NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 20 luglio, 13 luglio, 6 luglio, 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.
Del math-noise-rock molto emotivo ed empatico o dei ricordi dell’epopea rave balearica sotto forma di techno e house altrettanto emozionali? Non avete che da scegliere o ascoltarveli entrambi, e parliamo di Before The Day Has Gone, ritorno dei Bellini di quella splendida coppia formata da Agostino Tilotta e Giovanna Cacciola che ha riesumato l’omonimo side project “transoceanico” (recensione di Stefano Pifferi), e di Family Portrait, il debutto di Ross From Friends che è un omaggio ai genitori del producer e al loro coinvolgimento nella scena acid tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei Novanta (recensione di Nicolò Arpinati). Metteteci poi che su Sub Pop escono i Deaf Wish – che nel titolo del loro disco usano la parola Lithium e in un pezzo come FFS sembrano i Sonic Youth nei brani cantati dalla Gordon – e metteteci pure due eroi della Generation T(rainspotting) come Underworld e Iggy Pop che sfornano l’EP collaborativo Teatime Dub Encounters (recensione di Elena Raugei), ed ecco che in un modo o nell’altro, con la camicia a scacchi o la bandana gialla con stampato lo smile, i 90s sono ancora tra noi in questo weekend di fine luglio. E lo sono in un modo massiccio: date un ascolto ai remix di Nina Kraviz nel nuovo EP di Special Request Through The Looking Glass e all’inedito presente qui, una roba molto Venetian Snares prima maniera che risponde al nome di Looking Glass.
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Ci piace vedere quest’EP anche come ideale sliding door per tornare a parlarvi di musiche che tastano un po’ più il polso del nostro caro present tense, un piccolo mondo social digitalizzato affatto emozionale e idealista, popolato da asfissianti dark ecologie e populismi dilaganti, patriarcati a prova di #metoo e razzismi e xenofobie di ogni ordine e grado. Un bel quadro di ansia e claustrofobia che oli gumm, l’EP dell’islandese Bjarki sulla label della sopracitata Kraviz, immagina in nippo-astrazioni Visible Cloaks in salsa gabber, ma anche attraverso pezzi più magmatici dalle fini texture.
Magma e texture sono hashtag che tornano comode per parlarvi del lavoro del veneto Chevel. In A Rush And Mercurial EP è un affresco sonoro figlio dell’estetica MAX/MSP, che se da un lato propone mercuriali viste su carni e circuiti, dall’altro le rappresenta attraverso chiaroscuri cromatici, disintegrazioni quartomondiste, loop inceppati e increspati ecc. Altro personaggio che emergendo da questa organica ambient e dalle rovine industriali, s’inserisce di peso in questo contesto è Gaika, che con il suo debutto lungo – Basic Volume – sembra sia una versione intellettuale di Post Malone, sia un producer che è riuscito a trovare una quadra in queste che a detta sua sono «parabole alchemiche per tutti gli immigranti che vagano per la terra alla ricerca di se stessi». Persa la vena più edonistica dei suoi precedenti EP, il producer acquista solidità e impegno politico, aspetto quest’ultimo che appesantisce un po’ i 60 minuti di durata del lavoro senza però affossarlo (recensione di Giuseppe Zevolli in arrivo).
Altro bel disco del weekend, a chiudere idealmente questa selezione, arriva da Erased Tapes, etichetta di cui abbiamo intervistato il boss proprio in questi giorni. Book Of Life è il terzo episodio della trilogia dedicata al vibrafono firmata dal giapponese di stanza a Berlino Masayoshi Fujita e di lui ci parla Daniele Rigoli in sede di recensione. Di seguito la playlist della settimana con il meglio delle uscite formato singolo e con una selezione di brani estratti dai dischi di cui vi abbiamo parlato.