Weekend discografico. In streaming gli album di Chic, Tim Hecker, Marissa Nadler, Jlin, Lil Wayne e altri

Una valanga di uscite. Un poker d'assi tra cui Tim Hecker e gli Chic. E poi questo weekend ci giochiamo anche la matta

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 21 settembre, 14 settembre, 7 settembre, 31 agosto, 27 luglio, 20 luglio, 13 luglio, 6 luglio, 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.

Il settembre della ripresa discografia finisce con il fine settimana più ricco di pubblicazioni, anche se a dire il vero è stato un vero e proprio crescendo caratterizzato da ritorni importanti e scoperte interessanti. Potete recuperare tutto navigando negli scorsi editoriali; nel precedente, vi segnalavamo gli Suede con l’ambizioso The Blue Hour che abbiamo nel frattempo recensito, ma anche Christine and the Queens con le due facce (inglese e francese) dall’aspetto molto 80s di Chris (recensione di Eleonora Orrù in arrivo). Senza dimenticare quella chicca di The Hex, l’album postumo del compianto Richard Swift, il buon ritorno del/dei Liars (recensito da Pifferi) e del collettivo rap Brockhampton con il primo capitolo di una nuova trilogia (Iridescence, recensito da Luca Roncoroni).

Ma veniamo a noi, questo weekend possiamo non solo spendere un poker d’assi, ma proprio giocarci la matta. Sul songwriting folk più intimo ed essenziale abbiamo il ritorno a tinte noir di Marissa Nadler, il cui For My Crimes è davvero un gran bel ritorno, come ci conferma Beatrice Pagni nel suo articolo. Sulla disco torna il Re Nile Rodgers, che resuscita gli Chic dopo 26 anni. Il disco, come prevedibile ricco di ospiti, s’intitola It’s About Time e promette il meglio di ciò che l’uomo ha saputo creare e modellare a livello produttivo lungo 40 anni di carriera. Ve ne parleremo più diffusamente in sede di recensione, ma per il momento non abbiamo che da rimandarvi alla pagina dedicata con l’ascolto. Altro asso, e ci spostiamo sull’elettronica, è Konoyo, il ritorno del Tim Hecker, disco per cui abbiamo redatto una lunga recensione a cui vi rimandiamo senza anticiparvi nulla. A completare la mano vincente, Burial e Kode9, che chiudono in bellezza la serie Fabriclive 100 (e per chi se lo stesse domandando, no, non c’è su Spotify e Apple Music; vi consigliamo di acquistarlo sul sito della label/locale, dove trovate anche l’interessante scaletta proposta dai due iconici dj/produttori).

Arriva la matta, prevedibile se vi ricordate come abbiamo accolto il precedente album Black Origami, e parliamo di Jlin e della colonna sonora del Autobiography di Wayne McGregor, che rappresenta un’ulteriore dipartita dal footwork per la produttrice dell’Indiana al fine di esplorare nuove tecniche e nuovi linguaggi. Sono le parole di Nicolò Aprinati che in sede di recensione tratteggia paragoni con Mira Calix e Ipek Gorgun ma anche con l’esotismo minimalista e bucolico di Midori Takada. Ci fermiamo qui, anche perché di dischi sui quali discorrere anche brevemente ce ne sono parecchi.


Non ti compaiono più i nostri post su Facebook? Regola il newsfeed per tornare a ricevere regolarmente i post di Sentireascoltare: vai nel menù a tendina della nostra pagina FB alla voce “pagina seguita” e spunta “sì, tutte”.


Esplorando un ampio spettro di musiche elettroniche e contaminazioni, citiamo l‘album collaborativo tra Jeff Mills e Tony Allen – Tomorrow Comes The Harvest – che funziona a mo’ di una jam session in cui le percussioni del padre dell’afrobeat incontrano synth, ritmiche e astrazioni robotiche dell’iconico producer, unite a tastiere dal sapore psichedelico (recensione di Luigi Lupo). E sempre su un discorso esplorativo elettronico abbiamo Klara Lewis in tandem con Simon Fisher Turner (Care, recensione di Antonello Franzil). Tornando a un approccio maggiormente compositivo, parallelamente al sopracitato Hecker, vi consigliamo l’ascolto di Murcof di Lost In Time (recensione di Davide Ingrosso in arrivo), mentre se ritorniamo su quello jammato abbiamo Davide Tomat e Gianluca Petrella nell’album di debutto collaborativo Kepler (recensione di Antonello Franzil).

Completiamo questo girotondo con almeno cinque ulteriori suggerimenti. Il primo è per And Yet It’s All Love, che è il disco perfetto se avete voglia di r’n’b intinta di jazz ed eseguita e arrangiata con classe (e retrogusto 90s). Lei è Fatima e il suo nome non sarà nuovo a chi segue il filone. Il rovescio della medaglia è New Horizon, nuovo lavoro techno industriale dell’immarcescibile Justin Broadrick sotto l’alias JK Flesh a cui fa il paio l’ambient-drone-metal-dub dei Bliss Signal (Mumdance & WIFE) con il debutto omonimo (recensione di Nicolò Arpinati) e mettiamoci pure O Fucc Im On The Wrong Planet dell’hardcore rapper Prison Religion in uscita sulla label di Rabit. Infine, a centrocampo troviamo il Dj Kicks dei Mount Kimbie (recensione di Daniele Rigoli; su Spotify solo un brano, l’inedita Southgate).

E le chitarre? Eccole. Ci sono i Mudhoney che tagliano il traguardo dei trent’anni con il loro inossidabile garage rock intelligente ed evoluto (recensione di Tommaso Iannini in arrivo). Il disco s’intitola (polemicamente?) Digital Garbage. Poi troviamo i volumi sempre belli sparati dei Joy Formidable di cui ci parla Elena Raugei. Il disco è il tiepido AAARTH. Poi potevamo passare un mese senza parlare di  Ty Segall? Senz’altro no, perché questo fine settimana è uscito il ritorno dei suoi GØGGS (Pre Strike Sweep, recensito da Tommaso Bonaiuti). Infine Sacred Bones propone questo weekend Obey, il secondo album degli Exploded View, progetto composto da Annika Henderson, Hugo Quezada e Martin Thulin che a dir il vero ha i sintetizzatori come protagonisti ma rimaniamo comunque in un territorio post-punk / wave per intenderci (recensione di Stefano Pifferi).

Hip hop. Sì, questo weekend non si scherza manco da queste parti, perché Lil Wayne ha finalmente pubblicato il quinto capitolo della saga Tha Carter e i veterani Cypress Hill sono tornati con Elephants On Acid. Sulla trap italiana farà sicuramente parlare di sé il ritorno della Dark Polo Gang con Trap Lovers. E non ci facciamo nemmeno mancare il blues più coriaceo di Seasick Steve (Can U Cook?, recensione di Valerio di Marco in arrivo), la psichedelia più sopraffina dei Bitchin Bajas (Rebajas, recensito da Marco Boscolo), il songwriting della scuola romana dei Tiromancino (Fino A Qui), i live di Father John Misty (Live At Third Man Records) e Nick Cave & The Bad Seeds (Distant Sky EP), la soundtrack del cartone animato Rick & Morty su Sub Pop (The Rick and Morty Soundtrack) e l’avant jazz dei Supersilent (14). In ambito metal, infine, si segnala il nuovo Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs (King Of Cowards).

Tracklist