Weekend di uscite discografiche. Ascolta gli album di Ty Segall & White Fence, PIL, The Internet, Liars e altri

E' estate. Ci sono 35 gradi. Le cicale fanno casino come manco nel film Chiamami Col Tuo Nome di Guadagnino e la buona musica non smette di uscire. Vi consigliamo una manciata di validi dischi da ascoltare sotto l'ombrellone accompagnati da una playlist

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 13 luglio, 6 luglio, 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.


È estate. Ci sono 35 gradi. Le cicale fanno casino come manco nel film Chiamami Col Tuo Nome di Guadagnino e la buona musica non smette  di uscire. Ce n’è di perfetta per questa stagione e, in tandem con la copertina che abbiamo abbinato a questo editoriale, non possiamo che consigliarvi per primo il sublime svacco dei The Internet. Hive Mind come Ego Death prima di lui ha il sole dentro e lo esprime in un neo soul dall’anima black, ovvero snocciolando tutte le specialità musicali che la cultura afroamericana ha prodotto dal dopoguerra in avanti. Funk, jazz, fusion, Hip Hop, tutto suonato ed essicato sotto i raggi del sole, sotto gli alberi e tra le spiagge della California, in un elegante relax contrappuntato da luccicanti chitarrine e gommosi giri di basso. Sembra di tornare al ’98, o meglio al periodo in cui soul e r’n’b riconquistavano le classifiche statunitensi e internazionali (Janet Jackson, TLC, Aaliyah ecc.), e va da sé che non è tutto un brodo di giuggiole.

Lo abbiamo già detto per tutto il ritorno dell’acid jazz e per il giro legato a Kamaal Williams: stiamo parlando di Return appunto, non ti ritorni come li ha voluti David Lynch per il suo Twin Peaks. Si attraversano i portali della memoria, si fanno brillare in aria monetine dove autentico e falso sono inevitabili facce di un approccio che si fa lusinga non solo per chi lo pratica ma anche per chi ascolta. Possiamo anche accontentarci così, senz’altro. Ma giusto ricordarci anche chi si spinge oltre.

Come fare a ritornare al passato attraversando carrollianamente lo specchio della sanità mentale? Bussate a casa Ty Segall e White Fence, due che di contemporaneo non hanno nulla, ma proprio nulla. Altro perfetto ascolto estivo il loro Joy, disco che è un tesoriere di stramberie e genialate destinato a durare oltre la bella stagione, anche perché qui parliamo della capacità di rivangare la psichedelia ai due lati dell’Atlantico dai 60s agli 80s, tra continuità e carambole, da Roky Erickson e Syd Barrett alla Scozia con le camicie a fiori dei Primal Scream, alla sabbia del deserto del Paisley Underground. Andata e ritorno in piena libertà, scazzando accordi e perdendo il filo. Che bella prova la loro. L’altra copertina in b/w del fine settimana, dopo quella della coppia di garagisti sopracitati, è quella dei ritrovati Pram, che con Across The Meridian ci consegnano il terzo lavoro da portarci sotto l’ombrellone senza esitazioni. Il disco, sottolinea Gianluca Lambiase, si pone in una terra di mezzo di tutto ciò che ci aspetteremmo da un album della band di Birmingham: il krautrock, la scuola canterburiana, i suoni esotici, il post-rock, le voci angeliche, le soluzioni weird, l’elettronica acid, gli Stereolab e Robert Wyatt, Fellini e Polanski, il jazz da big band e le colonne sonore.

In sede di recensione trovate alcune perplessità sull’album, in questa il bicchiere decidiamo di considerarlo mezzo pieno e, dettoci questo, caliamo l’asso: Black Noise 2084 è il disco di Raffaele Costantino, in arte Khalab, uno dei lavori che più ha riscaldato la nostra estate finora. E lo ha fatto con una nuova narrativa legata all’Africa più nera che sa contemporaneamente essere futurista e ancestrale. Tantissimi lavori sono stati prodotti in questo senso negli ultimi anni, in particolare nel Regno Unito, ma quest’ultimo si distingue per estro e senso di sfida. Mettiamo le mani avanti, rispetto ai The Internet non stiamo parlando di elefanti e cartoline afrobeat seppiate Instragram, ma, come leggerete nella recensione di Murgia, di qualcosa di più avventuroso, «una Babilonia di ubriacanti sinestesie» che difficilmente vi scrollerete di dosso.


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A completare il weekend troviamo due buone colonne sonore, ovvero soundtrack to 1/1 dei Liars e 1922 di Mike Patton, un cofanettone col “cuore tombale” firmato Public Image Ltd. ovvero Public Image Is Rotten (Songs From The Heart), e due lavori in ambito elettronico che un ascolto lo meritano di sicuro: Don’t Mess With Cupid, ‘Cause Cupid Ain’t Stupid (una raccolta apparecchiata da Nina Kraviz fatta di techno, una buona scusa per raccontare il sottobosco e i rave russi – ci troverete anche un Aphex Twin d’annata con l’alias Universal Indicator) e The Shape of RemixXxes to Come, l’Ep di remix dell’ultimo doppio singolo di Lorenzo Senni, intitolato appunto XAllegroX / The Shape of Trance To Come e uscito a settembre del 2017. Remixer in azione: Dj Stingray, Hecker e Tale Of Us. Ancora elettronica: Inkke è tornato con un nuovo fascinoso EP post-grime dagli accenti puntillistici intitolato Lil Plasma, la Gqom Oh! ha buttato fuori un nuovo 12′‘ di Grittif Vigo. E Rod Modell, in arte Deepchord, è uscito con un nuovo acquario techno dub, Immersions. Ultimissime: è uscito un nuovo album degli eroi punk rock californiani Adolescents (Cropduster) e questo a poche settimane di distanza dalla scomparsa del fondatore Steve Noto, ed è stata pubblicata l’attesa ristampa vinilica di Neffa (107 Elementi).

SA potete recuperare anche gli editoriali pubblicati finora con le considerazioni di metà anno di Stefano Pifferi, Diego Ballani, Luca Roncoroni, Tony Donghia, Davide Cantire, Elena Raugei, Tommaso Bonaiuti e Stefano Solventi. Se volete navigare la classifica 2018 con le votazioni in tempo reale, vi rimandiamo alla pagina dedicata.

Tracklist

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