Primo weekend di settembre e si inizia a pieno regime con una scaletta fittissima di pubblicazioni: Iggy Pop ritorna in splendida forma con Free, una bella dimostrazione di libertà espressiva, duttilità e intensità da parte di un artista troppo spesso alle prese coi fantasmi del proprio mito. Il disco si muove tra atmosfere ambient-wave, fatamorgane jazz, urgenza rock e spoken word, scrive Stefano Solventi in sede di recensione, come dire che l’Iguana cambia pelle senza smettere di essere se stesso. Altro disco atteso questo mese è Lost Girls di Natasha Khan / Bat For Lashes, un lavoro che è nato come un vampire movie ambientato in quella che è ora la città d’adozione della musicista di origini britannico-pachistane, Los Angeles, ma che è anche una dichiarazione d’amore per la cinematografia (Goonies, ET, Karate Kid) e il pop (Cindy Lauper, Peter Gabriel, Cure, Robert Palmer) degli anni ’80. Più in profondità, e nelle parole della stessa Khan, «la metafora della storia è che per vivere e amare nel mondo ordinario, ognuno di noi deve tornare a immergersi nel suo inconscio e riconnettersi agli elementi della sua psiche che potrebbe aver abbandonato o lasciato in disparte».
Altro personaggio che va per metafore fantastiche e che attendevamo alle prese con un album d’inediti è Adam Green. Engine of Paradise, pubblicato dall’etichetta dei Danger Mouse 30th Century records – e aperto dai brani Freeze My Love e Cheating On A Stranger – è l’ennesima testimonianza del suo romantico, irresistibile, scazzo. Tornano a farsi vivi anche i tuareg Tinariwen con un disco – Amadjar – a cui hanno partecipato anche Warren Ellis dei Bad Seeds, Micah Nelson (il figlio di Willie Nelson, storico chitarrista di Neil Young), Stephen O’Malley dei Sunn O))), Cass McCombs e Rodolphe Burger. Di loro parla in termini positivi Fernando Rennis, che ha anche curato la recensione di un altra band attesa questo weekend, i Lower Dens, che al contrario, nel loro essenziale dream/wave/pop The Competition, non riescono a centrare completamente il bersaglio. Ci aspettiamo grandi cose invece da due dischi che escono questo weekend in area house: Kindness torna dopo tanti anni con Something Like A War, Octo Octa esce con Resonant Body, un terzo lavoro che è un dichiarato omaggio all’epopea rave dei primissimi anni ’90.
Per quanto riguarda l’indie, Greta Kline e i suoi Frankie Cosmos – Close It Quietly – e Death Cab For Cutie – The Blue EP – tornano con le rispettive prove riconfermando invece quanto detto in quelle precedenti. Dall’Italia segnaliamo Ascendente, il nuovo disco de La Metralli, un lavoro di canzoni fatte con onestà e classe, prodotte come se fossero elettroniche ma suonate con strumenti acustici. Nessun synth o campionamento dunque, ma un bell’ibrido sonoro. Folk, anni settanta, psichedelia delicata e spruzzate jazzy sono invece gli ingredienti che rendono importante la nuova prova di Sandro Perri. Soft Landing è un disco che lo conferma autore personalissimo e capace, scrive Marco Boscolo in sede di recensione. E a proposito di psichedelia e classe: Robyn Hitchcock e Andy Partridge (XTC) pubblicano Planet England, un EP collaborativo (non presente su Spotify al momento in cui vi scriviamo) che i due grandi della canzone d’autore britannica conservavano nel cassetto fin dal 2006 ma che solo di recente sono riusciti a completare e a dare alle stampe.
Il WE segna inoltre la ristampa del primo album degli Arab Strap (The Week Never Starts Round Here) e dell’uscita di un disco prezioso per i fan di Miles Davis: Rubberband è un vero e proprio lost album, undici brani registrati nel 1985 e poi messi da parte in favore di Tutu, pubblicato l’anno successivo. Altra preziosa operazione di recupero, di cui scrive Niccolò Arpinati in sede di recensione è Brüsseler Platz, una raccolta miscellanea dagli archivi analogici su nastro di Dominik Von Senger, chitarrista nei gruppi kraut Dunkelziffer e Phantom Band. Tra i featuring del disco anche il percussionista del Ghana Reebop Kwaku Baah e Jaki Liebezeit dei Can: personaggi chiave della musica underground di Colonia alla fine degli anni Settanta (purtroppo anche questo titolo non è presente su Spotify al momento in cui vi scriviamo).
Altre uscite: Om Unit Presents: Cosmology – Dark Matter, Bochum Welt (Seafire), Daymé Arocena (Sonocardiogram), Barns Courtney (404), The Brand New Heavies (TBNH), The Messthetics (Anthropocosmic Nest) e Dominik Eulberg (Mannigfaltig).
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