Weekend discografico. In ascolto Pumarosa, Bonnie “Prince” Billy, Tindersticks, DJ Shadow e altri

Il WE segna il ritorno di Bonnie “Prince” Billy e Tindersticks (che possiamo considerare dei classici della canzone contemporanea), entrambi validi i loro lavori come pure quelli di Ryuichi Sakamoto e Alva Noto, Michele Bitossi e Ziúr. Ma non è certo finita qui, oggi escono anche Pumarosa, Management, Tei Shi e tanti altri dischi

Con l’avvicinarsi di dicembre calano le uscite discografiche per far posto alle classifiche di fine anno che quest’anno coincideranno anche con quelle del decennio. La nuova musica di cui parlare non manca comunque: validi innanzitutto gli album di due grandi classici della canzone dell’ultimo ventennio, ovvero Bonnie “Prince” Billy e Tindersticks. Per il primo, I Made A Place rappresenta l’atteso lavoro d’inediti a otto anni di distanza dal precedente, la dimostrazione che il Nostro – scrive Marco Boscolo – non ha perso il tocco. E lo stesso potremmo dire di No Treasure but Hope, lavoro con il quale Stuart A Staples e soci continuano lungo l’assodato solco confidenziale e cinematografico inaugurato nei primi tre, archetipici, lavori. Lo fanno con ineguagliato pahtos, mettendo al centro i testi, proprio come potremmo dire dell’ultimo Nick Cave, scrive Padalino (recensione in arrivo), il cui approccio risulta tuttavia ancor più radicale in questo senso.

Il we segna anche il ritorno di DJ Shadow, uno dalle alterne fortune dopo l’intoccabile Endtroducing. Doppio album il suo Our Pathetic Age con la prima metà composta da strumentali e la seconda comprendente numerose collaborazioni con artisti internazionali tra cui Nas, Run the Jewels, De La Soul, Samuel T Herring (Future Islands), Wiki, Paul Banks (Interpol), Inspectah Deck, Ghostface Killah e Raekwon del Wu-Tang Clan.

Interessante ma non privo di difetti il ritorno dei Pumarosa, gente fuori dal tempo, scrive Rennis in sede di recensione, che in passato bazzicava sperimentalismi altezza Radiohead e un sound rétro di marca ’70 e ora – in Devastationmette avanti gli orologi mescolando ritmi sciamani a buone dosi di drum ‘n’ bass e urban. E sempre di Rennis la recensione del debutto di Helen Ganya Brown sotto l’alias di Dog In The Snow il cui Vanishing Lands, muovendosi tra dream-pop, art-rock ed elettronica, regala momenti interessanti ma anche vette potenti ed ipnotiche. Sempre indie e paraggi: i TOY prendono fiato con un disco di cover Songs of Consumption con risultati buoni ma non buonissimi (recensione di Matteo Tonolli).

Sul lato elettronico, passando per l’r’n’b della protetta di Dev Hynes / Blood Orange Tei Shi (La Linda) ci ritroviamo immersi in panoramiche HD a 360° e luccicanti beat nel secondo album di Ziúr (ATØ) e nell’EP – Exhaustdell’annunciata trilogia Flush Real Pharynx di Lee Gamble, al solito abile sound designer. Sospesa tra ambient e un approccio più frontalmente dancefloor è invece Shanti Celeste con l’interessante Tangerine, mentre più sintetico e funktronico (pensate a Juan Atkins) risulta l’approccio di Space Dimension Controller che torna dopo svariati anni dall’ultima prova lunga con Love Beyond The Intersect.

Ambient e droni dominano nel gradito ritorno di Benoît PioulardSylva (che è anche un libro di fotografie scattate con una Polaroid SX70 durante due anni di viaggi nel sud-ovest americano) – e da queste parti da segnalare c’è pure, TWO, il live album dell’affermata coppia artistica formata da Ryuichi Sakamoto e Alva Noto.

Dalle nostre parti ritroviamo la raccolta omaggio a Guccini da parte di big della canzone italiana come Manuel Agnelli, Malika Ayane, Samuele Bersani, Brunori Sas, Luca Carboni (e altri ancora), ma anche Michele Bitossi che accantona il moniker Mezzala e si presenta con il primo disco a suo nome. Il cambio è sensato, dal momento che A Noi Due è l’album più personale del musicista. Wave, rock, pop, si intrecciano in un disco musicalmente articolato e rappresentativo di un momento autobiografico preciso, scrive Fabrizio Zampighi in sede di recensione (in arrivo). Più rotonde e pop risultano invece le sempre nostrane proposte di Nostromo (Minuetto) e Management (Sumo, recensito da Marco Braggion).

Last but not least, sul jazz segnaliamo Tramas, il nuovo album del pianista e compositore Francesco Venerucci che vede il feat. del noto sassofonista Dave Liebman. E per quanto riguarda i boxset c’è WXAXRXP Sessions, una corposa raccolta vinilica contenente 10 radio session organizzate negli ultimi 30 anni dalla prestigiosa etichetta britannica.

Altre uscite: Iowa Dream, raccolta di demo di Arthur Russell; Repression’s Blossom, l’album di debutto di Aaron Turner, fondatore di SUMAC e Isis; Novemberism, disco d’esordio del britannico Oliver Spalding tra falsetti e autotune; Sahiri, il quinto album della celebre cantautrice Saharawi cresciuta in un campo profughi in Algeria; Hébephrénie, il disco minimal wave del duo francese Lovataraxx.

Precedenti editoriali: 15 novembre, 1 novembre, 25 ottobre, 18 ottobre, 11 ottobre, 4 ottobre, 27 settembre, 20 settembre, 13 settembre, 6 settembre, 30 agosto, 23 agosto, 16 agosto, 9 agosto, 2 agosto, 26 luglio, 19 luglio, 12 luglio, 28 giugno, 21 giugno, 14 giugno, 7 giugno, 31 maggio, 24 maggio, 17 maggio, 10 maggio, 3 maggio, 26 aprile, 19 aprile, 12 aprile, 5 aprile, 22 marzo, 15 marzo, 8 marzo, 1 marzo, 22 febbraio, 15 febbraio, 8 febbraio, 18 gennaio, 25 gennaio e 1 febbraio.

Tracklist