NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 19 ottobre, 12 ottobre, 5 ottobre, 28 settembre, 21 settembre, 14 settembre, 7 settembre, 31 agosto, 27 luglio, 20 luglio, 13 luglio, 6 luglio, 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.
Come al solito l’ultimo weekend del mese si traduce in maggiori uscite, un sacco di stimoli diversi e, in pratica, in un gran caos d’ascolti che rischia di mortificare le proposte qualitativamente più significative, in particolare quelle che richiedono tempi e modi lunghi per venir apprezzate. Proviamo a mettere un po’ di ordine consigliandovi innanzitutto una manciata di proposte tutte al femminile, animate a diverso titolo da una ricerca viscerale, viva e curiosa. Tentiamo poi di ordinarle sotto una trasversale chiave di lettura che tiri in ballo il trascendente, il fantasmatico e il magico. E questo perché c’è da parlare di Suspiria, ma andiamo con ordine…
C’è l’attesa Julia Holter che torna con un album assolutamente coraggioso di cui ci dice Marco Boscolo. Aviary è un po’ una summa artistica, un lavoro dal sicuro fascino, non di presa immediata. Ci troviamo la passione della songwriter californiana per il medioevo, la composizione classica, il droning, il pop più arty, l’ambient. Poi c’è il ritorno a ben sei anni di distanza di Anja Plaschg in arte Soap&Skin. Si intitola enigmaticamente From Gas to Solid / You Are My Friend e Elena Raugei, che lo ha spottato senza indugio, ne parla in sede di recensione come di un irrinunciabile, neo-classico, “giro di vite”, un disco di lunare solarità da parte di un’artista che ha smesso i panni total back, le cui canzoni migliori sembrano abitate da spettri lattiginosi. Fantasmi e altre creature soprannaturali sembrano del resto ispirare e animare le composizioni chamber-minimal-gotiche di Entanglement, album di Jessica Moss, violinista degli A Silver Mt. Zion. E quando questi ingredienti assumono una forza messianica, ecco che Throne di Heather Leigh è un album che arriva dritto al cuore, come un paletto contenente il DNA di Kate Bush e Coil.
Antidoto perfetto per le potenti emozioni mosse dalla sua proposta è The Deep End, l’acquatico debutto di Mary Sutton in arte Saloli, da ascoltare di filata proprio. È un disco il suo animato da una bellezza calda e serena, con titoli che sembrano inviti al sonno o al sogno, afferma Beatrice Pagni in una recensione che ne coglie appieno la bontà. Anche Laura Gibson, dialoga tra presenze e assenze nella nuova prova Goners, disco più classicamente folk rispetto a quelli di Holter e Plaschg eppure animato da una scrittura altrettanto urgente e da modi pre-war che i fan di Emiliana Torrini e Co. conoscono bene.
Spostandoci su territori differenti, accomunati però da una matura cifra stilistica tutta al femminile, segnaliamo doverosamente le proposte di Georgia Anne Muldrow e Robyn. Della prima c’è da dire che è una draga dell’r’n’b e che il suo Overload, prodotto da Flying Lotus, Aloe Blacc e Dudley Perkins, è uno di quei dischi fatti col cuore ma anche con la testa, «un modo di meditare e comunicare», dice lei. Della seconda, di cui si parlerà senz’altro molto di più e molto più a lungo, c’è da sottolineare quanto il suo Honey sia il perfetto mix di synth pop, dancefloor e 80s. Per chiudere il cerchio sul revival 90s segnaliamo l’EP del dream pop duo statunitense Azure Ray (Waves) e l’album degli IAN SWEET, che si avvalgono della voce di Jilian Medford. Crush Crusher sembra un tuffo negli anni d’oro dello shoegaze e dell’indie da cameretta in piena regola.
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Parlavamo di spettri, presenze e creature innominabili prima, e dunque quale miglior disco per chiudere idealmente questo ciclo di ascolti del Suspiria di Thom Yorke. Secondo Davide Cantire è la riprova di un compositore in egual misura spiazzante e coerente con quanto realizzato in solitaria finora (gli echi a Tomorrow’s Modern Boxes non mancano). Certamente a un livello inferiore rispetto al collega sopraffino Jonny Greenwood (che nel campo è già un sicuro maestro del proprio talento), ma dotato indubbiamente di un carattere solido e riconoscibile.
Dal presagio all’apocalisse il passo non è poi così lungo. E a dircelo è Micah P. Hinson, che con i suoi musicisti dell’apocalisse torna su un ottimo livello di forma e ispirazione con When I Shoot At You With Arrows, I Will Shoot To Destroy You. Nella positiva recensione del disco, Carmine Vitale ci fornisce inoltre una definizione alternativa di apocalisse, ovvero «un disvelamento che si tramuta in disarmante rivelazione», che pare un po’ la perfetta chiosa per ognuno degli ultimi dischi di Current 93, compreso The Light Is Leaving Us All.
Spostandoci su altri lidi, e abbandonando i temi più mesmerici, questo weekend escono dischi dalle più disparate latitudini temporali e di genere. Dopo anni di tira e molla esce Life, il ritorno di Boy George con il Culture Club. Giusto perché senza un disco al mese non può star tranquillo, Ty Segall se ne esce con la raccolta di 70s cover Fudge Sandwich (recensione di Tommaso Bonaiuti). E pure David Crosby ha trovato un’inedita e prolifica vena dopo l’incontro con la Lighthouse Band: Here If You Listen è il suo quarto album solista da un lustro a questa parte. Per non parlare della Unknown Mortal Orchestra, che propone 7 tracce interamente strumentali registrate in Vietnam con una musicista locale che ha suonato strumenti del posto. Insomma questo IC-01 Hanoi suona come una prova totalmente opposta rispetto a Sex & Food.
Sul versante dell’elettronica, il britannico Passion è un doppio LP dei Demdike Stare concepito durante le session dell’album Wonderland (2016); Mr. Mitch ci propone un variegato EP intitolato Primary Progressive, Crooked Man torna con Crooked House, Indian Wells con Phase Transition EP, Pangaea propone Cuba Vox/You Know What’s Up EP e, non ultima, R & S Records ci guida alla scoperta delle prime produzioni di Eric Estornel (pre Maceo Plex) con l’alias electro Mariel Ito (recensione di Nicolò Aprinati).
Per l’Italia escono – ehm – i Måneskin (Il ballo della vita) ma anche Francesco Di Bella (ex 24 Grana). ‘O Diavolo rappresenta la seconda tappa di un percorso solista, un album che dietro un approccio e leggero e disincantato nasconde un ulteriore passo in avanti per quel cantautorato profondo e stratificato che sta dando una seconda giovinezza artistica all’ex 24Grana (recensione di Gianluca Lambiase in arrivo).
E visto che ci avviciniamo al natale William Shatner, ovvero il Capitano Kirk di Star Trek, ci propone una manciata di standard natalizi in duetto con una ridda di star, come Iggy Pop e Henry Rollins. Tutto molto ironico. Titolo? Shatner Claus.