Weekend discografico. In ascolto Niccolò Fabi, Lightning Bolt, Starcrawler, Kim Gordon, Mecna & Sick Luke, Linea 77 e altri

5 TOP Album e una buona manciata di nuove uscite tutte da leggere e ascoltare

Inondato dalla buona musica a 360° questo weekend, che si apre con ben 5 album marchiati TOP, detto in parole povere: straconsigliati. Il primo di questi è quello di Cesare Basile che ci dà la perfetta stura per parlare di canzoni d’autore con la A maiuscola. Per Stefano Solventi il suo undicesimo album solista, con testi in siciliano e titolo Cummeddia, ambisce a diventare il disco dell’anno. Ci riesce portando un passo avanti la definizione di un sound mai tanto profondo e incisivo. E ci riesce utilizzando una lingua e un linguaggio forse inevitabile, o, se preferiamo, armata.

La gentilezza sembra invece lo strumento prediletto da Niccolò Fabi e Nicolò Carnesi con, rispettivamente, Tradizione e tradimento e Ho bisogno di dirti domani, due prove caratterizzate da un’ottima fattura sia a livello testuale che arrangiativo. Con il primo, meno immediato e più elettronico rispetto alla precedente prova, a tornare spesso sul topos dell’estraneità. E di conseguenza al tema dell’incontro di stati d’animo procedendo per immersioni nelle zone scure della propria identità (recensione di Antonio Lamorte in arrivo); il secondo, a regalaci dieci tracce legate al concetto di tempo, la cui visione stilistica, compositiva e testuale conferma quel talento poliedrico e sottovalutato di un nostalgico vero, nell’amore folle che oscilla tra Sorrenti e Battisti, e una nouvelle vague tutta siciliana (recensione di Beatrice Pagni in arrivo).

Un cantautorato che scivola in quel mezzo spoken mezzo storytelling che ben conosciamo è invece quel che ascoltiamo nella nuova e autoprodotta prova di Mark Kozelek qui con Petra Haden e amici al seguito come Steve Shelley dei Sonic Youth, l’attore Kevin Corrigan e tale Ben Boye. Il disco s’intitola Joey Always Smiled e al netto di una certa autoreferenzialità contiene una cover paracula di The Power of Love. Sì, esattamente, il pezzo di Ritorno al futuro.

Tornando a chi conta sul formato canzone parliamo di Richard Dawson. Il suo 2020 – secondo TOP album dell’infornata del WE – è un tour antropologico e sociologico della provincia inglese oggi, un disco di pop sghembo carico di una meravigliosa ironia amara, scrive su queste pagine Marco Boscolo. Rimanendo invece sullo storytelling di cui sopra c’è la coppia che s’aveva da fare ovvero quella formata da Mecna e dal produttore (della Dark Polo Gang e altri) Sick Luke. Neverland è il loro esordio collaborativo ma col ranch di Jacko non c’entra nulla.

A proposito di titoli pescati così a istinto, questo fine settimana c’è il potente debutto di Kim Gordon. No Home Record – altro top album recensito su queste pagine – funziona alla grande perché esce dalle casse con la naturalezza di una produzione giovane e contemporanea, ma nello stesso tempo suona come dovrebbe suonare un disco di una cazzuta signora no wave della prima ora. Se parli della Gordon non puoi che pensare a impro e noise, e questa settimana su queste coordinate esce Sonic Citadel, il disco di quei pazzi scatenati dei Lightning Bolt, il terzo dei TOP ALBUM di cui si accennava all’inizio. Nell’album, scrive Stefano Pifferi, avviene come qualcosa come la “riduzione dell’impro-noise a canoni rock”, ma ad occhio, visto che stiamo parlando della coppia più fulminata al mondo, tutto è eccessivo, testosteronico, ironico, sbeffeggiante. E la cosa non ci dispiace affatto.

Sempre parlando di noise e paraggi, altro disco magnificato da queste parti è quello degli Zu. Terminalia Amazonia vede il rientro in formazione di Jacopo Battaglia ma accantona il jazz-core avant & noise della formazione italiana riprendendo il percorso affidato a Jhator, ovvero lunghe distese etno-psych per soli synth (recensione sempre di Pifferi). Dalla finestra dei “canoni rock” di cui sopra entra anche Shiny New Model dei Bodega: la band inquadra il post punk in un Ep che brilla di luce propria a tal punto da offuscare l’esordio (recensione di Fernando Rennis). Non va altrettanto bene, invece, per Devour You, seconda prova degli Starcrawler: a Elena Raugei l’omonimo esordio dello scorso anno era sembrato derivativo e imberbe, ma a suo modo incendiario e promettente, questo invece suona più come una recita scolastica che come l’album della “perdita dell’innocenza”.

Ritornando sulle canzoni che contano c’è da parlare del buon disco dei Big Thief, che stavolta si presentano più rock che folk. Two Hands è una prova altamente godibile, l’ennesima, scrive Carmine Vitale, come del resto, ma in ambito psych, potremmo dire di quella degli Allah-las. Il loro LAHS è un lavoro più rilassato e aperto dei suoi precedessori che in alcuni momenti rievoca l’ultimo film di Tarantino: una California persa nel tempo (recensione di Macrì in arrivo).

Passando all’elettronica accogliamo con entusiasmo Transmission Suite, il disco che segna il ritorno degli 808 State, ovvero la formazione che ha inciso un classico della second summer of love e della balearic tutta come Pacific State (incrocio tra techno e nu jazz), ovvero il progetto autore di uno dei dischi preferiti da Aphex Twin (New Build) e di anthem rave della prima ora come Cubik o di commistioni di quelli con il pop islandese (Bjork in Qmart) e il soul bianco britannico (Bernard Sumner in Spanish Heart). La nuova prova è un’immersione nell’acid e nei breakbeat. Ottima elettronica. È proprio il caso di festeggiare.

Altro disco elettronico degno di nota è quello di Lindstrøm, qui alle prese con i modulari. On a Clear Day I Can See You Forever è stato commissionato dal museo di Oslo (recensione di Luigi Lupo). E poi gli Emptyset, che in Blossoms sulla falsariga degli ultimi Autechre si concentrano su sound production e machine learning per creare mondi dove l’uomo è un oggetto tra gli (iper)oggetti.

Altri dischi usciti nel WE: Blood Orange (Fields), Blue Hawaii (Open Reduction Internal Fixation), Giunto di Cardano (Caos), BABYMETAL (METAL GALAXY), Nico Sambo (Cose lette e non lette) e non ultimi i Linea 77 di Server Sirena, un disco crossover 90s in piena regola anticipato da uno dei clip più spassosi e meticolosamente costruiti dell’anno. Parliamo di AK77 con il feat. Salmo, che nel video veste i panni del sergente Hartman di Full Metal Jacket.

Precedenti editoriali: 4 ottobre, 27 settembre, 20 settembre, 13 settembre, 6 settembre, 30 agosto, 23 agosto, 16 agosto, 9 agosto, 2 agosto, 26 luglio, 19 luglio, 12 luglio, 28 giugno, 21 giugno, 14 giugno, 7 giugno, 31 maggio, 24 maggio, 17 maggio, 10 maggio, 3 maggio, 26 aprile, 19 aprile, 12 aprile, 5 aprile, 22 marzo, 15 marzo, 8 marzo, 1 marzo, 22 febbraio, 15 febbraio, 8 febbraio, 18 gennaio, 25 gennaio e 1 febbraio.

Tracklist