NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.
Poche uscite, nessun nome famoso, pessime scelte per alcune ragioni sociali, eppure anche in questo fine settimana la qualità non è mancata nei nostri ascolti. L’abbiamo scovata innanzitutto nel disco su cui Hyperdub ha maggiormente puntato negli ultimi mesi (l’altro, se ricordate, era Insula di Proc Fiskal): Closer Apart. A produrlo due amici d’infanzia che vivono ai poli opposti del globo: lui (Okzharp), che è nato in Sudafrica ma da sempre vive a Londra, ha fatto parte degli indimenticati LV (quelli di Sebenza), lei (Manthe Ribane), residente a Johannesburg, è modella, designer, performer e cantante. Assieme, più via internet che dal vivo, hanno composto 13 morbide tracce di non immediata classificazione, senz’altro una bella colonna sonora per l’estate a base di afrofuturismo e un cocktail di grime, dub e dance africana, il tutto senza perder di vista certe raffinatezze pop/r’n’b. Un sicuro Top Album da queste parti e le motivazioni le trovate tutte nell’articolo di Nicolò Arpinati. Nicolò ha curato anche la recensione di RP Boo, uno dei prime mover del footwork nonché uno dei suoi rappresentanti più integralisti, almeno, fino a ieri. I’ll Tell You What!, il suo terzo album, è quello in cui il producer dichiaratamente si è aperto al mondo (…e lo ha finalmente visitato in lungo e in largo in veste di dj presso eventi e festival) ed è forse anche il più interessante per chi dal genere chicagoano pretende ibridazione e innovazione, più che filologia e tunnel autoreferenziali.
Rimanendo ancora un attimo sull’elettronica questo fine settimana segna il ritorno di Walton su Tectonic (con Black Lotus) e, dopo alcuni anni, di Wen, il producer per il quale Blackdown della Keysound ha messo la mano nella bocca del fauno più volte. Il suo secondo album EPHEM:ERA è stato presentato come una “pausa temporanea” da una contemporaneità dominata dalle cicliche distrazioni di internet che, tradotto in musica, significa tracce precise e basso-centriche, ispirate – e sono le sue parole – dalle geometrie del design di Carlo Scarpa, dai viaggi notturni in auto e soprattutto dal paradigmatico weightless sound di Mumdance e Logos. Rispetto a Signals non sembrerebbe neppure lo stesso producer, se non fosse per la millimetrica precisione degli incastri, di come i ritmi si stagliano sugli effetti, l’uso dello spazio e la pressione sui bassi. Se amate gente come Actress e Zomby, è l’ascolto che non dovete farvi mancare questo mese.
Rimanendo sulle musiche che osano: Stefano Pifferi questa settimana ci parla della bella prova degli ZU93, che altri non sono che gli Zu e Mr. Current 93 David Tibet. Mirror Emperor è il frutto di un’unione che non ti aspetti (ma che invece era nell’aria da troppo tempo), un lavoro che è sì la summa delle parti, ma anche molto, molto altro. Folk positivamente apocalittico stretto tra sonorità ancestrali e declamare ieratico. Consigliatissimo.
Se ci seguite anche sui social, vi ricordiamo che, in seguito al nuovo algoritmo adottato da Facebook per regolare il newsfeed e tornare a ricevere regolarmente i post di Sentireascoltare non dovete far altro che sistemare le impostazioni che trovate nel menù a tendina della nostra pagina FB alla voce “pagina seguita”. Inoltre siamo anche su Flipboard con diversi contenuti divisi per tipo: cinema, notizie e così via.
Sull’ambient il disco da inserire assolutamente nelle vostre playlist notturne è Elusive Balance di Ozmotic: 7 tracce (gotico)ambientali sporcate di glitch e jazz, che esplorano le relazioni tra l’uomo e la natura. Primo disco di italiani a comparire nel catalogo della Touch. Un ideale ascolto per chi ha amato gli ultimi lavori targati GAS e più indietro la discografia dei Popol Vuh, in particolare quella legata alle colonne sonore di Herzog (recensione di Elena Raugei).
Anche sul fronte indie pop e rock abbiamo due debutti che si presentano bene: Jellies è l’album del duo 77:78 (che pessimo nome…) composto da Aaron Fletcher e Tim Parkin dei Bees, una raccolta estiva che si riaggancia prepotentemente a certi esotismi 50s/60s, in particolare quelli innescati dalle orchestrine dell’epoca, il tutto giostrato su melodie un poco alla Beta Band. Di tutt’altra pasta son fatti i RVG, ovvero la cantante e chitarrista Romy e i musicisti Reuben, Angus e Marc. A Quality Of Mercy suona davvero bene, e non è altro che l’ultimo tassello di una lunga saga rock iniziata con i Velvet Underground. Valerio di Marco ci dirà a breve con che autorevolezza la band si collochi all’interno di questo immaginario.
Last but not least: è uscita la ristampa deluxe di Silver Eye dei Goldfrapp (quella con la nuova versione di Ocean con ospite Dave Gahan). Il giro delle uscite termina qui. Nel frattempo però, complice l’arsura discografica, abbiamo attivato una tavola di riflessioni per quanto riguarda questi primi sei mesi dell’anno. Su SA trovate già gli editoriali e le liste consigliate di Elena Raugei, Tommaso Bonaiuti, Stefano Solventi e Davide Cantire, mentre nella sezione classifica 2018 trovate tutto il votato finora dalla redazione e dallo staff, che come sapete è in continua evoluzione. Di seguito uno scatto della TOP redazionale.
- Sons of Kemet – Your Queen Is A Reptile
- Oneida – Romance
- Father Murphy – Rising. A Requiem For Father Murphy
- Sophie – OIL OF EVERY PEARL’s UN-INSIDES
- Richard Youngs – Belief
- Saba – Care For Me
- Jon Hassell – Listening To Pictures…
- Nine Inch Nails – Bad Witch
- Beach House – 7
- Maisie – Maledette rockstar
- Pusha T – DAYTONA
- Grouper – Grid of Points
- A Hawk And A Hacksaw – Forest Bathing
- Imarhan – Temet
- Damien Jurado – The Horizon Just Laughed
- Anthroprophh – Omegaville
- The Messthetics – The Messthetics
- Machweo – Primitive Music
- Sleep – The Sciences
- Goat Girl – Goat Girl