un formato sempre più internazionale, meno USA-centrico e fortunatamente sempre più lontano dal fantasma di Carrie Underwood. Sul fronte maschile la seconda metà dell’anno è stata marchiata a fuoco da due nomi inglesi: Ed Sheeran e Sam Smith, con i rispettivi X (3°) e In The Lonely Hour (5°). Ed Sheeran in UK (dove X è stato l’album più venduto dell’anno) sta bissando i clamorosi risultati dell’esordio + ma è altrove che la sua fama sembra essere aumentata rispetto a due-tre anni fa, mentre Sam Smith, con un disco assolutamente risk-free e progettato a puntino per le charts, ha conquistato i mercati anglosassoni con estrema facilità. Tra i due, al quarto posto, ritroviamo i Coldplay di Ghost Stories, che da un lato si posizionano nuovamente sul tetto del mondo, dall’altro lo fanno con cifre e forza mediatica leggermente in calo rispetto a qualche anno fa.

Fuori dalla top5 troviamo il disco omonimo di Beyoncé: il lavoro migliore della diva americana ha venduto altri 2.3 milioni di copie nel 2014 (3.7 in totale), principalmente grazie alla spinta delle prime settimane dell’anno – in scia alle cifre elevatissime registrate a dicembre 2013 – e alla recente reissue. In settima posizione pasteggiano i One Direction di Four, quasi 2 milioni di copie in sole 5 settimane. Altra performance d’alto livello per la band, ma inferiore alle 2,5 milioni di copie totalizzate in appena quattro settimane dal precedente Midnight Memories che troviamo 11° nella classifica del 2014 con altri 1.700.000 esemplari venduti (per un totale di oltre 4.2 milioni di copie). I primi due dischi della boy-band inglese hanno venduto circa 5.5 milioni di copie a testa.

L’autore del singolo più scaricato/ascoltato dell’anno, Pharrell Williams, si deve accontentare dell’ottava piazza con il suo, piuttosto insipido, G I R L (quasi 1.9 milioni); seguono due best-seller dell’autunno 2013: Pure Heroine di Lorde (9°, 1.800.000 copie, 2.900.000 in totale) e Prism di Katy Perry (12°, 1.600.000 copie, 3.400.000 complessive). Tra le due pop star, oltre al precedentemente citato Midnight Memories, si inseriscono i Pink Floyd. Per The Endless River 1.720.000 copie in 7 settimane, circa 200.000 in più rispetto all’altro ritorno in formato “dinosauri del rock”, ovvero un Rock Or Bust degli AC/DC capace di oltre 1.5 milioni di copie in 3 settimane. Il precedente Black Ice (2008) totalizzò oltre 6 milioni di copie, sancendo il definitivo ritorno al successo della band di Angus Young.

Sopra quota 1.5 milioni presenziano anche il non necessario album postumo di Michael Jackson (Xscape) e il longevo Night Visions (2012) degli Imagine Dragons. Alla band pop-rock americana il 2014 ha regalato altre 1.520.000 copie, facendo arrivare il contatore complessivo vicino a quota 4.300.000.

Tra gli album recensiti su queste pagine abbiamo risultati poco incoraggianti da Ultraviolence di Lana Del Rey, circa 1.200.000 copie, appena il doppio di quelle totalizzate durante l’anno da Born To Die, arrivato ad un totale di 4.9 milioni di copie. Cifra similare (1.190.000) per i rinati Arctic Monkeys di AM (oltre 2.2 milioni in totale), ormai affermati anche in USA. Sopra al milione di copie anche My Everything di Ariana Grande, mentre poco sotto la soglia del milione troviamo i Bastille di Bad Blood (quasi 1.8m in totale). Poco più di 900.000 le copie di Sonic Highways dei Foo Fighters che difficilmente arriverà ai 2.3 milioni di copie del buon Wasting Light e ai circa 3 milioni dei tre album degli anni Zero.

Vita corta per High Hopes di Bruce Springsteen, 910.000 copie di cui 3/4 vendute nei primi due mesi e risultati inferiori alle attese per Turn Blue dei Black Keys: 880.000 copie, al momento circa 1/3 rispetto a quelle del predecessore El Camino. Estremamente positivo invece il percorso di If You Wait dei London Grammar, capace di espandere la propria area oltre la patria UK (specialmente in Francia e Australia) e di vendere altre 850.000 copie (1.2m complessivamente). Buono anche il risultato dell’esordiente George Ezra con 820.000 copie (di cui quasi 600.000 in UK) del debutto Wanted On Voyage. L’altro nuovo cantautore della stagione 2013/2014, Hozier, ha totalizzato circa 450.000 copie con il suo omonimo debutto, trovando consensi più in USA che in UK.

Difficili invece da decifrare i risultati di Songs of Innocence, il discusso e discutibile ultimo album degli U2: la mossa di marketing su iTunes ha chiaramente impattato negativamente sulle vendite ma è altrettanto evidente che nei mercati più rilevanti come USA e UK, il disco abbia raccolto pochissimo. Dove è andato piuttosto bene invece? Ovviamente in Italia. Ennesima dimostrazione di un Paese non al passo con i tempi a livello di tecnologia e nuovi metodi di fruizione della musica (nonostante l’aumento dello streaming), appesantito dallo storico vizio che ci fa preferire i big già ampiamente affermati ai newcomers e che ci caratterizza come il Paese in cui relegare vecchi artisti (Cranberries, Skunk Anansie, Lenny Kravitz, ad esempio) o in cui le band acclamate all’estero da anni iniziano a trovare il successo quando è ormai troppo tardi (Editors). Da segnalare altre 940.000 copie del best-seller natalizio di Michael Bublè, arrivato oltre quota 9.3 milioni di copie da ottobre 2011, quando venne pubblicato.

Nelle ultime settimane alcuni Paesi, su tutti gli Stati Uniti, tra non poche polemiche, hanno iniziato a considerare i dati di streaming come vendite album (con le dovute proporzioni ovviamente). Il sistema è ancora tutto da rodare ma questo potrebbe essere l’ultimo anno caratterizzato da un concetto di “vendita di un disco” (fisico o digitale che sia) reale e non “track-centrico”, come potrebbe diventare con l’inclusione estesa dei dati di streaming.

N.B. i riassunti paese per paese disponibili di seguito fanno riferimento all’ultima settimana considerata da Mediatraffic per la year-end 2014, potrebbero quindi non combaciare con quelle che saranno le year-end ufficiali dei singoli Paesi (che in alcuni casi potrebbero considerare anche le vendite della settimana post-natalizia).

USA

Forse qualche giornalista ha voluto ingigantire l’effetto Taylor Swift lanciando l’allarme che nessun album, fino a quel momento, aveva raggiunto il disco di platino (1.000.000 copie in USA), ben conscio del fatto che quasi certamente, 1989 – uscito poco dopo – avrebbe superato quella cifra nella sola prima settimana. Così è stato, ma non si è fermato solamente a quel “record”, dato che il disco di Taylor Swift ha continuato a vendere cifre importanti in tutte le settimane seguenti arrivando ben oltre quota 3 milioni, e rischiando anche di impensierire la colonna sonora di Frozen (lanciata verso quota 4m).

Esclusi i numeri di 1989, per gli USA è stata un’annata obiettivamente magra, con un terzo posto da appena 1.100.000 copie, registrato tra l’altro da un cantante inglese: Sam Smith con il suo In The Lonely Hour. Dietro, l’improbabile cover band a cappella dei Pentatonix con il disco natalizio e l’accoppiata female-pop formata da Beyoncé (850.000 copie, quasi 2.2m complessivi) e Lorde (altre 820.000 copie, oltre 1.500.000 in tutto). Altrove, (poco) meglio Ariana Grande e Iggy Azalea di Lana Del Rey.

Più vicini ai nostri contesti segnaliamo le 350.000 copie di Oxymoron (ScHoolboy Q), 320.000 di Lazaretto (Jack White), 290.000 di Morning Phase (Beck) e 145.000 di This Is All Yours (Alt-J).

UK

2014 all’insegna di un Ed Sheeran che conferma quanto raccolto con l’album + (oltre 1.900.000 di copie in Inghilterra) con il sophomore X (circa 1.500.000 copie). Dietro di lui troviamo Sam Smith con In The Lonely Hour (1.100.000 copie). Distaccati tutti gli altri, iniziando da un altro esordiente, George Ezra, arrivato a sfiorare quota 600.000 con il suo Wanted On Voyage. Sfida per il quarto posto tra i Coldplay di Ghost Stories (525.000 copie, per il momento in flessione rispetto agli 1,5 milioni di copie di Mylo Xyloto e Viva La Vida, e i 2.7-2.8 milioni di copie dei primi tre dischi) e il Paolo Nutini di Caustic Love, sicuramente un successo nonostante le vendite (522.000 copie) siano per ora – anche per colpa della crisi – circa 1/3 di quelle registrate dai primi due album.

Non perdono un colpo gli One Direction di Four (430.000 copie), nonostante prime settimane di vendita inferiori al precedente Midnight Memories (altre 155.000 copie anche quest’anno, 840.000 in totale). I primi due dischi della boy band inglese hanno venduto circa 1 milione di copie a testa in patria. Fenomeno principalmente albionico, Paloma Faith non delude con il suo A Perfect Contradiction (poco meno di 500.000 copie) che è sulla giusta strada per replicare le cifre dei primi due dischi (entrambi sopra le 600.000 copie), mentre Halcyon di Ellie Goulding (360.000, in totale circa 1 milione di copie) ha resistito alle stagioni confermandosi tra gli album più venduti in Inghilterra anche nel 2014. Buone cifre per il ritorno dei Pink Floyd (350.000 copie) e per Olly Murs (330.000 copie), altro fenomeno tutto inglese capace, con i tre dischi precedenti, di cifre simili a quelle degli One Direction in UK. Il ciclone Taylor Swift non ha risparmiato anche il territorio british con 316.000 copie, per il momento meno del predecessori Red (circa 520.000 copie) e Fearless (circa 500.000 copie) ma sulla strada per raggiungerli e superarli.

Parlando di dischi recensiti su queste pagine, abbiamo If You Wait dei London Grammar in grande spolvero (quasi 300.000 copie quest’anno, circa 515.000 in totale) e gli Arctic Monkeys di AM con ottime cifre anche quest’anno, oltre 275.000 copie e 780.000 in totale, ovvero più di Suck It And See e Humbug messi insieme. Resistono in top25 anche i Bastille di Bad Blood (ulteriori 255.000 copie per un totale di oltre 730.000) e l’omonimo album di Beyoncé (223.000, quasi 430.000 complessive). Inferiori al solito i risultati di 48:13 dei Kasabian: le 215.000 copie perdono chiaramente il confronto sia con il predecessore Velociraptor! (oltre 400.000), sia con i primi tre dischi, tutti sopra le 750.000 copie (il debutto era attorno al milione). Per il momento – ma è uscito da poco – inferiori alla media anche i risultati di Sonic Highways dei Foo Fighters (204.000 copie). Il precedente Wasting Light ha venduto circa 400.000 copie mentre In Your Honor e Echoes, Silence, Patience & Grace sono oltre le 700.000. Sempre buone – ma anche in questo caso inferiori alle aspettative – le cifre degli Elbow: l’ultimo Take Off & Landing Of Everything è arrivato a quota 180.000, ma il precedente Build a Rocket Boys! ha venduto più del doppio. Inarrivabile The Seldom Seen Kid del 2008 (oltre 1 milione di copie). Decisamente longeve le chart-run dell’omonimo esordio dei The 1975 con altre 176.000 copie (315.000 in totale) e di Night Visions degli Imagine Dragons (altre 160.000 copie, oltre 380.000 quelle complessive). Ancora bene sia le Haim di Days Are Gone (135.000 copie nel 2014, 245.000 totali), sia i Disclosure di Settle (135.000, 335.000 complessive).

FRANCIA

Quello francese si conferma un mercato poco toccato dalla crisi con cifre anche quest’anno non troppo distanti da quelle inglesi. L’album più venduto del 2014 è lo stesso del 2013 ovvero quel Racine Carrèe di Stromae capace di vendere altre 690.000 e di arrivare vicino a quota 1.850.000 copie, facendo di fatto la storia della discografia francese. Dietro a Stromae abbiamo Mini World di Indila (530.000 copie) e il giovane Kendji Girac (470.000 copie) che almeno ha il merito di farci sentire meno soli negli abissi musicali. Segue uno schieramento di artisti locali, tra i quali citiamo il sempreverde Johnny Hallyday (370.000 anche con questa ultima “fatica”). Buone cifre anche quest’anno per Random Access Memories dei Daft Punk (ulteriori 255.000 copie, 775.000 in tutto) e buon consenso anche per Ghost Stories dei Coldplay (oltre 240.000 copie, ma fuori dalla top10). Mylo Xyloto ha venduto circa 400.000 copie, Viva La Vida circa 500.000. In top20 anche Pharrell Williams (oltre 200.000 copie) e London Grammar (altre 170.000, 245.000 in tutto). Top30 invece per Songs of Innocence degli U2 (quasi 120.000 copie). Cifre non elevate per i tre dominatori anglosassoni: Taylor Swift, Sam Smith e Ed Sheeran. Ancora bene Agnes Obel con Aventine, in top100 con altre 47.000 copie (circa 145.000 in tutto).

ITALIA

Ancora una volta numero uno pronosticabile ancora prima che l’anno iniziasse: Vasco Rossi con il suo Sono Innocente al primo posto (circa 200.000 le copie) suona come uno schiaffo a tutti quelli che vorrebbero – finalmente – un ricambio  generazionale (degno però…). Non da meno il secondo posto dei Pink Floyd (oltre 135.000 copie): per carità, tutt’altro peso specifico ma è comunque un ulteriore segno di immobilità. Chiaramente se le poche novità si chiamano Dear Jack (terzi con oltre 110.000 copie) le speranze vacillano. In questo senso, molti media hanno voluto far passare il 2014 come l’anno dell’esplosione della fantomatica scena indie italiana: i risultati sono più che buoni ma le posizioni altisonanti nelle classifiche settimanali (top 10 per Luci Della Centrale Elettrica, Dente, Zen Circus, Brunori Sas e 11° posto dello Stato Sociale) derivano anche da fenomeni terzi, quali la facilità con la quale oggi si raggiunge la top 10 (escluso novembre e dicembre, a volte bastano 1.000 copie…), la migliore distribuzione nelle grandi catene garantita dalle major e la conseguente maggiore facilità di rilevamento nel campione GFK/FIMI, il quale non tocca parecchi negozi locali e indipendenti, luoghi in cui – concerti esclusi – probabilmente in passato si concentravano le maggiori vendite dei primi dischi dei nomi elencati qui sopra.
Coldplay sempre presenti con le oltre 100.000 copie di Ghost Stories (quasi 200.000 sono quelle di Mylo Xyloto e oltre 300.000 quelle di Viva la Vida e X&Y), così come Ligabue (altre 90.000 copie di Mondoivisione, 330.000 in tutto).

GIAPPONE

Sul fronte internazionale, anche in Giappone (mercato storicamente teen-friendly) domina la colonna sonora di Frozen (circa un milione di copie), seguita a distanza dall’album dello scorso anno degli One Direction – che ritroviamo in top 10 anche con il nuovo Four, 100.000 copie – con altre 215.000 copie (oltre 300.000 in tutto) e da GIRL di Pharrell (oltre 160.000 copie). In top 10, oltre alla Taylor Swift di 1989 (130.000 copie), ci sono ben due album di Ariana Grande: il recente My Everything in 5° posizione (quasi 130.000 copie) e il debutto Yours Truly in 6° posizione (altre 100.000 copie). Un semi-flop nel resto del mondo, The Hunting Party dei Linkin Park riesce a difendersi discretamente in Giappone (oltre 70.000 copie), così come Artpop di Lady Gaga (altre 66.000 copie, 200.000 in totale) e soprattutto l’omonimo album di Avril Lavigne, un disastro su più fronti ma un successo in Sol Levante (più di 60.000 copie nel 2014 per un totale di oltre 180.000 copie). Meno bene i classiconi: U2, Pink Floyd e Bruce Springsteen poco oltre le 20.000 copie, mentre gli outsider sono i Dirty Loops, formazione svedese dedita ad un improbabile prog-aor in formato boyband (25.000 copie dell’omonimo debutto). Circa 22.000 le copie di Morning Phase di Beck e di NEW di Paul McCartney (100.000 in totale, probabilmente il mercato più redditizio per il disco dell’ex-Beatles).

GERMANIA

Non migliore della nostra la situazione in Germania, da anni ormai intrappolata – a parte rare eccezioni, spesso ad altezza dance commerciale – in un blindatissimo bipartitismo: da una parte una fortissima componente mitteleuropea all’insegna dell’easy listening più becero (chiamato anche schlager), dall’altra gli stereotipi dei rockettari vecchia scuola. Anche i risultati del 2014 parlano chiaro: in testa abbiamo Helene Fischer di Farbenspiel (anche lo scorso anno l’album più venduto) con 1.100.000 (!!!) copie ed un totale che si avvicina pericolosamente a quota 2 milioni, e al secondo posto Rock or Bust degli AC/DC (poco meno di 400.000 copie in tre settimane). Benissimo, ovviamente, anche i Pink Floyd con oltre 300.000 copie. Poco dietro i Coldplay con 230.000 copie di Ghost Stories, mentre Ed Sheeran (circa 200.000 copie) in Germania è andato decisamente meglio rispetto agli altri paesi centro-europei.

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— Year-End ufficiali, pubblicate successivamente e comprensive anche della settimana 52, non inclusa nella classifica mediatraffic e nei dati mostrati qui sopra —

AUSTRALIA
La classifica ufficiale pubblicata da ARIA è, come tutti gli anni, piuttosto influenzata dai due grandi mercati anglosassoni (USA e UK) e da nomi locali (alcuni, come sappiamo, di fama internazionale). Abbiamo al primo posto Ed Sheeran (circa 275.000 copie) e al secondo posto Taylor Swift (circa 230.000 copie). Al terzo posto la colonna sonora di Frozen. Immancabili Sam Smith e Coldplay in top 10 con oltre  100.000 copie, mentre ancora benissimo Katy Perry di Prism (altre 110.000 copie che si sommano alle 180.000 del 2013). Interessante la dodicesima posizione di Chet Faker (circa 75.000), appena davanti agli AC/DC e agli One Direction di Four (74.000 copie). Lorde aggiunge altre 72.000 copie alle 100.000 del 2013 con alle spalle i Foo Fighters, (70.000 copie) particolarmente fortunati nella terra dei canguri. Bene anche Arctic Monkeys e London Grammar rispettivamente 20° e 23° con una cifra vicina alle 60.000 copie registrate nel 2014.

29 dicembre 2014
29 dicembre 2014
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